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L’UE regolamenta l’intelligenza artificiale: i 5 punti chiave

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Nel regolamento si è tenuto conto di razza, orientamento sessuale, credo religioso e altro ancora.

L’Unione Europea ha raggiunto un accordo provvisorio per la creazione della prima legge sull’intelligenza artificiale, che mira a stabilire un precedente per la regolamentazione di questa tecnologia a livello internazionale. Il nuovo quadro giuridico stabilirà obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio e definirà sanzioni che potrebbero raggiungere i 35 milioni di euro.

Ecco i cinque punti più importanti dell’accordo provvisorio raggiunto dal blocco comunitario:

1. Classificazione dell’intelligenza artificiale in base al rischio

L’intelligenza artificiale sarà classificata in base al rischio che rappresenta, dal più basso all’inaccettabile. La maggior parte dei modelli attuali rientrerà nel primo, quello di “rischio minimo”, pacchetto in cui rientrano ad esempio i sistemi di raccomandazione. In questi casi, “beneficeranno di un lasciapassare gratuito e dall’assenza di obblighi”.

Quando si riterrà che l’intelligenza artificiale sia ad “alto rischio”, come può essere quella relativa a infrastrutture critiche, come impianti idrici, di gas ed elettrici o dispositivi medici, la tecnologia dovrà attenersi a “requisiti rigorosi”. Ciò include sistemi di mitigazione del rischio, un registro delle attività, supervisione e fornitura di informazioni chiare, tra le altre misure.

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Ci sarebbero altri due livelli: quello di “trasparenza specifica”, che stabilisce che nel caso dei chatbot gli utenti devono essere consapevoli di stare interagendo con una macchina; e il “rischio inaccettabile”, categoria in cui sarebbero incluse le IA che “manipolano il comportamento umano per eludere il libero arbitrio degli utenti”. Per questi due casi, la Commissione parla di divieto.

2. Applicazioni vietate

Sono state identificate e vietate alcune applicazioni tecnologiche perché considerate una minaccia potenziale per i diritti individuali e la sicurezza democratica. Le restrizioni si concentrano principalmente sui sistemi che utilizzano la categorizzazione biometrica basata su caratteristiche sensibili, come la razza, l’orientamento sessuale o le convinzioni religiose.

Sarà inoltre vietata la compilazione di database di volti a partire da immagini ottenute da Internet o telecamere CCTV senza uno scopo specifico, così come la creazione di sistemi di punteggio sociale.

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3. Limitazioni alle attività di sorveglianza

Dopo intense negoziazioni, è stato raggiunto un consenso per limitare l’uso di sistemi di identificazione biometrica negli spazi pubblici da parte delle autorità di polizia. Sono state stabilite garanzie specifiche e l’autorizzazione giudiziaria per l’utilizzo di tecnologie come il riconoscimento facciale, consentendone l’uso solo in condizioni definite e per reati gravi.

4. Intelligenza artificiale generica

Il Parlamento europeo implementerà normative più severe per la regolamentazione dei modelli di intelligenza artificiale generica (AGPAI), come quelli generativi di tipo ChatGPT. Queste nuove regole, volte ad aumentare la trasparenza e la sicurezza nel loro utilizzo, includeranno l’esecuzione di valutazioni rigorose e il monitoraggio degli incidenti che potrebbero verificarsi.

5. Diritti d’autore

È stata inoltre rafforzata la regolamentazione in materia di diritti d’autore legati all’intelligenza artificiale (IA), richiedendo trasparenza nei sistemi di IA con Generazione Predittiva Avanzata di Informazioni (GPAI). Tra i dettagli richiesti dalla nuova normativa, vi sono la creazione di documentazione tecnica dettagliata, il rispetto della legislazione vigente in materia di diritto d’autore nell’UE e la pubblicazione di riassunti esplicativi del contenuto utilizzato per addestrare l’IA.

La normativa dovrà ancora essere confermata dai 27 Stati membri dell’UE e dal Parlamento europeo e si prevede che entrerà in vigore nel 2025, sebbene alcune sezioni saranno applicate prima.

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