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Smartphone a 12 anni e salute mentale: lo studio sui rischi per gli adolescenti

Una ricerca su quasi 9.000 ragazzi associa il possesso di uno smartphone a 12 anni a una maggiore probabilità di sviluppare sintomi legati ai disturbi alimentari.

Consegnare uno smartphone personale a un ragazzo di 12 anni potrebbe avere conseguenze che vanno oltre il semplice aumento del tempo trascorso davanti allo schermo. Un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open ha individuato un’associazione tra il possesso precoce di uno smartphone e una maggiore presenza di sintomi riconducibili ai disturbi del comportamento alimentare durante l’adolescenza.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 8.957 adolescenti coinvolti nell’Adolescent Brain Cognitive Development Study (ABCD), un ampio progetto longitudinale statunitense. I risultati non dimostrano che lo smartphone sia direttamente la causa dei disturbi alimentari, ma evidenziano una relazione che gli autori ritengono importante approfondire.

Quasi sette dodicenni su dieci possedevano già uno smartphone

Tra i partecipanti di 12 anni, il 69,5% disponeva di un proprio smartphone. I ricercatori hanno esaminato diversi comportamenti e sintomi, tra cui episodi di alimentazione incontrollata, metodi non salutari per controllare il peso, paura di ingrassare e tendenza a collegare la propria autostima al peso corporeo.

Rispetto ai coetanei che non possedevano un telefono personale, i dodicenni con smartphone hanno riportato una probabilità superiore del 36% di presentare almeno un sintomo legato ai disturbi alimentari.

Per alcuni comportamenti la differenza osservata è risultata ancora più marcata. Il possesso di uno smartphone a questa età era associato a una probabilità superiore del 61% di manifestare episodi di alimentazione incontrollata. I ragazzi con un dispositivo personale risultavano inoltre più di due volte più propensi a collegare la propria autostima al peso.

Lo studio ha rilevato anche differenze tra i sessi: le ragazze dichiaravano con maggiore frequenza rispetto ai ragazzi di essere preoccupate per un possibile aumento di peso.

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Gli effetti sono stati osservati anche due anni dopo

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda il monitoraggio successivo dei partecipanti. Analizzando nuovamente i ragazzi all’età di 14 anni, gli studiosi hanno riscontrato che il possesso di uno smartphone a 12 anni continuava a essere associato ad alcuni comportamenti problematici.

In particolare, avere avuto uno smartphone personale due anni prima era collegato a un rischio superiore del 67% di manifestare sintomi di alimentazione incontrollata e a un aumento del 50% della probabilità di adottare comportamenti compensatori inappropriati per evitare l’aumento di peso.

Tra questi comportamenti possono rientrare pratiche estremamente dannose come il digiuno eccessivo o altre strategie utilizzate per compensare l’assunzione di cibo. Si tratta di segnali che richiedono particolare attenzione perché i disturbi del comportamento alimentare sono condizioni complesse e potenzialmente molto gravi.

Anche in questo caso, tuttavia, un’associazione statistica non equivale a dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto. Numerosi fattori familiari, sociali, psicologici e ambientali possono influenzare contemporaneamente sia l’utilizzo della tecnologia sia il rapporto di un adolescente con il proprio corpo e l’alimentazione.

Perché i 12 anni rappresentano un’età particolarmente delicata

Il periodo compreso tra i 10 e i 14 anni coincide con profonde trasformazioni fisiche, psicologiche e sociali. L’aspetto corporeo assume spesso maggiore importanza, aumenta il confronto con i coetanei e le capacità di autoregolazione sono ancora in fase di sviluppo.

Uno smartphone personale aggiunge a questo scenario un accesso continuo e privato a social network, video e piattaforme governate da algoritmi di raccomandazione. I ragazzi possono quindi essere esposti ripetutamente a immagini idealizzate del corpo, contenuti dedicati a dieta e dimagrimento oppure messaggi che incoraggiano il confronto con l’aspetto degli altri.

Questo non significa che ogni adolescente che utilizza uno smartphone svilupperà un problema. Lo studio suggerisce piuttosto che modalità, età e contesto nel quale viene introdotto il primo smartphone meritano maggiore attenzione.

I ricercatori consigliano maggiore cautela sul primo smartphone

Gli autori invitano i genitori a valutare la possibilità di posticipare l’acquisto del primo smartphone e, quando viene introdotto, ad adattare l’accesso ai contenuti al livello di maturità del ragazzo.

Un ruolo importante può essere svolto anche dagli strumenti di controllo parentale e dalle regole familiari sull’utilizzo dei dispositivi. L’obiettivo non è soltanto limitare il numero di ore trascorse davanti allo schermo, ma favorire abitudini digitali più equilibrate e mantenere aperto il dialogo su ciò che i ragazzi incontrano online.

Secondo i ricercatori, i risultati possono inoltre contribuire alla discussione sulle politiche relative all’accesso degli adolescenti agli smartphone e ai social network. Serviranno comunque ulteriori studi per comprendere quali attività digitali incidano maggiormente sul rischio e quali interventi possano proteggere efficacemente i ragazzi senza confondere una correlazione con una relazione causale.

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