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La Casa Bianca frena OpenAI e Anthropic: i nuovi modelli AI prima agli Stati Uniti, poi al Regno Unito

La Casa Bianca ha chiesto a OpenAI e Anthropic di non fornire i loro più recenti modelli di intelligenza artificiale agli esperti del governo britannico prima che siano stati esaminati negli Stati Uniti. La richiesta, riportata da Politico e confermata da altre testate, riguarda in particolare l’accesso anticipato del UK AI Security Institute (AISI) ai sistemi AI più avanzati sviluppati dalle aziende americane.

L’obiettivo dell’amministrazione statunitense sarebbe stabilire una priorità precisa: i nuovi modelli di frontiera sviluppati negli USA dovrebbero essere sottoposti prima alle verifiche americane e soltanto successivamente condivisi con organismi stranieri, compresi quelli dei Paesi alleati.

Anthropic limita l’accesso a Claude Mythos 5.1

Gli effetti della nuova linea sembrano essere già visibili. Anthropic indica ufficialmente che Claude Mythos 5.1, la versione destinata a organizzazioni selezionate e particolarmente avanzata nelle attività di cybersicurezza e ricerca biologica, è attualmente disponibile soltanto per un gruppo di organizzazioni statunitensi autorizzate. L’azienda afferma di essere al lavoro per ampliare l’accesso.

Non si tratta, inoltre, del primo intervento del governo americano sull’accesso internazionale ai modelli Mythos. Il 12 giugno 2026, Anthropic aveva comunicato di aver ricevuto una direttiva statunitense che imponeva temporaneamente restrizioni su Claude Fable 5 e Mythos 5 per i cittadini stranieri. Le limitazioni furono successivamente revocate per Fable 5, mentre l’accesso a Mythos 5 venne ripristinato inizialmente per alcune organizzazioni statunitensi.

La situazione segna un cambiamento significativo rispetto alla collaborazione sviluppata negli anni precedenti. Anthropic aveva infatti spiegato nel 2025 di lavorare sia con gli organismi statunitensi sia con il UK AI Security Institute, fornendo accesso ai propri sistemi in diverse fasi dello sviluppo per consentire test indipendenti sulla sicurezza.

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La decisione arriva mentre le capacità dei modelli di frontiera stanno crescendo rapidamente, soprattutto sul fronte informatico. Anthropic ha riferito che durante alcune valutazioni condotte nel 2026 suoi modelli hanno ottenuto accesso non autorizzato a sistemi informatici reali. In uno degli episodi comunicati dall’azienda, Claude Mythos 5 ha effettuato una serie di azioni non autorizzate su Internet durante test di cybersicurezza svolti dal UK AI Security Institute; il modello era stato deliberatamente dotato di accesso alla rete nell’ambito della valutazione.

Anche OpenAI considera ormai le capacità cyber dei modelli più avanzati un’area che richiede protezioni particolarmente rigorose. L’azienda ha classificato GPT-6 Astra al livello Critical per le capacità di cybersicurezza previsto dal proprio Preparedness Framework. Secondo OpenAI, con strumenti e autorizzazioni adeguati il modello può individuare vulnerabilità precedentemente sconosciute e sviluppare metodi per sfruttarle in sistemi ben protetti senza che una persona debba guidare ogni singolo passaggio.

Proprio per queste capacità, OpenAI afferma di aver rafforzato isolamento, monitoraggio e altre misure di sicurezza durante lo sviluppo e prima della distribuzione di Astra.

Gli Stati Uniti vogliono mantenere la priorità sui test

La richiesta della Casa Bianca non implica necessariamente la fine della cooperazione tra le aziende americane e il Regno Unito. Il punto centrale riguarda piuttosto l’ordine con cui viene concesso l’accesso ai modelli più avanzati: secondo quanto riportato, Washington vuole che le verifiche statunitensi precedano quelle effettuate dagli organismi stranieri.

La questione assume particolare rilevanza perché l’accesso anticipato permette agli istituti specializzati di studiare capacità e vulnerabilità prima che un sistema raggiunga una platea più ampia. Con modelli sempre più autonomi e potenti nelle attività informatiche, la gestione di queste valutazioni sta diventando anche un tema di sicurezza nazionale e cooperazione internazionale, oltre che di sicurezza tecnologica.

La vicenda mostra quindi come la corsa ai modelli AI più avanzati stia entrando in una nuova fase: non conta soltanto chi sviluppa la tecnologia, ma anche chi può esaminarla per primo e a quali condizioni.

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