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I capi delle Big Tech sotto giuramento: il Congresso indaga sui rischi dell’IA

I responsabili delle più grandi aziende di intelligenza artificiale degli Stati Uniti potrebbero presto essere convocati al Congresso per testimoniare sotto giuramento sui rischi dell’IA e sui rapporti tra Silicon Valley e governo federale. Dopo la vittoria democratica alle elezioni di metà mandato del novembre 2026, i parlamentari del partito preparano un’ondata di indagini che potrebbe coinvolgere anche Elon Musk, il suo lavoro nel DOGE e i contratti pubblici delle sue società. Il nuovo equilibrio politico promette di cambiare il rapporto tra Washington e i giganti della tecnologia, finora favoriti dall’approccio dell’amministrazione Trump.

Le convocazioni non sono ancora state emesse: si tratta di piani annunciati da esponenti democratici in vista della nuova legislatura. Il deputato Greg Casar, membro della commissione di vigilanza della Camera, ritiene che i dirigenti delle società di IA debbano rispondere formalmente delle conseguenze delle loro tecnologie. Nel mirino non ci sono soltanto gli algoritmi, ma anche il consumo di energia dei data center, gli incentivi pubblici e l’influenza delle aziende sulle decisioni politiche.

I capi delle aziende IA potrebbero testimoniare sotto giuramento

Con il controllo delle due camere del Congresso, i democratici avranno la possibilità di guidare le commissioni parlamentari, avviare inchieste, convocare testimoni e richiedere documenti. Le testimonianze sotto giuramento rappresentano uno strumento di controllo particolarmente incisivo, perché dichiarazioni false rese consapevolmente possono avere conseguenze legali.

Greg Casar ha indicato i vertici delle aziende di intelligenza artificiale tra i soggetti che dovrebbero essere ascoltati. Le questioni da affrontare comprendono la sicurezza dei modelli, le pressioni esercitate sui regolatori e gli effetti economici e sociali dell’espansione dell’IA. Non è stato pubblicato un calendario di audizioni, né un elenco definitivo dei dirigenti che saranno convocati.

La nuova maggioranza potrebbe chiedere chiarimenti anche sul ruolo dei gruppi tecnologici nella definizione delle politiche federali. Un’audizione, tuttavia, non equivale a un’accusa penale: è uno strumento con cui il Congresso raccoglie informazioni e valuta eventuali interventi legislativi.

Data center sotto accusa per consumi e incentivi

Uno dei temi più caldi delle elezioni di metà mandato è stato il crescente numero di data center destinati all’intelligenza artificiale. In numerose comunità americane, i cittadini contestano l’impatto degli impianti sulle bollette elettriche, sul consumo di acqua e sulle infrastrutture locali.

Casar ha descritto l’opposizione ai data center come una delle spinte politiche più importanti emerse dalle urne. I parlamentari democratici potrebbero quindi approfondire quali agevolazioni fiscali siano state concesse ai costruttori, chi sostenga i costi delle nuove reti elettriche e quali benefici concreti arrivino alle comunità.

Il problema non riguarda soltanto la quantità di energia necessaria per addestrare i modelli. Anche il loro utilizzo quotidiano richiede server, sistemi di raffreddamento e connessioni ad alta capacità. Alcuni esponenti democratici chiedono che le aziende contribuiscano direttamente alle spese infrastrutturali, invece di trasferirle sui consumatori.

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Un altro fronte riguarda Elon Musk e il suo coinvolgimento nel Department of Government Efficiency (DOGE), l’iniziativa dell’amministrazione Trump che ha promosso tagli e riorganizzazioni nella macchina federale. I democratici intendono verificare possibili conflitti d’interesse tra il ruolo pubblico ricoperto dal miliardario e le attività delle sue aziende.

Le indagini potrebbero esaminare i contratti governativi assegnati a società collegate a Musk, le decisioni assunte durante l’esperienza nel DOGE e gli eventuali vantaggi derivanti dalla vicinanza alla Casa Bianca. Il controllo parlamentare non dimostra, di per sé, che vi siano state irregolarità.

Tra i dossier citati compare anche Starlink e il ruolo delle comunicazioni satellitari in Ucraina. Alcuni democratici vogliono chiarire quanto un servizio gestito da un’impresa privata possa incidere su decisioni che riguardano la sicurezza nazionale e le operazioni di un Paese alleato. Le interruzioni del servizio e la gestione della rete sono questioni che potrebbero essere approfondite durante le audizioni.

Trump potrebbe bloccare le nuove leggi sull’intelligenza artificiale

Il controllo democratico del Congresso non garantisce l’approvazione di nuove regole per l’IA. Il presidente Donald Trump conserva il potere di veto e potrebbe opporsi a provvedimenti che, a suo giudizio, rallenterebbero lo sviluppo tecnologico americano o penalizzerebbero le aziende nazionali nella competizione internazionale.

Per superare un veto presidenziale serve una maggioranza qualificata in entrambe le camere, difficile da raggiungere senza un sostegno trasversale. Per questo le inchieste parlamentari potrebbero avere effetti più immediati delle nuove leggi: commissioni e richieste di documenti possono mettere sotto pressione i dirigenti anche quando non esiste un accordo politico sulla regolamentazione.

La Casa Bianca e i repubblicani sostengono un approccio che privilegi innovazione e competitività, mentre molti democratici chiedono maggiori controlli su sicurezza, privacy e potere economico delle piattaforme. Le posizioni non sono però uniformi all’interno dei due partiti: alcuni parlamentari temono che regole troppo rigide possano frenare ricerca e investimenti.

La protezione dei minori potrebbe unire democratici e repubblicani

Tra i pochi ambiti nei quali è possibile un accordo bipartisan figura la sicurezza dei bambini e degli adolescenti online. Le proposte in discussione includono verifiche dell’età negli app store, nuove responsabilità per le piattaforme e limiti all’accesso ai social network per gli utenti più giovani.

Su questi temi esistono sensibilità condivise, anche se rimangono differenze importanti su privacy, libertà di espressione e modalità di controllo dell’età. Una verifica troppo invasiva, per esempio, potrebbe imporre agli utenti di consegnare documenti o informazioni personali a servizi che non ne hanno realmente bisogno.

La nuova fase politica americana si annuncia quindi difficile per le Big Tech. Il rischio immediato per i dirigenti non è una condanna, ma dover spiegare pubblicamente e sotto giuramento come funzionano i loro sistemi, quanto costano alla collettività e quali rapporti intrattengono con il potere politico. Per le aziende di intelligenza artificiale potrebbe essere l’inizio di un controllo parlamentare molto più severo.

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