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Googlebook, arrivano i primi laptop Android: Google sfida Windows e MacBook con Gemini

Immaginate di aprire il vostro portatile e ritrovare immediatamente le applicazioni dello smartphone, le conversazioni lasciate in sospeso e tutti i servizi che utilizzate quotidianamente su Android. Senza emulatori, complicate configurazioni o programmi aggiuntivi. È proprio questa l’esperienza che Google vuole offrire con i nuovi Googlebook, i primi laptop premium progettati attorno ad Android e all’intelligenza artificiale Gemini.

Annunciati ufficialmente e disponibili in preordine dal 21 settembre 2026, i nuovi computer rappresentano un cambiamento importante nella strategia di Google. L’azienda non vuole più limitarsi ai Chromebook tradizionali, ma intende entrare nel mercato dei portatili di fascia alta, confrontandosi direttamente con i MacBook di Apple e gli ultrabook Windows.

Il progetto coinvolge cinque produttori: Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo. I prezzi partono da 899 dollari e arrivano a 1.299 dollari, con configurazioni che comprendono processori Intel e Qualcomm, schermi OLED e funzionalità IA integrate nel sistema operativo.

Ma cosa cambia realmente rispetto a un Chromebook? E soprattutto, un computer Android può davvero sostituire un tradizionale portatile Windows?

Googlebook OS: Android diventa finalmente un sistema operativo per computer

Il cuore dei nuovi dispositivi è Googlebook OS, una piattaforma che combina le tecnologie di Android con le funzionalità desktop sviluppate per ChromeOS. L’obiettivo è offrire un ambiente familiare agli utenti Android, senza rinunciare alla produttività richiesta a un computer portatile.

Le applicazioni disponibili su Google Play possono essere eseguite direttamente sul laptop, mentre l’interfaccia è stata adattata per utilizzare tastiera, mouse e trackpad. Le finestre possono essere ridimensionate e organizzate sullo schermo, rendendo più semplice lavorare contemporaneamente con diversi programmi.

Il desktop mantiene alcuni elementi tipici di Android, come widget e cartelle, ma introduce un’organizzazione più adatta agli schermi di grandi dimensioni. Anche il pannello delle impostazioni rapide è stato ripensato, con controlli facilmente accessibili durante il lavoro.

La differenza più interessante riguarda però il rapporto con lo smartphone. Attraverso la funzione Continue On, le attività iniziate sul telefono possono essere riprese sul computer. Un’applicazione utilizzata sullo smartphone può comparire nella barra delle applicazioni del Googlebook, permettendo di continuare il lavoro su uno schermo più grande.

Con Cast My Apps, invece, è possibile visualizzare un’applicazione mobile direttamente in una finestra del portatile. Una soluzione particolarmente interessante per chi utilizza quotidianamente servizi Android e desidera evitare continui passaggi tra telefono e computer.

Gemini è il vero protagonista dei nuovi laptop Android

Google ha progettato i Googlebook attorno a Gemini, integrando l’intelligenza artificiale direttamente nell’esperienza del sistema operativo. Non si tratta soltanto di avere un chatbot installato sul computer: l’assistente può intervenire durante le normali attività quotidiane.

Una delle novità più interessanti è Magic Pointer, una funzione che permette di ottenere suggerimenti contestuali in base agli elementi presenti sullo schermo. Selezionando un testo, una data o un’immagine, l’utente può richiamare Gemini e ricevere indicazioni pertinenti al contenuto.

Il sistema integra anche Gemini Nano, il modello di intelligenza artificiale progettato per eseguire determinate operazioni direttamente sul dispositivo. Questo approccio consente di elaborare alcune richieste senza dover necessariamente inviare i dati a un server remoto.

Tra le funzionalità previste troviamo la ricerca intelligente di file e screenshot attraverso descrizioni in linguaggio naturale, oltre a strumenti per riassumere documenti e organizzare le informazioni.

Particolarmente interessante è Rambler, una funzione pensata per trasformare un discorso spontaneo in un testo più ordinato e leggibile. Chi detta appunti, prepara documenti o registra idee potrebbe utilizzarla per ridurre il tempo necessario alla revisione.

Con Create My Widget, inoltre, è possibile generare widget personalizzati attraverso richieste testuali, creando piccoli strumenti che recuperano e aggiornano informazioni utili direttamente sul desktop.

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Non soltanto applicazioni Android: arriva anche il terminale Linux

Un altro elemento che potrebbe rendere i Googlebook interessanti è il supporto agli strumenti di sviluppo. Googlebook OS comprende infatti un ambiente Linux, aprendo la strada all’utilizzo di applicazioni e utility che normalmente non sono disponibili su Android.

Il terminale permette di interagire con strumenti da riga di comando e ambienti di programmazione. Tra le possibilità descritte figura anche l’utilizzo di Google Antigravity, la piattaforma di sviluppo assistita dall’intelligenza artificiale.

Gli sviluppatori potrebbero quindi utilizzare un Googlebook per scrivere codice, lavorare su applicazioni mobili ed eseguire strumenti come Claude CLI e Antigravity CLI.

Rimangono comunque alcuni interrogativi sull’integrazione delle applicazioni Linux nell’interfaccia grafica. In particolare, non è ancora chiaro quanto sarà semplice installare programmi desktop tradizionali e utilizzarli attraverso finestre e collegamenti come avviene su Windows.

Per questo motivo, la compatibilità software sarà uno degli aspetti decisivi per capire se Googlebook OS potrà diventare una vera alternativa ai sistemi operativi tradizionali.

Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo: ecco i primi Googlebook

Google ha affidato la realizzazione dei nuovi portatili ad alcuni dei principali produttori mondiali. La prima generazione comprende cinque modelli, con caratteristiche differenti ma una piattaforma software comune.

Il punto di partenza è Acer Googlebook 14, proposto da 899 dollari. Si tratta di un convertibile con schermo touchscreen OLED da 14 pollici e risoluzione 2,8K, progettato per essere utilizzato sia come notebook sia come tablet.

La configurazione comprende processori Intel Core Ultra, 16 GB di memoria RAM e unità SSD. Il display ruotabile lo rende particolarmente interessante per chi desidera sfruttare le applicazioni Android attraverso i comandi touch.

All’estremo opposto troviamo ASUS Googlebook 14, con prezzi a partire da 1.299 dollari. Il suo punto di forza è la portabilità: il peso dichiarato è di circa un chilogrammo, mentre la dotazione comprende uno schermo OLED ad alta risoluzione, processori Intel Core Ultra e configurazioni fino a 32 GB di RAM.

Dell e HP puntano invece sui processori Qualcomm Snapdragon X Elite, mentre Lenovo propone un modello da 15,3 pollici pensato per chi preferisce un’area di lavoro più ampia.

La gamma introduce anche Glowbar, un elemento luminoso che può mostrare il livello della batteria e reagire alle interazioni con Gemini. I dispositivi integrano inoltre componenti dedicati all’accelerazione delle attività di intelligenza artificiale.

Prezzi e disponibilità: quando arrivano i Googlebook in Italia?

Google ha aperto i preordini negli Stati Uniti il 21 settembre 2026, con i primi dispositivi attesi nei negozi a partire dal 4 ottobre. La distribuzione internazionale comprende anche alcuni mercati europei, tra cui Francia e Germania.

Per quanto riguarda l’Italia, non è ancora opportuno considerare confermati prezzi e disponibilità locali sulla base dei listini statunitensi. Le configurazioni e le condizioni commerciali potrebbero variare a seconda del mercato.

Il prezzo di partenza di 899 dollari colloca comunque i Googlebook in una categoria molto diversa rispetto ai Chromebook economici. Chi sceglierà questi dispositivi pagherà non soltanto l’hardware, ma anche l’integrazione con Android e le nuove funzionalità di Gemini.

La piattaforma prevede inoltre un supporto software di lunga durata, con un periodo dichiarato di aggiornamenti che arriva a dieci anni per i primi dispositivi.

A chi conviene un Googlebook e chi dovrebbe aspettare?

I nuovi laptop Android sembrano particolarmente adatti a chi utilizza intensamente lo smartphone e desidera ritrovare sul computer le stesse applicazioni, i propri contenuti e un ambiente di lavoro familiare.

Per studenti, professionisti che lavorano prevalentemente attraverso servizi web e utenti che sfruttano già l’ecosistema Google, la continuità tra telefono e portatile potrebbe rappresentare un vantaggio concreto.

Gli sviluppatori costituiscono un’altra categoria interessante, soprattutto grazie alla presenza del terminale Linux e agli strumenti di programmazione assistiti dall’intelligenza artificiale.

La situazione cambia per chi dipende da software professionali disponibili esclusivamente per Windows o macOS. Prima di acquistare un Googlebook sarà fondamentale verificare la compatibilità dei programmi indispensabili per il proprio lavoro, perché la presenza di Android e Linux non garantisce automaticamente l’esecuzione di qualsiasi applicazione desktop.

Resta poi da valutare l’esperienza reale con le applicazioni Android su schermi di grandi dimensioni. Sebbene Google abbia lavorato sull’interfaccia, non tutti i programmi mobili sono necessariamente ottimizzati per tastiera, mouse e multitasking.

La sfida dei Googlebook, quindi, non sarà soltanto convincere gli utenti ad acquistare un nuovo computer. Google dovrà dimostrare che Android può diventare una piattaforma desktop completa, capace di offrire produttività, compatibilità e un’integrazione con lo smartphone sufficientemente avanzata da giustificare il passaggio da Windows o macOS.

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