Siri AI potrebbe arrivare con mesi di ritardo in Europa: cosa sta succedendo

Apple potrebbe posticipare di diversi mesi il debutto europeo della nuova Siri basata sull’intelligenza artificiale, mentre cerca un’intesa con l’UE sulle regole del Digital Markets Act.
La nuova Siri AI rischia di farsi attendere più del previsto dagli utenti europei. Apple non avrebbe ancora definito come distribuire nell’Unione Europea la versione profondamente rinnovata del suo assistente, presentata l’8 giugno come uno degli elementi centrali della nuova generazione di Apple Intelligence.
Il problema non sarebbe legato soltanto allo sviluppo tecnologico. Secondo quanto riportato da Mark Gurman nella newsletter Power On, Apple deve stabilire come adattare alcune delle capacità più avanzate di Siri alle disposizioni del Digital Markets Act (DMA). Il risultato potrebbe essere un debutto europeo posticipato di diversi mesi rispetto agli altri mercati.
Un precedente esiste già: Apple Intelligence arrivò inizialmente in altri Paesi nell’ottobre 2024, mentre gli utenti dell’Unione Europea dovettero attendere fino alla fine di marzo 2025. Una differenza di circa cinque mesi che potrebbe rappresentare, secondo Gurman, lo scenario più favorevole anche per la nuova Siri.
Perché Siri AI rischia un ritardo nell’Unione Europea
Apple e la Commissione Europea avrebbero già discusso a giugno le modalità con cui introdurre il nuovo assistente rispettando le norme comunitarie. Uno dei nodi riguarda l’accesso al sistema e ai dati del dispositivo da parte di assistenti di intelligenza artificiale concorrenti.
Il DMA impone infatti obblighi specifici alle grandi piattaforme designate come gatekeeper, con l’obiettivo di aumentare interoperabilità e concorrenza. Proprio questa impostazione può entrare in tensione con il livello di integrazione che Apple ha progettato per la sua nuova Siri.
La questione è particolarmente delicata perché il nuovo assistente dovrebbe poter utilizzare il contesto personale dell’utente. Siri potrà cercare informazioni all’interno di messaggi, email, fotografie e altri contenuti, comprendendo meglio le richieste sulla base dei dati disponibili sul dispositivo.
Apple deve quindi conciliare l’accesso profondo alle informazioni personali con le regole europee sull’interoperabilità, senza compromettere il modello di sicurezza e privacy su cui basa il proprio ecosistema.

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La nuova Siri comprenderà quello che appare sullo schermo
Il salto generazionale previsto da Apple va ben oltre un semplice aggiornamento grafico. Siri AI dovrebbe essere in grado di comprendere ciò che l’utente sta visualizzando e utilizzare quelle informazioni per rispondere alle domande o completare determinate operazioni.
Un altro elemento fondamentale sarà la possibilità di eseguire azioni tra applicazioni differenti. L’assistente potrà quindi collegare informazioni e funzioni provenienti da più app per completare procedure che oggi richiedono diversi interventi manuali.
La nuova Siri dovrebbe inoltre sfruttare informazioni aggiornate provenientii dal web e sostenere conversazioni molto più naturali. L’obiettivo è consentire all’assistente di mantenere il contesto durante uno scambio e di riprendere argomenti precedenti senza costringere l’utente a spiegare nuovamente ogni dettaglio.
Apple starebbe preparando anche un’applicazione dedicata all’esperienza di Siri, con la possibilità di sincronizzare la cronologia attraverso iCloud e continuare le conversazioni sui diversi dispositivi collegati allo stesso account.
Scrittura, dettatura e automazioni diventano più intelligenti
Le novità previste coinvolgono anche la produttività. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale potranno aiutare nella preparazione di bozze, nella modifica dei testi e nella proposta di miglioramenti alla scrittura.
Anche il dettato vocale dovrebbe beneficiare della nuova architettura, con una trascrizione più accurata e una gestione automatica migliore di punteggiatura e formattazione. Nel complesso, Apple punta a trasformare Siri da assistente basato prevalentemente su comandi a interfaccia intelligente capace di comprendere intenzioni, contenuti e contesto.
Naturalmente, queste capacità richiedono hardware compatibile con Apple Intelligence. Sugli iPhone, il supporto interessa le generazioni dotate dei chip e delle risorse necessarie all’elaborazione delle nuove funzioni AI, mentre l’ecosistema comprende anche modelli compatibili di iPad, Mac e Vision Pro.
La disponibilità effettiva delle singole funzioni potrebbe comunque variare in base al dispositivo, alla lingua e alla regione.
Quanto dovranno aspettare gli utenti europei?
Al momento Apple non ha comunicato una data precisa per il debutto di Siri AI nell’Unione Europea. L’azienda dovrà prima stabilire una soluzione compatibile con le richieste normative comunitarie e con il funzionamento previsto del nuovo assistente.
Secondo Mark Gurman, il ritardo registrato in precedenza da Apple Intelligence offre un possibile riferimento. Se si ripetesse una situazione analoga, gli utenti europei potrebbero dover aspettare circa cinque mesi in più rispetto ai mercati serviti inizialmente.
Non si tratta però di una scadenza confermata. Le trattative con le autorità europee potrebbero allungare ulteriormente i tempi, soprattutto qualora Apple e la Commissione Europea non riuscissero a trovare rapidamente un punto d’incontro sulle modalità di accesso ai dati e alle funzioni del sistema da parte di servizi concorrenti.
Per gli utenti europei di iPhone e iPad si prospetta quindi una situazione già vista con il primo lancio di Apple Intelligence: le nuove funzioni potrebbero arrivare, ma non necessariamente nello stesso momento del resto del mondo. Saranno le prossime decisioni di Apple e il confronto con le istituzioni europee a determinare quando la nuova generazione di Siri potrà essere effettivamente utilizzata nell’UE.
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