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YggTorrent chiude dopo un attacco hacker: dati rubati e criptovalute sottratte

La storica piattaforma di condivisione YggTorrent, considerata per anni la più grande comunità torrent francofona, ha annunciato la chiusura definitiva dopo essere stata colpita da un grave attacco informatico. L’incidente ha compromesso l’infrastruttura del sito, portando al furto di dati interni e alla sottrazione dei portafogli di criptovalute utilizzati per sostenere i costi della piattaforma.

L’autore dell’attacco ha inoltre pubblicato online un enorme archivio di dati, superiore agli 11 gigabyte, contenente informazioni provenienti dall’infrastruttura del sito. Secondo quanto dichiarato, questo materiale potrebbe essere analizzato anche dalle forze dell’ordine per eventuali indagini.

Per quasi un decennio YggTorrent è stato uno dei punti di riferimento per milioni di utenti di lingua francese. A differenza di molti siti simili, la piattaforma si basava su un tracker dedicato che alimentava direttamente la propria comunità, un modello ormai piuttosto raro nell’ecosistema torrent moderno.

Una comunità già scossa dalle polemiche interne

Negli ultimi mesi la piattaforma aveva già attraversato un periodo turbolento. A dicembre gli operatori avevano introdotto una modalità a pagamento chiamata “Turbo”, scelta che aveva provocato una forte reazione negativa tra gli utenti.

Molti membri storici della comunità, inclusi numerosi uploader, avevano iniziato a cercare tracker torrent alternativi dedicati al pubblico francese. Nonostante le tensioni iniziali sembrassero essersi ridotte, l’infrastruttura del sito è stata colpita da quello che si è rivelato il colpo definitivo.

Gli amministratori della piattaforma hanno spiegato che l’accesso degli aggressori sarebbe avvenuto tramite un server secondario di staging utilizzato per test e sviluppo. Da quel punto gli hacker sarebbero riusciti a sfruttare una vulnerabilità di escalation dei privilegi, ottenendo il controllo necessario per accedere ai sistemi interni.

Database esfiltrato e criptovalute rubate

Dopo aver ottenuto l’accesso all’infrastruttura, gli aggressori avrebbero cancellato e copiato il database principale del sito, portando via una grande quantità di informazioni interne. Tra i dati sottratti figurerebbero anche dettagli tecnici e parte dell’architettura del servizio.

Oltre ai dati, gli hacker sono riusciti a sottrarre anche i wallet di criptovaluta utilizzati dalla piattaforma. Secondo quanto dichiarato dai gestori di YggTorrent, questi fondi servivano esclusivamente a coprire le spese dei server e il mantenimento dell’infrastruttura.

Gli operatori del sito hanno sottolineato che l’attacco sembra essere stato mirato e pianificato, poiché non vi sono stati tentativi di contatto o richieste preliminari prima della pubblicazione dei dati rubati.

Per quanto riguarda la sicurezza degli utenti, la piattaforma sostiene che le password più recenti fossero protette con hashing e salting. Tuttavia, dai file trapelati emergerebbe che molti account più vecchi erano ancora archiviati con il metodo MD5 senza salting, una protezione considerata oggi molto debole.

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Il sito YggLeak e le accuse sulle entrate della piattaforma

L’autore dell’attacco ha pubblicato i dati e le proprie analisi su un sito dedicato chiamato YggLeak, dove viene descritto in dettaglio il presunto funzionamento dell’infrastruttura di YggTorrent.

Secondo quanto riportato, la violazione sarebbe stata resa possibile da gravi errori di configurazione, tra cui un servizio del motore di ricerca SphinxQL lasciato accessibile sul server di staging senza protezione tramite password.

Il sito della fuga di notizie sostiene inoltre che la piattaforma generasse ricavi molto elevati, parlando di milioni di euro nel solo 2025. Queste entrate, secondo l’autore della fuga di dati, sarebbero state convertite in criptovalute per essere gestite in modo anonimo.

Nel presunto sistema di pagamento sarebbe stato utilizzato anche un plugin chiamato CardsShield, che avrebbe instradato le transazioni attraverso falsi negozi online per mascherare la natura dei pagamenti su circuiti come PayPal e Stripe. I fondi sarebbero poi transitati attraverso criptovalute come USDT, Monero ed Ethereum, passando infine attraverso servizi di anonimizzazione come Tornado Cash.

Al momento molte di queste affermazioni non sono state verificate in modo indipendente, ma l’autore della fuga sostiene che l’archivio pubblicato potrebbe offrire materiale utile per indagini giudiziarie.

La decisione finale: chiudere definitivamente

Nonostante l’esistenza di un backup completo dei dati, che teoricamente permetterebbe di riportare online il sito, il team di YggTorrent ha deciso di non riaprire la piattaforma.

Secondo i gestori, il contesto attuale e la pressione crescente renderebbero impossibile continuare il progetto in sicurezza. Con un messaggio finale rivolto alla propria comunità, il team ha voluto ringraziare gli utenti per il supporto ricevuto negli anni.

“Una piattaforma può chiudere. Una comunità invece lascia sempre un’eredità. Grazie per questi nove anni, per la fiducia e per tutti i momenti condivisi”, conclude il messaggio pubblicato dagli operatori del sito.

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