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Simulazione Bastoni: il difensore dell’Inter rischia una squalifica dopo il Derby d’Italia?

Il Derby d’Italia continua a far discutere anche dopo il triplice fischio. Questa volta, però, il campo lascia spazio alle aule della Giustizia Sportiva. Al centro delle polemiche c’è Alessandro Bastoni, pilastro della difesa dell’Inter, finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura Federale per una presunta simulazione che avrebbe inciso in modo determinante sull’espulsione di un avversario.

L’episodio incriminato riguarda il contatto che ha portato al secondo cartellino giallo per il difensore bianconero Pierre Kalulu, con conseguente espulsione. Secondo le ricostruzioni, il comportamento del centrale nerazzurro avrebbe indotto l’arbitro Federico La Penna a prendere una decisione che ha cambiato l’inerzia del match, scatenando la reazione della Juventus e del suo allenatore.

Il nodo della prova televisiva e il Codice di Giustizia Sportiva

Il punto centrale della vicenda riguarda l’eventuale utilizzo della prova televisiva. Il Codice di Giustizia Sportiva consente di intervenire in caso di condotta gravemente antisportiva, soprattutto quando una simulazione provoca un’espulsione diretta dell’avversario.

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Nel caso specifico, l’espulsione è arrivata per doppia ammonizione, una circostanza che tradizionalmente limita l’applicabilità della sanzione postuma. Tuttavia, a pesare potrebbe essere anche l’atteggiamento successivo all’episodio, giudicato da alcuni come eccessivo o provocatorio. Un elemento che il Giudice Sportivo potrebbe valutare nel quadro complessivo della condotta.

Quali rischi per Bastoni e per l’Inter

La gravità della situazione era stata intuita già durante l’intervallo, quando l’allenatore dell’Inter ha deciso di sostituire Bastoni per evitare ulteriori rischi disciplinari. Una scelta prudente che però non mette al riparo da eventuali provvedimenti successivi.

In caso di condanna per simulazione, il difensore potrebbe incorrere in almeno due giornate di squalifica. Un’eventualità che rappresenterebbe un problema significativo per l’Inter, impegnata in una fase cruciale della stagione tra campionato e coppe europee.

La decisione della Procura sarà determinante per chiarire se l’episodio rientri nella normale dinamica di gioco o se configuri una vera e propria violazione dei principi di lealtà sportiva. Intanto, il caso continua ad alimentare il dibattito sul confine sottile tra furbizia e comportamento antisportivo nel calcio moderno.

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