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L’UE indaga su X per l’uso dell’IA Grok integrata nel social

La Commissione europea ha avviato una nuova indagine ufficiale nei confronti di X, il social network di proprietà di Elon Musk, questa volta focalizzata sull’integrazione del chatbot di intelligenza artificiale Grok. L’annuncio è arrivato direttamente da Bruxelles, che ha confermato l’apertura del procedimento nell’ambito del Digital Services Act, la normativa UE pensata per regolamentare le grandi piattaforme online.

Parallelamente, l’esecutivo europeo ha deciso di ampliare un’indagine già in corso, avviata nel dicembre 2023, che riguarda il rispetto da parte di X degli obblighi di gestione dei rischi legati ai sistemi di raccomandazione dei contenuti. In pratica, la lente dell’UE si sta stringendo sempre di più sul modo in cui la piattaforma gestisce e amplifica i contenuti generati e suggeriti agli utenti.

I rischi legati all’integrazione di Grok

Il nuovo filone dell’indagine mira a valutare se X abbia previsto e mitigato in modo adeguato i rischi connessi all’introduzione di Grok all’interno del social network nel territorio dell’Unione europea. Secondo la Commissione, l’uso dell’IA potrebbe facilitare la diffusione di contenuti illegali, inclusi materiali sensibili e immagini di natura sessuale manipolate artificialmente.

Tra le principali preoccupazioni rientrano anche contenuti che potrebbero configurarsi come materiale legato allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori, un ambito su cui Bruxelles mantiene da tempo una linea durissima. L’obiettivo dell’indagine è capire se le misure di prevenzione e moderazione adottate da X siano realmente sufficienti.

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Le reazioni dei regolatori internazionali

Il caso Grok non riguarda solo l’Europa. All’inizio di gennaio, le autorità di Malesia, Francia e India hanno invitato X ad adottare misure più stringenti dopo le segnalazioni degli utenti sulla generazione di immagini oscene o offensive tramite il chatbot. Le pressioni regolatorie non si sono fatte attendere.

In seguito alle polemiche, Indonesia e Malesia hanno limitato l’accesso a Grok, mentre nel Regno Unito è stata avviata un’indagine specifica sul social network. Negli Stati Uniti, invece, è arrivato il divieto di generare deepfake erotici di persone reali senza il loro consenso, segnando un ulteriore giro di vite sull’uso improprio dell’intelligenza artificiale.

Per X e per Grok si apre quindi una fase delicata, in cui il rispetto delle normative e la gestione responsabile dell’IA diventano centrali. L’esito dell’indagine europea potrebbe avere conseguenze significative non solo per la piattaforma di Elon Musk, ma per l’intero settore delle intelligenze artificiali integrate nei social network.

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