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Le piccole imprese italiane passano in massa agli agenti di IA

Nelle piccole e medie imprese italiane gli utenti attivi ogni settimana su ChatGPT Work e Codex sono più che decuplicati. I dati vengono da un nuovo rapporto di OpenAI, pubblicato dall’ANSA il 14 ottobre 2026. Nell’Unione europea solo un mercato è cresciuto più in fretta, e l’Italia si piazza seconda per ritmo di crescita.

Più di metà del lavoro passa dagli agenti

Il dato più curioso del rapporto, a dire il vero, non riguarda i chatbot. Tra i clienti europei di ChatGPT Enterprise il 55% di tutti i risultati prodotti dall’intelligenza artificiale arriva da agenti autonomi. Rispetto a un normale assistente, l’agente porta a termine il compito da solo: raccoglie i dati, scrive il codice, prepara il documento.

Da maggio all’inizio di ottobre gli utenti di agenti nelle piccole imprese dell’UE sono aumentati di oltre il 700%. Ritardatari quasi non ce ne sono. In nessun Paese dell’Unione la crescita è scesa sotto il 400%.

L’Italia è solo decima

Tra gli utenti aziendali italiani gli agenti producono ormai il 65% dei risultati. Detta così sembra una cifra importante, eppure in classifica europea vale appena il decimo posto. Il podio è inaspettato. Davanti ci sono la Lituania con l’85%, Cipro con l’81% e l’Ungheria con il 79%, economie piccole che pare si mettano in moto più in fretta di quelle grandi.

Anche dentro il campione le distanze sono notevoli. Le aziende più attive producono per utente oltre il 300% di risultati in più rispetto all’impresa europea media. Alcune, a quanto sembra, hanno già inserito gli agenti nel lavoro di tutti i giorni, mentre altre li usano ancora su singoli compiti.

L’Europa per ora insegue

Le percentuali di crescita così vistose vanno lette insieme a un altro indicatore. Tra gli utenti aziendali che usano l’IA in modo più intensivo, nel campione le imprese UE sono circa il 10%, contro il 65% di quelle nordamericane. Quanto a profondità d’uso, l’Europa resta per ora parecchio indietro.

Molte aziende italiane dovranno ripensare processi che per decenni si sono retti su carta, telefonate e commercialista esterno. Ci sono però settori in cui questo passaggio non c’è mai stato, perché il business è nato direttamente in rete. I casinò online sono uno di questi: registrazione, verifica dell’età dei giocatori e pagamenti sono digitali fin dall’inizio. WildTokyo casino presenta le slot e la sezione live su https://wildtokyologin.com/ interamente online, senza un formato cartaceo da digitalizzare prima. Per piattaforme del genere gli agenti diventeranno probabilmente solo un ulteriore livello di automazione.

Roma parla di IA industriale

Lo stesso giorno, il 14 ottobre, il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti è intervenuto al Digital Innovation Forum di Cernobbio. Il prossimo obiettivo del Paese, ha detto, è portare l’IA a livello industriale. E agli investitori servono regole chiare.

Con il rapporto di OpenAI il discorso combacia quasi alla lettera. Le piccole imprese gli agenti li hanno già provati, adesso resta da capire se arriveranno nei reparti produttivi, nei magazzini e in contabilità. Senza norme comprensibili, di solito, i grandi capitali entrano in progetti del genere con lentezza.

Le comunicazioni per Transizione 5.0

Il 15 ottobre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha avviato una nuova fase del piano Transizione 5.0 aggiornato. Le aziende ora inviano le comunicazioni di completamento degli investimenti tramite la piattaforma del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. La procedura riguarda chi ha già ottenuto l’approvazione della conferma sul progetto.

Alla comunicazione vanno allegate le fatture, la perizia tecnica asseverata e la certificazione contabile. È su questi documenti che lo Stato verifica che il progetto tecnologico sia stato davvero portato a termine. Le aliquote non compaiono nella nota del ministero.

E adesso?

I numeri di OpenAI e le decisioni di Roma sembrano convergere nello stesso punto. Le piccole imprese lavorano già con gli agenti, e lo Stato sostiene gli investimenti digitali. Nei prossimi mesi si vedrà quante aziende italiane passeranno dagli abbonamenti di prova ai grandi progetti tecnologici. E se l’Italia riuscirà, per quota di agenti, ad avvicinarsi almeno all’Ungheria.

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