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OpenAI sotto indagine negli USA: procuratori generali chiedono chiarimenti su dati, IA e tutela degli utenti

OpenAI è finita nel mirino di una coalizione di procuratori generali statunitensi, che ha avviato un’indagine formale sulle attività della società nota per aver sviluppato ChatGPT. La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal e potrebbe rappresentare un nuovo capitolo nel crescente scrutinio normativo che interessa il settore dell’intelligenza artificiale.

Secondo le informazioni emerse, il 12 giugno sarebbe stato notificato all’azienda un mandato di comparizione contenente una lunga serie di richieste documentali. Le autorità intendono approfondire diversi aspetti del business di OpenAI, inclusi i metodi utilizzati per acquisire e fidelizzare gli utenti, le pratiche relative alla gestione dei dati personali e le politiche adottate nei confronti di categorie considerate particolarmente vulnerabili, come minori e anziani.

Focus su privacy, modelli IA e sicurezza degli utenti

L’indagine non si limita agli aspetti commerciali. I procuratori hanno infatti richiesto documentazione riguardante i modelli di deep learning sviluppati dall’azienda, oltre a informazioni sul comportamento dell’intelligenza artificiale nelle interazioni con gli utenti. Tra i temi oggetto di attenzione vi sarebbe anche la tendenza di alcuni sistemi IA ad assecondare le affermazioni degli utenti, un fenomeno che negli ultimi mesi ha attirato l’interesse di ricercatori e autorità di regolamentazione.

Sono stati inoltre richiesti materiali relativi alle procedure interne e alle politiche aziendali che guidano lo sviluppo e il controllo delle tecnologie di OpenAI.

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La risposta di OpenAI

Un portavoce della società ha dichiarato che OpenAI prende molto seriamente le preoccupazioni espresse dai procuratori generali e che l’azienda intende collaborare in maniera costruttiva durante tutto il processo di verifica. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla portata dell’indagine né sui tempi previsti per la sua conclusione.

Le recenti sfide legali dell’azienda

La nuova inchiesta arriva dopo una serie di controversie che hanno coinvolto OpenAI negli ultimi mesi. Recentemente un tribunale statunitense ha respinto la causa promossa da Elon Musk, il quale sosteneva che la società avesse abbandonato la propria missione originaria senza scopo di lucro.

Tra le richieste avanzate dall’imprenditore figuravano il ritorno al modello benefico iniziale, l’allontanamento dalla gestione di Sam Altman e Greg Brockman e un risarcimento quantificato in 180 miliardi di dollari (pari a circa 156 miliardi di euro). Dopo tre settimane di procedimento, il tribunale ha però stabilito che le richieste erano state presentate oltre i termini previsti dalla legge.

Parallelamente, anche lo Stato della Florida ha promosso un’azione legale contro OpenAI e il suo amministratore delegato, sostenendo che alcune attività della società avrebbero causato danni ai minori. La crescente pressione normativa conferma quanto il settore dell’intelligenza artificiale sia ormai al centro del dibattito politico e giuridico negli Stati Uniti.

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