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RTX 5070 Ti: memoria spinta fino a 36 Gbps aggirando i limiti Nvidia

Un gruppo di appassionati hardware ha dimostrato che le nuove GPU della serie GeForce RTX 50 nascondono un potenziale molto più elevato rispetto ai limiti imposti di fabbrica. Gli autori del canale YouTube TecLab, insieme agli specialisti di Area Burti, hanno infatti realizzato un esperimento estremo di overclock che ha portato la memoria della RTX 5070 Ti a velocità considerate fino a poco tempo fa irraggiungibili.

L’obiettivo del test era verificare quanto margine reale esistesse oltre le restrizioni software integrate nei driver e nelle utility di gestione delle schede video. Il risultato è stato sorprendente: la VRAM è stata spinta fino a 36 Gbit/s, un livello di prestazioni paragonabile a quello delle future memorie GDDR7 su cui stanno lavorando aziende come Samsung e Micron.

Come è stato aggirato il limite della memoria

Normalmente le schede video della nuova generazione Nvidia utilizzano frequenze di memoria piuttosto precise. La RTX 5080 opera con valori intorno ai 15.000 MHz, mentre gli altri modelli della gamma si fermano a circa 14.000 MHz. Anche utilizzando software di overclock, l’aumento consentito è limitato: in genere non si possono superare incrementi di circa 3000 MHz, equivalenti a velocità comprese tra 28 e 30 Gbit/s.

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Per superare questa barriera, il team ha utilizzato una GALAX RTX 5070 Ti 1‑Click OC e ha applicato una serie di modifiche mirate. Il primo passo è stato la disattivazione del limite TDP, che normalmente impedisce alla scheda di superare determinati livelli di consumo energetico e calore.

Successivamente è stato applicato un overclock manuale della VRAM, combinato con un intervento software più sofisticato. Gli appassionati sono riusciti a manipolare il sistema di controllo della frequenza della scheda video, facendo credere al firmware che la GPU stesse funzionando alla frequenza base. In questo modo il sistema di protezione non ha applicato ulteriori limiti all’aumento della velocità.

Il risultato finale è stato notevole: la memoria ha raggiunto circa 18.000 MHz di frequenza effettiva, corrispondenti a 36 Gbit/s di banda. Un valore che coincide con le specifiche delle memorie di nuova generazione attualmente in fase di sviluppo nel settore.

Va comunque sottolineato che si tratta di un risultato ottenuto in condizioni sperimentali. Le future GDDR7 da 36 Gbps dovrebbero arrivare sul mercato solo verso la fine dell’anno o addirittura nel 2027, soprattutto se la produzione globale di chip continuerà a essere limitata dalla carenza di semiconduttori. L’esperimento dimostra però quanto margine tecnologico esista ancora nelle attuali GPU.

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