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Il deficit globale di memoria potrebbe durare molti anni

Nonostante alcuni segnali positivi nel settore tecnologico, il deficit globale di memoria potrebbe protrarsi molto più a lungo del previsto. Secondo quanto riportato da Reuters, il CEO di SK Hynix, Choi Tae-won, ha dichiarato che il delicato equilibrio tra domanda e offerta rischia di non stabilizzarsi prima del 2030, lasciando il mercato in una situazione di tensione prolungata.

Al centro della trasformazione del settore c’è la crescente importanza della HBM (High Bandwidth Memory), una memoria ad altissima velocità diventata essenziale per data center e infrastrutture di intelligenza artificiale. SK Hynix, che detiene circa il 57% del mercato HBM, sta affrontando enormi difficoltà nel soddisfare la domanda attuale. L’azienda prevede che saranno necessari almeno 4–5 anni per espandere significativamente la capacità produttiva.

Una crescita squilibrata che penalizza il mercato consumer

Questo focus sulla memoria avanzata rischia però di avere conseguenze dirette sul mercato di massa. Dispositivi come smartphone, laptop e console potrebbero subire un’ulteriore pressione, con una possibile carenza di componenti superiore al 20%. In altre parole, mentre l’industria accelera per soddisfare le esigenze dell’AI, i prodotti destinati ai consumatori rischiano di rimanere indietro.

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Una visione leggermente più ottimista arriva da Nikkei Asia, secondo cui il mercato potrebbe iniziare a stabilizzarsi entro il 2027. Tuttavia, anche in questo scenario emerge una criticità importante: i grandi produttori come Samsung, Micron e la stessa SK Hynix stanno investendo in nuove fabbriche principalmente orientate alla produzione di HBM e chip logici, lasciando in secondo piano la crescita delle DRAM tradizionali.

Produzione insufficiente e prezzi in aumento

Gli analisti di Counterpoint Research sottolineano che per riportare il mercato in equilibrio sarebbe necessario un incremento della produzione di memoria pari a circa il 12% annuo. Tuttavia, i piani attuali indicano una crescita di appena 7,5%, un divario che rischia di alimentare ulteriormente la crisi.

Le conseguenze sono già visibili nei prezzi. Secondo le ultime stime del settore, un pacchetto composto da 16 GB di LPDDR5X e 1 TB di memoria UFS può arrivare a costare più di un chip mobile di fascia alta come lo Snapdragon 8 Elite Gen 5. Questo squilibrio evidenzia come la memoria stia diventando uno dei fattori più critici — e costosi — nell’intera filiera tecnologica.

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