WhatsApp e lo spauracchio della privacy. Cosa succederà il 15 maggio?

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WhatsApp tiene banco e in un modo o nell’altro torna sempre a far parlare di sé. La migrazione verso altre piattaforme continua ma gli utenti business sono inviperiti per le nuove regole sulla privacy. Cerchiamo di vederci chiaro una volta per tutte.

È inutile prenderci in giro. Se ci tieni alla privacy avresti dovuto disintallare WhatsApp molto tempo fa e non avresti mai dovuto aprire un account Facebook, né tantomeno Instagram, TikTok e via discorrendo. Ci lamentiamo continuamente della privacy dopo che per anni abbiamo fornito tutte le informazioni possibili e immaginabili circa la nostra vita, i nostri affetti, i nostri hobby, sport, cibi preferiti… abbiamo messo la nostra esistenza nelle mani di social network che hanno venduto i nostri dati a migliaia di aziende e adesso ci lamentiamo per le nuove impostazioni sulla privacy di WhatsApp? 

Fermiamoci un attimo e ragioniamo! Le chat di WhatsApp sono sicure, così come le telefonate. Grazie alla crittografia end-to-end nessuno può leggerci o ascoltarci. Questo è quello che si sostiene e noi vogliamo fidarci che sia così, giusto? Ma allora, se è vero, come mai al programma “Le Iene”, qualche hanno fa un servizio ha mostrato che basterebbe solo dare il nostro numero di telefono per poter essere spiati a 360°? 🤔
Come mai esistono servizi a pagamento che promettono di poter spiare messaggi, chiamate, email, GPS ed ogni cosa possibile e immaginabile? Se la crittografia end-to-end è sicura, come possono spiarci? 🤔

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Eravamo rimasti che l’8 febbraio 2021 WhatsApp avrebbe cambiato le policy sulla privacy e che chi non le avesse accettate non avrebbe più potuto utilizzare l’app. Queste policy prevedono la condivisione dei dati di WhatsApp su Facebook e agli utenti questa cosa non è piaciuta affatto. Da qui è nato infatti l’epico esodo verso altri programmi di chat che ha visto Telegram beneficiarne (con merito) più di tutti.

Vedendo a poco a poco sparire i suoi utenti, WhatsApp si è presa una pausa e ha deciso di rimandare queste nuove policy al 15 di maggio, ma questo non significa che abbia cambiato idea, anzi!

Facebook da tempo condivide il numero di telefono associato a WhatsApp e il tipo di dispositivo utilizzato dall’utente ma dal 15 maggio prossimo, le cose saranno molto diverse in particolar modo per gli utenti business. L’app di messaggistica potrà condividere con il social network i dati relativi ai pagamenti e alle transazioni effettuate tramite il servizio business attivo da qualche tempo e disponibile per tutti i negozi.

Inoltre, il team non si è espresso circa la fine che faranno tutte le conversazioni business salvate nei cloud. Questo è uno dei tanti dubbi che WhatsApp dovrà chiarire se ci tiene a non perdere altri utenti. 

Leggi anche:
Posso rifiutare di accettare le nuove regole?
A partire dalla fatidica data del 15 maggio, chi non accetta le nuove regole sulla privacy verrà inibito all’uso dell’app per ben 120 giorni. Se entro questo lasso di tempo non accetterai le nuove regole, il tuo account verrà eliminato. 

“Per un breve periodo, questi utenti saranno in grado di ricevere chiamate e notifiche, ma non saranno in grado di leggere o inviare messaggi dall’app”, afferma WhatsApp.

Il mio parere

Credo che imporre un out out agli utenti sia sempre e comunque un gesto meschino. Io per principio molto probabilmente abbbandonerò WhatsApp nonostante non abbia un account business né abbia mai collegato alcun metodo di pagamento. Purtroppo WhatsApp è ancora troppo utilizzato da aziende da cui mi rifornisco e non avere il contatto diretto tramite chat potrà risultarmi molto scomodo. Se solo la gente imparasse a utilizzare i bot di Telegram… 😪

Fonte

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Continuerai a utilizzare WhatsApp nonostante le nuove policy sulla privacy? Fammi sapere che ne pensi lasciando un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso.

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