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Dagli Stati Uniti arriva il progetto sull’“immortalità digitale”: un avatar potrebbe sopravvivere alla persona

L’idea di preservare l’identità umana attraverso l’intelligenza artificiale torna al centro del dibattito tecnologico. Negli Stati Uniti, l’organizzazione Veterans First for America ha presentato il progetto QAIAX 4E HRR Model Series, un’iniziativa che punta a creare una versione digitale di una persona capace di continuare a esistere e interagire anche dopo la sua morte.

Secondo i promotori, il sistema consentirebbe di costruire una sorta di “DNA digitale”, un archivio avanzato destinato a conservare caratteristiche personali, competenze ed esperienze dell’individuo. In futuro, questo profilo potrebbe essere utilizzato per animare un robot umanoide oppure essere proiettato come ologramma interattivo.

Come funziona il “DNA digitale”

Alla base del progetto c’è una tuta tattile equipaggiata con 40 sensori, progettata per registrare un’ampia gamma di informazioni sull’utilizzatore. Tra i dati raccolti figurano movimenti del corpo, parametri vitali, reazioni fisiche, abilità professionali e altri elementi utili a descrivere il comportamento della persona.

L’insieme di queste informazioni viene elaborato per creare un modello digitale che, secondo gli sviluppatori, sarebbe in grado di riprodurre il modo di agire, comunicare e sfruttare l’esperienza accumulata dal suo proprietario.

L’obiettivo dichiarato non è soltanto conservare ricordi, ma realizzare un’entità virtuale capace di dialogare con familiari e conoscenti, trasmettere conoscenze e, almeno in teoria, svolgere specifici incarichi assegnati dall’utente.

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Un progetto inserito in una visione più ampia

Il programma rientra in un’iniziativa più estesa che immagina la nascita di 300 microcittà autonome, dove intelligenza artificiale e robotica potrebbero gestire fino al 90% delle attività quotidiane.

Tra gli aspetti più particolari del progetto vi è anche la proposta di concedere una licenza di utilizzo del profilo digitale con una durata fino a 500 anni. Gli sviluppatori stimano un costo compreso tra 300.000 e 1 milione di dollari, mentre la fase preliminare di selezione dei partecipanti dovrebbe iniziare nel mese di ottobre.

L’iniziativa rappresenta una delle applicazioni più ambiziose dell’intelligenza artificiale nel campo dell’identità digitale. Resta tuttavia da vedere se un simile sistema sarà in grado di riprodurre realmente la complessità della coscienza umana o se si limiterà a simulare il comportamento di una persona sulla base dei dati raccolti.

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