Pornhub torna su iPhone in Australia grazie alla verifica dell’età Apple

Pornhub torna disponibile in Australia per gli utenti maggiorenni di iPhone e iPad che hanno confermato la propria età attraverso gli strumenti di verifica di Apple. Lo ha riferito The Guardian, ricostruendo il cambiamento introdotto da Aylo, società proprietaria del portale per adulti.
La decisione segue le limitazioni introdotte nel marzo 2026, quando in Australia sono entrate in vigore regole più severe per impedire ai minorenni di accedere a contenuti destinati agli adulti. Aylo aveva contestato l’efficacia dei sistemi di identificazione richiesti ai siti web, segnalando anche possibili rischi per la riservatezza dei visitatori.
Come funziona la verifica dell’età di Apple
Il nuovo meccanismo consente di verificare la maggiore età direttamente attraverso l’ecosistema Apple, anziché richiedere ogni volta una procedura separata presso il singolo sito. Tra gli strumenti utilizzabili per dimostrare di avere almeno 18 anni figurano una carta bancaria, il passaporto, la patente o un altro documento d’identità riconosciuto.
Per alcuni account Apple già esistenti, la società può inoltre valutare informazioni disponibili, come i dati di pagamento associati all’Apple Account e l’anzianità dell’account. Finché la maggiore età non viene verificata, rimangono attive le limitazioni previste per i contenuti 18+.
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Perché il ritorno non riguarda ancora tutti
La riapertura descritta riguarda gli adulti che utilizzano iPhone e iPad e completano il controllo dell’età tramite Apple. Non costituisce quindi uno sblocco generalizzato per tutti gli utenti australiani: per Android e computer restano modalità e limitazioni differenti.
La precedente stretta aveva avuto anche un effetto sul mercato delle reti private virtuali. Dopo l’introduzione dei controlli, infatti, diverse app VPN erano risalite rapidamente nelle classifiche dei download australiani, alimentando il dibattito sull’efficacia dei blocchi geografici.
La posizione di Aylo e il dibattito sulla privacy
Aylo ha accolto favorevolmente il sistema di Apple, giudicandolo un possibile modello per altri operatori tecnologici. Secondo la società, impostare protezioni per i minori come scelta predefinita e sbloccare determinate funzioni solo dopo una verifica può rappresentare un compromesso tra sicurezza dei più giovani e accesso degli adulti.
Il gruppo auspica che soluzioni simili vengano estese anche da Apple in altri mercati e adottate da aziende come Google e Microsoft. Resta aperta la discussione su quali dati siano necessari per dimostrare l’età, su come vengano protetti e su quali garanzie debbano accompagnare i controlli digitali.
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