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Come svuotare la cache su Mac: browser, sistema e app

La memoria Cache è un archivio temporaneo progettato per velocizzare diverse operazioni, come l’apertura dei siti web, il caricamento delle applicazioni e l’esecuzione dei processi di sistema. La teoria del funzionamento è piuttosto semplice: la memoria Cache è una sorta di “scrivania digitale” sulla quale il sistema deposita temporaneamente le informazioni consultate più di frequente; quando viene aperta un’applicazione o un sito web, il computer preleva all’istante i dati da questo deposito temporaneo, azzerando i tempi di attesa di caricamento e consentendo un’esperienza rapida e fluida.

Tuttavia con il passare del tempo questi dati si accumulano, occupando gigabyte, e da preziosa risorsa possono diventare causa di fastidiosi rallentamenti. Svuotare la cache, dunque, è un’operazione tanto semplice quanto importante se si desidera avere un computer efficiente, per questo motivo il consiglio è quello di effettuarla regolarmente.

Moltissimi professionisti acquistano Mac per le elevate prestazioni e la fluidità dell’esperienza e incappare in rallentamenti può essere causa di fastidiose perdite di tempo e denaro. Vediamo adesso come cancellare Cache Mac correttamente.

La Cache del Browser: Leggerezza per la Navigazione Web

Partiamo dalla Cache del Browser, ovvero quella che velocizza il caricamento delle pagine visitate più di frequente. Una volta aperto Safari accedete a Impostazioni > Avanzate e attivate l’opzione “Mostra menu Sviluppo nella barra dei menu”. Successivamente dal menu Sviluppo in alto selezionate “Svuota la Cache”.

In questo modo avrete eliminato tutti i file obsoleti che sono causa di rallentamenti ed errori di caricamento. Per consultare la procedura ufficiale e gestire i dati di navigazione è cosnsigliabile fare riferimento alla guida del supporto Apple. 

La Cache di Sistema: Ripristinare la Fluidità di macOS

Passiamo adesso alla cache di sistema, ovvero la memoria temporanea che supporta i processi fondamentali del sistema operativo. Svuotarla è un’ottima soluzione quando si riscontrano rallentamenti anomali o dopo un importante aggiornamento di MacOS.

Per prima cosa aprite il Finder e premete la combinazione di tasti Shift + Command + G. Nella finestra di dialogo che comparirà digitate il percorso ~/Libreria/Caches e premete Invio. Adesso selezionate le cartelle contenenti i file temporanei e spostatele nel cestino.

Per sicurezza, prima di svuotare definitivamente il Cestino, riavviate il Mac ed assicuratevi che tutto funzioni correttamente; se non si verificano problemi potete procedere all’eliminazione definitiva. È importante anche evitare di modificare la cartella principale del disco di sistema (/Libreria/Caches) per non compromettere il corretto funzionamento del sistema operativo.

La Cache delle App: Liberare Spazio Prezioso

A questo punto siamo in dirittura di arrivo e resta soltanto la Cache delle app. Software grafici e piattaforme multimediali possono creare imponenti archivi temporanei, capaci da soli di saturare lo spazio di archiviazione disponibile. Quando un’applicazione mostra i primi segni di rallentamento o occupa uno spazio eccessivo sul disco, bisogna procedere immediatamente all’eliminazione dei suoi dati temporanei.

Alcune app dispongono di una funzione integrata raggiungibile attraverso le impostazioni interne per cancellare la Cache con un solo clic. In alternativa, all’interno della cartella ~/Libreria/Caches (raggiungibile, come nel caso precedente, attraverso Finder), troverete le sottocartelle dedicate alle singole applicazioni, che potrete rimuovere manualmente in totale sicurezza.

Quando eliminare la Cache

L’eliminazione dei file temporanei non è un’operazione da eseguire quotidianamente e nemmeno settimanalmente. Non esiste un protocollo rigido riguardo alle tempistiche, perché molto dipende dalle ore e dal tipo di utilizzo del Mac.

Bisogna ricordarsi che la memoria Cache è uno strumento utilissimo per avere prestazioni elevate, per cui il consiglio è quello di procedere alla sua eliminazione soltanto quando si verificano i primi cali di prestazione, che indicativamente si possono presentare in un periodo compreso dai 3 ai 6 mesi, dopo l’ultima rimozione.

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