Il CEO di Anthropic: l’IA potrebbe eliminare il 50% dei lavori impiegatizi entry-level

Dario Amodei, fondatore e CEO di Anthropic, è diventato una delle voci più autorevoli – e controcorrente – nel dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. Secondo il manager, le conseguenze potrebbero essere molto più rapide e radicali di quanto l’industria tecnologica ammetta pubblicamente.
In un’intervista al programma televisivo 60 Minutes, Amodei ha dichiarato che l’IA potrebbe eliminare fino al 50% dei lavori impiegatizi entry-level nei prossimi uno-cinque anni, portando la disoccupazione nei settori professionali e amministrativi a livelli compresi tra il 10% e il 20%.
Perché a rischio sono consulenti, avvocati e analisti finanziari
Secondo Amodei, i modelli di intelligenza artificiale sono già in grado di svolgere in modo efficace gran parte delle attività tipiche dei professionisti junior. Non si parla di sostituire avvocati con vent’anni di esperienza, ma di automatizzare compiti ripetitivi e strutturati affidati ai neoassunti.
Tra le mansioni più esposte figurano:
- Redazione di contratti standard
- Costruzione di modelli finanziari di base
- Analisi dati preliminari
- Preparazione di presentazioni e report diagnostici
Si tratta di attività altamente strutturate, replicabili e sempre più automatizzabili grazie ai sistemi di IA generativa.

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Un cambiamento più veloce rispetto al passato
Ciò che distingue la previsione di Amodei non è solo l’entità dell’impatto, ma la velocità del cambiamento. Il CEO parla di “due curve esponenziali”: una legata alla crescita delle capacità dei modelli e un’altra – leggermente in ritardo – relativa alla loro adozione economica.
Secondo i dati interni di Anthropic, i modelli di IA scrivono già circa il 90% del codice all’interno dell’azienda. Tuttavia, Amodei precisa che automatizzare una parte significativa del lavoro non equivale necessariamente a eliminare posti di lavoro in modo immediato: spesso i ruoli si trasformano, ma il rischio di riduzione dell’occupazione resta concreto.
Responsabilità dell’industria e proposte concrete
Un elemento rilevante è che questo allarme proviene dall’interno della stessa industria che sviluppa tali tecnologie. Amodei ha ammesso che nessuno ha votato democraticamente per un cambiamento sociale di questa portata, sottolineando la necessità di un dibattito pubblico più ampio.
Tra le misure proposte figurano:
- Formazione professionale mirata per integrare l’IA nel lavoro
- Maggiore consapevolezza pubblica sui settori più vulnerabili
- Educazione dei decisori politici sui rischi reali
- Un’eventuale tassa simbolica del 3% sui ricavi delle aziende IA, da redistribuire per mitigare la disoccupazione tecnologica
Anthropic ha inoltre lanciato l’Anthropic Economic Index, uno strumento pensato per monitorare e analizzare l’impatto economico dell’IA sul lavoro.
Un futuro da gestire, non da subire
Per Amodei, il cambiamento non può essere fermato, ma può essere orientato. L’immagine utilizzata dal CEO è quella di un treno in corsa: non è possibile arrestarlo, ma si può deviare la direzione prima che sia troppo tardi.
L’avvertimento è rivolto soprattutto a politici, dirigenti aziendali e giovani professionisti che stanno iniziando la loro carriera in settori potenzialmente esposti. Nei prossimi anni, la trasformazione potrebbe essere profonda e più rapida di quanto molti siano pronti ad accettare.
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