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Un semplice additivo porta le batterie ad acqua oltre 2.800 ore di funzionamento

Un gruppo di ricercatori della Corea del Sud ha sviluppato una soluzione sorprendentemente semplice per migliorare le prestazioni delle batterie ad acqua, una tecnologia considerata tra le alternative più sicure ed ecologiche rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio.

Il risultato è stato ottenuto grazie all’aggiunta di una piccola quantità di un additivo zwitterionico chiamato C10. Questo composto favorisce una distribuzione più uniforme degli ioni di zinco all’interno della batteria e contribuisce a proteggere gli elettrodi dal degrado che normalmente ne limita la durata operativa.

Grazie a questa modifica dell’elettrolita, il sistema sperimentale è riuscito a mantenere il funzionamento per oltre 2.800 ore, un traguardo particolarmente rilevante per questa categoria di accumulatori. I test hanno inoltre evidenziato una capacità areale di 8,1 mAh/cm², un valore che rappresenta un importante passo avanti per la tecnologia.

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Perché le batterie ad acqua sono considerate promettenti

Da anni le batterie che utilizzano elettroliti a base acquosa attirano l’interesse della comunità scientifica. Rispetto alle soluzioni convenzionali, offrono infatti una maggiore sicurezza, riducendo sensibilmente il rischio di incendi, e possono risultare più economiche da produrre.

Nonostante questi vantaggi, la loro diffusione su larga scala è stata rallentata da problemi legati alla rapida perdita di capacità e all’usura dei componenti interni. La nuova ricerca suggerisce però che tali limiti potrebbero essere affrontati senza stravolgere l’architettura delle batterie esistenti.

Possibili applicazioni nei sistemi di accumulo energetico

Secondo gli autori dello studio, questa innovazione potrebbe rivelarsi particolarmente utile nei grandi impianti destinati allo stoccaggio dell’energia. Le applicazioni più interessanti riguardano soprattutto le infrastrutture collegate a centrali solari ed eoliche, dove affidabilità e durata rappresentano fattori fondamentali.

Uno degli aspetti più interessanti della scoperta è che non richiede una riprogettazione completa delle batterie. Sarebbe infatti sufficiente intervenire sulla composizione dell’elettrolita per ottenere prestazioni superiori, facilitando una futura adozione industriale della tecnologia.

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