Lamborghini cancella la sua prima elettrica: stop al progetto Lanzador

Lamborghini frena sulla transizione totale all’elettrico e decide di cancellare uno dei progetti più attesi degli ultimi anni: la versione di produzione della concept Lanzador EV, inizialmente prevista per il 2029.
La scelta riflette una posizione chiara del marchio: i clienti non sarebbero ancora pronti ad abbandonare le emozioni legate ai motori a combustione interna, elemento centrale dell’identità Lamborghini.
Domanda quasi assente per la supercar elettrica
A confermarlo è stato l’amministratore delegato Stephan Winkelmann, che ha definito l’interesse per una supercar completamente elettrica «vicino allo zero». Secondo il CEO, le attuali tecnologie elettriche non riescono ancora a garantire quel coinvolgimento emotivo che caratterizza le vetture del marchio, a partire dal suono inconfondibile del motore.

Per Lamborghini, l’esperienza di guida non è solo prestazione pura ma anche sensazione acustica, vibrazione e risposta meccanica. Elementi che, al momento, le auto elettriche non sarebbero in grado di replicare in modo soddisfacente per la clientela del brand.
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Strategia ibrida al posto del full electric
Al posto della Lanzador elettrica, l’azienda punterà su un nuovo modello ibrido plug-in. La direzione non è nuova: modelli come Revuelto e Urus già adottano soluzioni ibride, combinando motori a combustione interna con sistemi elettrici ad alte prestazioni.

L’obiettivo dichiarato è rendere l’intera gamma ibrida entro il 2030, mantenendo però i motori tradizionali il più a lungo possibile. Una strategia che permette al marchio di ridurre le emissioni senza rinunciare alla propria identità.
L’elettrico non è escluso, ma rimandato
Lamborghini non chiude definitivamente la porta all’elettrico. L’azienda ha chiarito che un modello completamente elettrico potrà arrivare in futuro, ma solo quando la tecnologia sarà in grado di offrire prestazioni ed emozioni all’altezza del marchio e quando la domanda del mercato sarà concreta.
Per ora, la casa di Sant’Agata Bolognese sceglie un approccio graduale, privilegiando l’ibridazione ad alte prestazioni rispetto a una transizione forzata. Una decisione che conferma come, nel segmento delle supercar di lusso, il fattore emotivo continui a pesare quanto – se non più – dell’innovazione tecnologica.
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