Instagram mostra una pubblicità porno esplicita: com’è possibile che abbia superato i controlli di Meta?

Aprire Instagram, scorrere normalmente il feed e ritrovarsi improvvisamente davanti a una pubblicità sponsorizzata con nudità esplicita e contenuti sessuali. Non un post suggerito pubblicato da qualche profilo sconosciuto, ma una vera inserzione accompagnata dalla dicitura “Sponsorizzato” e dal pulsante “Scarica”.
È esattamente quello che ci è capitato. E davanti a una scena del genere la domanda sorge inevitabilmente: com’è possibile che una pubblicità simile venga distribuita su Instagram?
Secondo le stesse regole stabilite da Meta, infatti, un annuncio di questo tipo non dovrebbe normalmente essere ammesso.
L’inserzione sembra promuovere un servizio basato sull’intelligenza artificiale, apparentemente capace di partire dalla fotografia di una ragazza per generare un video modificato artificialmente. Il messaggio promozionale utilizzato è piuttosto esplicito: “Generate a video from a photo of a girl you have a crush on”.
Il problema, però, non riguarda soltanto la frase.
Nella pubblicità viene mostrata prima una donna vestita e successivamente una versione trasformata in una scena con nudità integrale e una posa fortemente sessualizzata. Nel video sponsorizzato il contenuto diventa ancora più esplicito.
Non si tratta quindi di una fotografia semplicemente provocante o di un’immagine al limite delle regole. Il materiale mostrato appare chiaramente riconducibile a contenuti per adulti.
Ed è proprio qui che nasce il paradosso.
Le regole pubblicitarie di Meta vietano nudità e contenuti sessuali espliciti
Gli standard pubblicitari di Meta prevedono restrizioni specifiche per le inserzioni contenenti nudità, attività sessuali e rappresentazioni sessualmente esplicite o suggestive.
Le regole si applicano alle campagne pubblicitarie distribuite attraverso le tecnologie dell’azienda e comprendono quindi anche Instagram.
In condizioni normali, una creatività pubblicitaria con caratteristiche di questo tipo non dovrebbe quindi superare il processo di revisione previsto dalla piattaforma.
Eppure, almeno nel nostro caso, l’annuncio è effettivamente arrivato nel feed.
A rendere la vicenda ancora più problematica è il concetto utilizzato per promuovere il servizio: prendere la fotografia di una persona e utilizzarla per generarne una versione sessualizzata tramite IA generativa.
Non possiamo sapere dagli elementi disponibili se la donna mostrata nella pubblicità sia una persona reale, un modello utilizzato con consenso oppure un soggetto interamente creato artificialmente.
Resta però evidente il possibile collegamento con un tema molto più delicato: quello dei deepfake sessuali non consensuali, diventato sempre più rilevante con la diffusione di strumenti capaci di manipolare fotografie e video in pochi secondi.
Anche sotto questo aspetto, quindi, il contenuto dell’inserzione solleva interrogativi che vanno ben oltre la semplice presenza di nudità.
Come può un annuncio simile superare la moderazione?
È probabilmente questo l’aspetto più interessante della vicenda.
Dagli screenshot e dall’annuncio visualizzato non è possibile stabilire con certezza quale meccanismo abbia permesso alla pubblicità di arrivare su Instagram.
Una possibilità è che si sia trattato semplicemente di un errore dei sistemi automatici utilizzati per la revisione degli annunci. Le piattaforme gestiscono quantità enormi di contenuti pubblicitari e nessun sistema di moderazione automatizzata è completamente immune da errori.
Esistono inoltre tecniche utilizzate nel settore dell’advertising online per tentare di eludere i controlli delle piattaforme, per esempio modificando rapidamente creatività e destinazioni oppure utilizzando differenti configurazioni pubblicitarie.
Non abbiamo però elementi sufficienti per sostenere che sia accaduto qualcosa di simile in questo caso specifico.
L’unico dato concreto è il risultato finale: nel feed di Instagram è comparsa una pubblicità chiaramente contrassegnata come “Sponsorizzato”, con contenuti sessualmente espliciti apparentemente incompatibili con le normali politiche pubblicitarie della piattaforma.
Ed è difficile non notare la contraddizione.
Meta utilizza sistemi automatici sofisticati per analizzare enormi quantità di contenuti e sottopone le inserzioni pubblicitarie a procedure di revisione. Nonostante questo, una creatività di questo genere è riuscita comunque ad arrivare davanti agli utenti.

Leggi anche:
Il problema diventa ancora più serio quando si parla di minori
C’è poi un ulteriore elemento da considerare: Instagram viene utilizzato anche dagli adolescenti.
Nell’Unione Europea, il Digital Services Act ha introdotto obblighi specifici per le grandi piattaforme online, con particolare attenzione alla protezione dei minori e alla trasparenza della pubblicità.
La normativa vieta inoltre l’utilizzo della profilazione per mostrare pubblicità mirata ai minori quando la piattaforma è ragionevolmente certa della loro età.
Il punto, però, va anche oltre gli obblighi normativi.
Un contenuto sessualmente esplicito visualizzato all’interno del normale feed di Instagram presenta caratteristiche completamente diverse rispetto a quello che un utente potrebbe scegliere consapevolmente di vedere visitando un sito dedicato agli adulti.
Nel primo caso, infatti, il contenuto viene inserito direttamente tra fotografie, Reel, post di amici e altre pubblicazioni, senza che l’utente abbia necessariamente espresso alcuna intenzione di visualizzare materiale di quel genere.
Quando tutto questo avviene attraverso una pubblicità a pagamento, la questione diventa ancora più delicata.
Non è una questione di moralismo, ma di coerenza
Il punto non è discutere dell’esistenza dei contenuti per adulti su Internet.
Esistono siti dedicati, servizi specifici e sistemi progettati proprio per distribuire quel genere di materiale.
Il problema è molto più semplice: una pubblicità pornografica esplicita non dovrebbe comparire improvvisamente nel normale feed di Instagram, soprattutto se le regole pubblicitarie della stessa piattaforma dichiarano di vietarla.
C’è infatti una differenza sostanziale tra chi decide volontariamente di visitare un servizio per adulti e chi si trova davanti, senza preavviso, una scena sessualmente esplicita mentre sta semplicemente utilizzando un social network.
Ed è proprio questo a rendere la vicenda particolarmente significativa.
La moderazione dei social network viene spesso criticata per interventi molto severi: fotografie oscurate, contenuti rimossi e account limitati anche per violazioni molto meno evidenti.
Vedere contemporaneamente circolare un annuncio sponsorizzato con materiale di questo tipo solleva inevitabilmente domande sull’efficacia dei controlli applicati alle inserzioni pubblicitarie.
Nel nostro caso, l’annuncio è comparso normalmente nel feed, completo di invito a scaricare il servizio.
La scelta più prudente è non utilizzare il pulsante di download quando non si conoscono l’applicazione, il sito o l’azienda pubblicizzata. Dal menu dell’inserzione è invece possibile utilizzare gli strumenti messi a disposizione da Instagram per segnalare la pubblicità e indicare la presenza di nudità, contenuti sessuali o altro materiale inappropriato.
Perché una cosa è abbastanza chiara: una pubblicità del genere su Instagram non dovrebbe essere considerata normale.
E forse la domanda più importante per Meta non riguarda soltanto chi abbia realizzato quell’annuncio, ma soprattutto come sia riuscito ad arrivare nel feed degli utenti nonostante i sistemi di controllo che dovrebbero impedirlo.
Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:
- Google News: bit.ly/gurugooglenews
- Telegram: t.me/guruhitech
- Facebook: facebook.com/guruhitechfb
- Instagram: instagram.com/guruhitech_official/
- X (Twitter): x.com/guruhitech1
- Bluesky: bsky.app/profile/guruhitech.bsky.social
- Rumble: rumble.com/user/guruhitech
- VKontakte: vk.com/guruhitech
- MeWe: mewe.com/i/guruhitech
- Skype: live:.cid.d4cf3836b772da8a
- WhatsApp: bit.ly/whatsappguruhitech
Esprimi il tuo parere!
Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.
Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].
Scopri di più da GuruHiTech
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
