La UEFA ottiene un maxi blocco antipirateria in India con sospensione globale dei domini

La UEFA ha ottenuto un’importante vittoria legale in India contro lo streaming pirata. L’Alta Corte di Delhi ha infatti emesso un’ampia ingiunzione che prende di mira 79 domini accusati di trasmettere illegalmente eventi sportivi, inclusa la prestigiosa Champions League.
Secondo quanto riportato, i siti coinvolti avrebbero generato complessivamente circa due miliardi di visite annuali, rendendo questa operazione una delle azioni antipirateria più rilevanti degli ultimi anni.
Ordine esteso a ISP e registrar globali
L’ordinanza, ottenuta in collaborazione con la coalizione antipirateria ACE (Alliance for Creativity and Entertainment), non si limita a imporre il blocco ai fornitori di connettività indiani. Oltre agli ISP locali, il tribunale ha incluso tra gli imputati anche 20 registrar di domini operativi a livello globale.
Tra questi figurano importanti intermediari internazionali, chiamati a bloccare o sospendere immediatamente i domini indicati. In aggiunta, i registrar devono fornire alle autorità tutte le informazioni disponibili sugli operatori dei siti, inclusi dati di registrazione, email, numeri di telefono e dettagli di pagamento.

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Il meccanismo “Dynamic+” e la portata globale
L’ordine introduce un sistema di blocco definito “Dynamic+”, già utilizzato dai tribunali indiani negli ultimi anni. Questo meccanismo consente alla UEFA di segnalare nuovi domini sospetti direttamente agli intermediari, senza dover avviare ogni volta un nuovo procedimento giudiziario.
L’aspetto più significativo riguarda la possibile sospensione globale dei domini. Un dominio disattivato dal registrar diventa infatti inaccessibile ovunque, non solo in India. Questo amplia l’efficacia del provvedimento ben oltre i confini nazionali.
Risultati ancora contrastanti
Nonostante la portata dell’ingiunzione, i risultati appaiono al momento disomogenei. Solo una parte dei domini risulterebbe effettivamente sospesa, mentre altri restano attivi o hanno già effettuato reindirizzamenti verso nuovi indirizzi.
Alcuni registrar potrebbero ritenere di non essere pienamente soggetti alla giurisdizione indiana, limitando così l’applicazione pratica del provvedimento. Tuttavia, la UEFA e il suo braccio commerciale UC3 hanno definito l’ordinanza un passo avanti decisivo nella tutela dei diritti audiovisivi.
L’obiettivo dichiarato è proteggere il valore dei diritti televisivi e garantire investimenti continui nell’ecosistema del calcio europeo. Resta ora da capire se la strategia di sospensione globale riuscirà davvero a ridurre in modo significativo l’impatto dello streaming pirata internazionale.
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