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Gli Stati Uniti pubblicano la lista dei siti pirata più pericolosi con focus sullo streaming sportivo

L’Office of the United States Trade Representative (USTR) ha pubblicato la nuova edizione del suo rapporto annuale dedicato ai cosiddetti “notorious markets”, ovvero piattaforme e servizi online accusati di facilitare pirateria digitale e violazioni della proprietà intellettuale.

Il documento viene redatto ogni anno sulla base delle segnalazioni dei titolari dei diritti e include un elenco non esaustivo di siti, servizi e infrastrutture tecnologiche ritenute coinvolte nella distribuzione illegale di contenuti o nella vendita di prodotti contraffatti.

Nel corso degli anni il rapporto ha ampliato il proprio raggio d’azione: oltre ai classici siti torrent, ai portali di download e alle piattaforme di streaming illegale, oggi vengono citati anche servizi di hosting, reti pubblicitarie e perfino alcune piattaforme social accusate di facilitare attività illecite.

Il focus del 2025: la pirateria delle dirette sportive

L’edizione 2025 del rapporto pone un’attenzione particolare su un fenomeno in forte crescita: la pirateria delle trasmissioni sportive in diretta. La scelta non è casuale, dato che gli Stati Uniti ospiteranno insieme a Canada e Messico i prossimi Campionati Mondiali di calcio.

Secondo l’ambasciatore Jamieson Greer, la diffusione illegale delle partite rappresenta una minaccia concreta per l’intero settore dei diritti televisivi sportivi. Il mercato globale delle trasmissioni sportive è stato infatti valutato circa 62,6 miliardi di dollari nel 2024.

I gestori dei siti pirata sono diventati sempre più abili nell’eludere i controlli: quando un dominio viene chiuso, spesso riappare rapidamente con nuovi indirizzi web, nuovi marchi o su server di hosting differenti. Questo fenomeno viene spesso descritto come una dinamica “whack‑a‑mole“, ovvero una continua rincorsa tra autorità e operatori illegali.

Le difficoltà legali nel contrasto allo streaming illegale

Uno dei problemi principali riguarda i tempi di intervento. Le trasmissioni sportive in diretta hanno un valore quasi esclusivamente durante l’evento, quindi la rimozione dei contenuti pirata deve avvenire in tempo reale o nel giro di pochi minuti.

Secondo il rapporto, molti sistemi legali basati sul classico meccanismo di “notice and takedown” non sono più sufficienti per affrontare questo tipo di pirateria. Alcuni paesi stanno quindi sperimentando blocchi rapidi dei siti o altre misure urgenti per fermare la diffusione illegale delle dirette.

Negli Stati Uniti, tuttavia, non esiste ancora un sistema diffuso di site‑blocking immediato. Le autorità possono comunque intervenire attraverso ordini restrittivi temporanei o ingiunzioni preliminari emesse dai tribunali per fermare rapidamente attività illegali.

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I siti e servizi più noti nella lista

Nonostante il focus sullo sport, la lista dei notorious markets continua a includere molti dei nomi già noti nel mondo della pirateria online. Tra i siti torrent più citati figurano The Pirate Bay, 1337X, RuTracker e YTS.mx.

Nella categoria dei servizi di file hosting tornano invece Krakenfiles, Rapidgator e 1fichier, mentre nel settore delle pubblicazioni restano presenti piattaforme come Sci‑Hub e LibGen.

Tra le novità segnalate compare MegaCloud, una piattaforma che fornisce infrastrutture per siti di streaming illegale e che, secondo il rapporto, alimenterebbe oltre 260 portali con circa 600 milioni di visitatori mensili. Anche MyFlixerz, basato sulla stessa infrastruttura, è stato aggiunto alla lista.

Altri nuovi ingressi includono MIGFlash, un dispositivo che permette di eseguire copie pirata su console Nintendo Switch, e Fire Video Player, un software che consente di creare facilmente siti di streaming illegale collegati a librerie video pirata.

Il caso Streameast e i possibili interventi prima dei Mondiali

Curiosamente, il rapporto non cita direttamente molti dei grandi siti dedicati allo streaming sportivo pirata. Tuttavia viene ricordata l’operazione che lo scorso anno ha portato al sequestro di circa 80 domini legati alla piattaforma Streameast, uno dei network più popolari con oltre 1,6 miliardi di visite annuali.

La menzione dei prossimi Mondiali di calcio suggerisce che potrebbero arrivare nuove operazioni di contrasto nei mesi precedenti al torneo. In passato, infatti, il governo statunitense ha avviato sequestri di domini e azioni legali proprio a ridosso di grandi eventi sportivi come il Super Bowl.

Con l’aumento della domanda di contenuti sportivi online, la battaglia contro la pirateria dello streaming sembra destinata a diventare sempre più centrale per governi, piattaforme digitali e titolari dei diritti televisivi.

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