ARM presenta il primo processore proprietario: nasce la CPU ARM AGI per data center e intelligenza artificiale

Per la prima volta in oltre 35 anni di storia, ARM ha annunciato un processore proprietario. L’azienda britannica, nota per concedere in licenza le proprie architetture a produttori come Apple, Qualcomm e Samsung, entra ora direttamente nel mercato con la nuova CPU ARM AGI, progettata specificamente per data center e intelligenza artificiale di nuova generazione.
Si tratta di un cambiamento strategico molto importante: invece di limitarsi a progettare l’architettura, ARM ora sviluppa anche un proprio processore completo, destinato soprattutto a infrastrutture cloud, AI e calcolo ad alta parallelizzazione.
Fino a 136 core Neoverse V3 e architettura a chiplet
La CPU ARM AGI può essere configurata con un massimo di 136 core Neoverse V3 con frequenze fino a 3,7 GHz. Il processore utilizza una architettura a chiplet, una soluzione sempre più diffusa nei processori per server e data center, che permette di migliorare scalabilità, resa produttiva e gestione dei consumi.
Ogni core lavora su un singolo thread, senza tecnologia SMT, scelta progettuale che punta a garantire prestazioni stabili e prevedibili anche sotto carichi di lavoro prolungati. Ogni core dispone inoltre di 2 MB di cache L2, una quantità elevata pensata per ridurre la latenza nell’elaborazione dei dati.
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Sottosistema di memoria e connettività
Uno degli aspetti più importanti del nuovo processore riguarda il sottosistema di memoria. ARM dichiara una larghezza di banda fino a 6 GB/s per core e latenze inferiori a 100 ns, caratteristiche fondamentali per i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale e ai database distribuiti.
Il processore supporta memorie DDR5‑8800 e può gestire fino a 6 TB di RAM per processore. Sul fronte della connettività sono disponibili 96 linee PCIe Gen6 e il supporto allo standard CXL 3.0, che consente l’espansione della memoria e la condivisione delle risorse tra più sistemi.
Consumi, server e infrastrutture rack
Il TDP del processore è di circa 300 W, un valore tipico per CPU destinate ai data center. ARM afferma che l’architettura è progettata per funzionare in modo stabile senza throttling anche sotto carico costante, caratteristica fondamentale nei sistemi che eseguono migliaia di attività parallele.
Sono già previste diverse configurazioni server. La configurazione base prevede un server 1U con due nodi e 272 core. Un rack standard da 36 kW può ospitare fino a 30 nodi, per un totale di 8.160 core. È in sviluppo anche il raffreddamento a liquido: in un rack da 200 kW sarà possibile installare fino a 336 processori con oltre 45.000 core complessivi.
Partner e obiettivo: intelligenza artificiale e cloud
ARM partecipa inoltre all’Open Compute Project fornendo progetti di server di riferimento, firmware e strumenti diagnostici per accelerare l’adozione della piattaforma. Tra i partner citati figurano aziende come Meta, OpenAI, Supermicro, Lenovo e ASRock Rack.
La nuova CPU ARM AGI è progettata per carichi di lavoro che richiedono un elevato livello di parallelizzazione, come sistemi di intelligenza artificiale, servizi cloud e piattaforme che interagiscono continuamente con database e servizi esterni. In questi scenari non conta solo la potenza massima, ma soprattutto la prevedibilità delle prestazioni per ogni core, che rappresenta l’obiettivo principale dell’architettura.
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