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Ubuntu 26.04 richiede più RAM di Windows 11: aumentano i requisiti minimi

In vista del rilascio di Ubuntu 26.04 LTS, previsto per aprile, sono stati pubblicati i nuovi requisiti di sistema minimi della distribuzione Linux. La novità più importante riguarda la memoria: per la prima volta dopo molti anni, Ubuntu richiederà più RAM di Windows 11 per funzionare nella configurazione base con ambiente grafico completo.

Secondo le informazioni ufficiali pubblicate da Canonical, i requisiti minimi per Ubuntu 26.04 LTS segnano un aumento significativo rispetto alle versioni precedenti, soprattutto per quanto riguarda la memoria di sistema.

I requisiti minimi di Ubuntu 26.04 LTS

I requisiti minimi dichiarati per Ubuntu 26.04 LTS includono:

  • Processore: dual‑core da 2,0 GHz
  • RAM: 6 GB
  • Spazio su disco: 25 GB

Il dato più sorprendente è proprio la RAM minima di 6 GB, che rappresenta un aumento di circa il 50% rispetto ai requisiti precedenti. Si tratta del primo incremento significativo dei requisiti hardware dal 2018.

Per confronto, Windows 11 richiede ancora ufficialmente 4 GB di RAM come requisito minimo, anche se nella pratica per un utilizzo fluido ne servono generalmente di più. Tuttavia, sulla carta, Ubuntu richiederà ora più memoria del sistema operativo Microsoft.

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Dipende dall’ambiente desktop

È importante però fare una precisazione: questi requisiti si riferiscono alla versione di Ubuntu con ambiente desktop GNOME, che è la versione principale e più completa dal punto di vista grafico.

Le varianti di Ubuntu con ambienti desktop più leggeri, come quelle basate su XFCE o LXDE, restano molto meno esigenti in termini di risorse hardware e possono funzionare senza problemi anche su computer più datati o con poca memoria RAM.

L’aumento dei requisiti dimostra come anche il mondo Linux desktop stia diventando nel tempo più complesso e ricco di funzionalità, avvicinandosi sempre di più ai sistemi operativi tradizionali in termini di esperienza grafica, servizi integrati e applicazioni preinstallate.

Nonostante questo, Linux continua a offrire molte alternative leggere e personalizzabili, mantenendo la possibilità di installare sistemi operativi completi anche su hardware non più recente, cosa che resta uno dei principali vantaggi dell’ecosistema open source.

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