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Nel dark web venduti “pacchetti per ricatti” con foto intime e dati di migliaia di donne

Un’indagine olandese rivela un mercato clandestino con centinaia di migliaia di immagini intime, indirizzi e profili social utilizzabili per molestie e sextortion.

Nel dark web sarebbe attivo un vasto mercato clandestino nel quale vengono vendute fotografie intime insieme ai dati personali delle vittime. A denunciarlo è un’indagine dell’emittente olandese RTL, che ha individuato una piattaforma sulla quale sarebbero disponibili informazioni riguardanti oltre 10.000 donne in tutto il mondo.

Il materiale non comprende soltanto immagini di nudo diffuse senza consenso. Il sito raccoglierebbe veri e propri “pacchetti per ricatti” contenenti fotografie, informazioni di contatto e collegamenti ai profili social delle persone coinvolte. Dati che potrebbero facilitare molestie, minacce ed episodi di sextortion.

Oltre 850.000 immagini intime raccolte nel sito

Secondo quanto emerso dall’indagine, sulla piattaforma sarebbero archiviate più di 850.000 immagini. Le vittime vengono organizzate anche in base al Paese di provenienza e, per ciascuna persona, viene indicato il numero di fotografie disponibili.

RTL ha individuato almeno 190 vittime dei Paesi Bassi e 28 del Belgio. Alcune delle fotografie risalirebbero a oltre dieci anni fa, mentre altre sarebbero molto più recenti.

La quantità di informazioni personali associate alle immagini rende il fenomeno particolarmente grave. Le pagine dedicate alle vittime possono contenere nome, indirizzo di casa, data di nascita, numero di telefono, indirizzo email e collegamenti ai relativi account sui social network.

Chi acquista uno dei pacchetti ottiene così non soltanto l’accesso alle fotografie, ma anche una serie di informazioni che potrebbero essere sfruttate per identificare, contattare o molestare direttamente la persona coinvolta.

I dati delle vittime vengono venduti per pochi euro

Il prezzo richiesto sarebbe estremamente basso: secondo l’indagine, un pacchetto può costare circa un euro per singola vittima e lo stesso materiale può essere venduto ripetutamente a diversi acquirenti.

La piattaforma conterrebbe inoltre materiale che incoraggia ulteriori violazioni della privacy delle vittime. La presenza di queste risorse mostra come le fotografie già sottratte possano diventare il punto di partenza per nuovi episodi di persecuzione e ricatto.

Il sito sarebbe operativo nel dark web dal 2023 e continuerebbe a essere aggiornato con nuove vittime. Gli amministratori proporrebbero persino un servizio a pagamento per eliminare una persona dall’archivio, chiedendo circa 250 euro. Non esistono però garanzie che il pagamento comporti realmente la cancellazione definitiva dei dati.

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Le conseguenze sulle vittime possono durare per anni

Tra le donne individuate nell’archivio figura la 31enne Meddy Gossens, residente nella provincia olandese del Limburgo. La donna ha raccontato a RTL di aver sofferto di attacchi di panico dopo aver scoperto che fotografie intime e informazioni personali erano finite sulla piattaforma.

Le immagini, secondo la sua testimonianza, erano state realizzate quando era ancora minorenne e inviate all’allora fidanzato. Anni dopo sono comparse online senza che Gossens riuscisse a stabilire come fossero state diffuse.

La loro circolazione non si sarebbe fermata. La donna continua a ricevere contatti da sconosciuti attraverso i social network e il materiale sarebbe stato inviato persino al suo datore di lavoro. Il caso mostra una delle caratteristiche più problematiche della diffusione non consensuale di immagini intime: una volta pubblicati, i contenuti possono riapparire ripetutamente anche dopo molti anni.

Offlimits segnala migliaia di casi di sextortion ogni anno

Offlimits, organizzazione olandese impegnata nel contrasto alla violenza online, ha espresso forte preoccupazione per il fenomeno. Babbette Köning ha spiegato a RTL che l’organizzazione non aveva mai incontrato prima una piattaforma strutturata in questo modo e ha sottolineato le possibili conseguenze per le vittime.

L’organizzazione riceve ogni anno segnalazioni relative a migliaia di casi di sextortion, cioè forme di ricatto basate sull’utilizzo di immagini o video intimi. Negli ultimi tempi sarebbe inoltre aumentato un fenomeno ancora più difficile da interpretare: minacce nelle quali il ricattatore non formula necessariamente una richiesta economica o pretende nuove fotografie.

In questi casi l’obiettivo può essere semplicemente esercitare controllo e potere psicologico sulla vittima, prolungando molestie e intimidazioni nel tempo.

La polizia belga ha aperto un’indagine

La squadra specializzata in criminalità informatica della polizia di Anversa avrebbe avviato un’indagine sulla piattaforma. Intervenire contro servizi ospitati nel dark web può tuttavia essere complesso, perché l’infrastruttura e gli strumenti utilizzati sono progettati per rendere più difficile identificare gestori e server.

Proprio per questo alcune piattaforme illegali possono rimanere accessibili per lunghi periodi prima di essere individuate o chiuse dalle autorità.

Offlimits raccomanda alle persone coinvolte di non affrontare da sole il ricatto e di non assecondare le richieste dell’estorsore. Parlare con una persona di fiducia, rivolgersi a organizzazioni specializzate e valutare una denuncia alle autorità può aiutare a gestire la situazione e a conservare correttamente le prove delle molestie ricevute.

Il caso mette soprattutto in evidenza come la diffusione non consensuale di immagini intime possa trasformarsi in un problema permanente: non soltanto per la presenza delle fotografie online, ma per l’associazione sistematica di quelle immagini con indirizzi, numeri di telefono, email e identità social delle vittime.

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