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Windows scende sotto il 60%, ma il dato nasconde un’anomalia

La presenza di Windows nel mercato globale dei sistemi operativi desktop avrebbe registrato un calo particolarmente marcato, scendendo per la prima volta da diversi anni al di sotto della soglia del 60%. Secondo i dati StatCounter citati da Habr, nel giugno 2026 il sistema operativo di Microsoft avrebbe raggiunto una quota del 56,55%, contro circa il 63% rilevato soltanto un mese prima.

La flessione ha attirato rapidamente l’attenzione perché appare troppo ampia per essere spiegata soltanto da un passaggio degli utenti verso piattaforme concorrenti. Nello stesso periodo, infatti, Linux e i sistemi Apple hanno consolidato la propria presenza, ma l’elemento più insolito riguarda la forte crescita del traffico classificato come “Sconosciuto”.

I numeri devono quindi essere interpretati con cautela. StatCounter non misura direttamente quanti computer utilizzano ciascun sistema operativo, ma elabora le informazioni raccolte dalle visite a oltre un milione di siti dotati dei suoi strumenti di analisi. Le percentuali descrivono dunque l’attività online rilevata e non rappresentano un censimento preciso dei dispositivi installati nel mondo.

Linux cresce mentre le piattaforme Apple restano solide

Nel quadro tracciato per giugno 2026, Linux avrebbe raggiunto il 4,39% del mercato desktop, uno dei valori più elevati mai registrati dal servizio. La crescita conferma il maggiore interesse verso le distribuzioni open source, sempre più accessibili anche agli utenti che non dispongono di competenze tecniche avanzate.

Anche l’ecosistema Apple conserva un peso significativo. Nei dati riportati, OS X rappresenta l’11,89%, mentre macOS raggiunge il 4,48%. Chrome OS si ferma invece all’1,21%. La distinzione tra OS X e macOS dipende dalle categorie utilizzate dal sistema di rilevazione e rende necessario evitare somme o confronti troppo rigidi senza conoscere nel dettaglio la metodologia applicata.

Nel complesso, le piattaforme alternative mostrano una presenza più forte rispetto al passato. Tuttavia, i loro incrementi non sembrano sufficienti a giustificare da soli la perdita registrata da Windows nell’arco di appena un mese. È proprio questa discrepanza ad aver alimentato dubbi e discussioni tra utenti e osservatori.

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La categoria “Sconosciuto” supera il 21%

Il dato più sorprendente dell’intera rilevazione riguarda i dispositivi per i quali StatCounter non è riuscita a identificare correttamente il sistema operativo. A giugno, la categoria “Sconosciuto” avrebbe raggiunto il 21,45%, una percentuale abbastanza elevata da influenzare in modo sostanziale la distribuzione complessiva delle quote.

Secondo alcune ipotesi emerse tra gli utenti, l’aumento del traffico non classificato potrebbe essere collegato a modifiche introdotte nei browser, a sistemi più efficaci per la tutela della privacy oppure a una maggiore diffusione di strumenti che limitano o alterano le informazioni trasmesse durante la navigazione.

Un’altra possibile spiegazione riguarda la crescita del traffico automatizzato. Bot, sistemi di scansione e altri strumenti software possono generare visite difficili da attribuire a una piattaforma specifica. Se una parte consistente di queste connessioni viene inserita nella categoria non identificata, le percentuali associate ai sistemi operativi riconosciuti possono diminuire anche senza una reale perdita di utenti.

Il calo di Windows potrebbe non riflettere una migrazione reale

Il passaggio dal 63% al 56,55% in un solo mese non dimostra necessariamente che milioni di persone abbiano abbandonato improvvisamente Windows. Una variazione così rapida potrebbe dipendere almeno in parte da cambiamenti nei criteri di identificazione, nella composizione del traffico analizzato o nelle tecnologie utilizzate per proteggere i dati degli utenti.

Le statistiche basate sulla navigazione web restano utili per osservare le tendenze, ma possono essere influenzate da numerosi fattori esterni. Browser, impostazioni sulla privacy, blocchi del tracciamento e modifiche agli user agent possono rendere più difficile riconoscere il sistema operativo utilizzato. Per questo motivo, il dato non dovrebbe essere interpretato come una fotografia esatta del numero di PC Windows attivi.

La crescita di Linux e la solidità delle piattaforme Apple indicano comunque un mercato desktop più diversificato rispetto al passato. Allo stesso tempo, l’enorme peso della categoria non identificata suggerisce che saranno necessarie ulteriori rilevazioni per capire se la flessione di Windows rappresenti un cambiamento strutturale oppure una temporanea anomalia statistica.

Il tema si inserisce inoltre in un periodo di maggiore attenzione verso la privacy nei sistemi operativi. In precedenza erano emerse segnalazioni relative alla presenza in Windows di identificatori potenzialmente utilizzabili per il monitoraggio degli utenti, alimentando il dibattito sulla quantità di informazioni raccolte dalle piattaforme e sul livello di controllo disponibile per chi le utilizza.

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