New York limita l’IA nelle scuole: stop agli studenti fino alla terza media

New York si prepara a introdurre nuove e più severe regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle scuole pubbliche, limitando l’accesso degli studenti agli strumenti basati sull’IA fino alla conclusione della scuola media. Le restrizioni interesserebbero quindi ragazzi che arrivano generalmente fino ai 13-14 anni.
La decisione assume particolare rilevanza per le dimensioni del sistema scolastico coinvolto. Il distretto pubblico di New York City conta infatti circa 900.000 studenti e le sue scelte in materia di tecnologia educativa vengono osservate con attenzione anche da altri distretti statunitensi.
Il cambiamento non riguarderà soltanto l’intelligenza artificiale. Le nuove indicazioni prevedono anche una riduzione dell’esposizione ai dispositivi digitali per i bambini più piccoli, con l’obiettivo di riportare maggiore attenzione sulle attività svolte senza schermi.
IA vietata fino alla scuola media, ma non per gli insegnanti
Secondo la nuova impostazione, gli studenti non potranno utilizzare direttamente strumenti di intelligenza artificiale durante la scuola elementare e media. L’accesso diventerà possibile alle superiori, a partire dal nono grado del sistema statunitense, ma anche in questo caso sarà circoscritto a specifiche attività didattiche, come lo studio della tecnologia stessa.
Le regole saranno differenti per gli insegnanti. I docenti potranno servirsi dell’IA per alcune attività professionali, tra cui la preparazione delle lezioni e la stesura di comunicazioni, mentre non potranno affidare agli algoritmi la valutazione dei compiti degli studenti.
Dovrebbero essere esclusi anche i cosiddetti companion chatbot, sistemi conversazionali progettati per instaurare un rapporto personale con l’utente e che possono essere utilizzati, in alcuni casi, per offrire forme di supporto psicologico.
Non si tratta del primo intervento di New York sull’IA generativa. Nel 2023 il sistema scolastico della città aveva già bloccato l’utilizzo di ChatGPT da parte degli studenti, salvo poi abbandonare quella linea restrittiva meno di un anno dopo.
La nuova strategia rappresenta quindi un ulteriore cambio di direzione, questa volta inserito in una revisione più ampia del rapporto tra studenti e tecnologia.

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Meno computer e tablet per i bambini più piccoli
Accanto alle limitazioni sull’IA, New York vuole intervenire anche sull’utilizzo quotidiano degli schermi. Fino al terzo grado, corrispondente indicativamente ai 9-10 anni, le attività in classe dovrebbero ridurre fortemente il ricorso a computer portatili e tablet.
Per gli studenti delle scuole medie viene raccomandato un massimo di circa 45 minuti di schermo durante le lezioni, mentre per quelli delle elementari l’indicazione scende a 30 minuti.
Alla base della scelta ci sono le preoccupazioni espresse da una parte di genitori e insegnanti sulle possibili conseguenze di un utilizzo eccessivo della tecnologia durante le fasi più delicate dello sviluppo.
Uno dei temi centrali riguarda il rischio che gli studenti deleghino progressivamente al software attività che richiedono ragionamento, elaborazione delle informazioni e problem solving. Nel dibattito sull’intelligenza artificiale questo fenomeno viene talvolta descritto come una forma di “resa cognitiva”, nella quale lo strumento non supporta più il processo di apprendimento ma finisce per sostituirlo.
Resta inoltre un problema pratico: distinguere il lavoro realmente svolto dallo studente da quello prodotto attraverso un modello generativo può diventare particolarmente difficile, soprattutto quando l’utilizzo avviene al di fuori della scuola.
New York cambia rotta rispetto alle precedenti linee guida
Le nuove restrizioni arrivano dopo un precedente quadro normativo pubblicato nel marzo 2026, basato su un sistema simile a un semaforo per stabilire in quali attività fosse appropriato utilizzare l’intelligenza artificiale.
Quell’approccio lasciava agli studenti maggiori possibilità di utilizzare l’IA per ricerca, esplorazione e progetti creativi, ma aveva ricevuto critiche da parte di genitori e insegnanti che lo consideravano eccessivamente permissivo.
Il cancelliere delle scuole cittadine Kamar Samuels aveva successivamente riconosciuto problemi nel modo in cui le indicazioni erano state comunicate, annunciando una revisione che tenesse maggiormente conto delle osservazioni provenienti dalle famiglie.
La nuova politica segna dunque un passaggio da un modello orientato principalmente a stabilire come utilizzare l’IA a uno che, almeno per gli studenti più giovani, punta innanzitutto a limitarne l’accesso.
Il vero problema sarà controllare l’IA fuori dalla scuola
L’applicazione concreta delle regole rimane uno degli aspetti più delicati. Anche impedendo l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sui dispositivi scolastici, gli studenti possono infatti accedere facilmente a questi strumenti da casa o attraverso dispositivi personali.
Il Dipartimento dell’Istruzione riconosce quindi che il monitoraggio non potrà dipendere esclusivamente dalle scuole e che l’efficacia delle restrizioni sarà legata anche alla collaborazione delle famiglie.
È inoltre prevista la creazione di una task force composta da insegnanti, rappresentanti eletti, esperti e rappresentanti sindacali. Il gruppo dovrà contribuire alla definizione delle future politiche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel sistema educativo cittadino.
La scelta di New York evidenzia una questione destinata a diventare sempre più importante nel mondo dell’istruzione: non soltanto stabilire quali opportunità possa offrire l’IA generativa, ma capire a quale età e in quali circostanze il suo utilizzo rappresenti realmente un supporto all’apprendimento anziché un sostituto del ragionamento dello studente.
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