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SMS spam, perché rispondere “STOP” può essere un errore e come bloccarli

Messaggi promozionali indesiderati, falsi avvisi, offerte improbabili e SMS provenienti da numeri sconosciuti sono diventati un problema sempre più fastidioso. In alcuni casi, però, il rischio va oltre il semplice spam: dietro un messaggio apparentemente innocuo può nascondersi un tentativo di phishing o una truffa progettata per verificare che il numero appartenga a una persona reale.

Per questo motivo, rispondere automaticamente con “STOP” non è sempre la scelta migliore. La procedura può essere corretta quando il messaggio arriva da un’azienda legittima, ma con mittenti sospetti una risposta può semplicemente confermare che il numero è attivo. Meglio affidarsi agli strumenti di filtraggio, blocco e segnalazione disponibili sul telefono.

Perché non conviene rispondere agli SMS sospetti

Molti servizi legittimi permettono di interrompere le comunicazioni promozionali rispondendo con parole come STOP. Il problema nasce quando non si conosce l’identità del mittente.

Secondo il testo fornito, rispondendo a uno spammer si rischia di confermare che il proprio numero di telefono è valido e utilizzato. L’informazione potrebbe successivamente essere sfruttata per altri messaggi indesiderati o condivisa con ulteriori truffatori. Di conseguenza, quando non è possibile verificare l’origine dell’SMS, è preferibile non rispondere e non aprire eventuali link.

Particolare attenzione meritano anche le cosiddette truffe del “numero sbagliato”. Il contatto può iniziare con un messaggio apparentemente inviato alla persona sbagliata e trasformarsi gradualmente in una conversazione amichevole. L’obiettivo finale può essere convincere la vittima a investire in criptovalute, inviare denaro o partecipare ad altre operazioni fraudolente.

Se un messaggio sembra provenire da un medico, un’azienda o una persona conosciuta ma arriva da un numero insolito, una soluzione più prudente consiste nel contattare direttamente il soggetto attraverso un numero già conosciuto o verificato, anziché utilizzare i recapiti presenti nell’SMS sospetto.

Attivare i filtri antispam su iPhone e Android

Gli smartphone dispongono già di strumenti capaci di separare almeno una parte dei messaggi indesiderati dalle conversazioni normali.

Su iPhone è possibile utilizzare il filtro dedicato ai mittenti sconosciuti dalle impostazioni di Messaggi. In questo modo le comunicazioni provenienti da numeri non riconosciuti vengono separate, rendendo più semplice individuare quelle che meritano particolare cautela.

Su Android, l’app Messaggi di Google dispone invece di funzioni per riconoscere e filtrare potenziale spam. Dal menu delle impostazioni è possibile verificare che la protezione antispam sia attiva, così da ricevere un avviso quando un messaggio viene considerato sospetto.

Il documento segnala inoltre la possibilità di utilizzare Circle to Search o Google Lens per analizzare il contenuto di un messaggio e cercare sul web informazioni utili a capire se possa trattarsi di una truffa. Nel secondo caso è possibile acquisire uno screenshot dell’SMS e analizzarlo tramite Lens.

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Bloccare e segnalare i numeri che inviano spam

Bloccare direttamente il mittente rimane una delle contromisure più immediate. Su iPhone è possibile aprire la conversazione, selezionare il numero nella parte superiore e utilizzare le informazioni del contatto per bloccare il chiamante. Su Android la procedura varia a seconda del dispositivo e della versione del sistema operativo, ma generalmente è disponibile un comando per bloccare il numero e segnalarlo come spam.

Questa soluzione ha comunque un limite: gli spammer possono cambiare frequentemente numero oppure falsificare quello visualizzato. Bloccare un singolo mittente, quindi, non garantisce che nuovi SMS provenienti dalla stessa campagna non riescano a raggiungere il telefono.

Negli Stati Uniti, il testo indica inoltre il numero 7726, corrispondente alla parola “SPAM” sulla tastiera telefonica, al quale i clienti di AT&T, Verizon e T-Mobile possono inoltrare i messaggi indesiderati affinché vengano segnalati al proprio operatore.

Gli stessi operatori dispongono di ulteriori strumenti di protezione: vengono citati Verizon Call Filter, T-Mobile Scam Shield e AT&T ActiveArmor, servizi orientati al contrasto di chiamate e comunicazioni indesiderate.

Le app per filtrare gli SMS indesiderati

Quando gli strumenti integrati nello smartphone non sono sufficienti, esistono applicazioni dedicate. Tra quelle riportate nel testo figurano SpamHound, SMS Spam Stopper, RoboKiller e TextKiller.

Le modalità di funzionamento cambiano da un’app all’altra. Alcune utilizzano parole chiave e regole personalizzabili, mentre altre analizzano numero del mittente, contenuto e allegati per cercare segnali riconducibili allo spam.

SMS Spam Stopper, per esempio, viene descritto come un’app iOS che utilizza sistemi automatizzati per confrontare i messaggi ricevuti con migliaia di firme associate allo spam. RoboKiller analizza invece diversi elementi degli SMS e sposta quelli identificati come indesiderati nella relativa cartella.

Ridurre l’esposizione del proprio numero online

Filtrare i messaggi interviene quando lo spam è già arrivato. Un’altra strategia consiste nel cercare di limitare la disponibilità pubblica del proprio numero di telefono.

I cosiddetti data broker raccolgono grandi quantità di informazioni personali provenienti da varie fonti e possono renderle disponibili attraverso i propri servizi. Il testo suggerisce quindi di individuare eventuali profili presenti su questi siti e presentare richieste di rimozione, oppure utilizzare servizi specializzati che gestiscono il processo per conto dell’utente.

La rimozione non rappresenta comunque una garanzia permanente. Nuove violazioni dei dati possono esporre nuovamente numeri di telefono, indirizzi email o altre informazioni. Per questo la protezione più efficace passa da più livelli: non interagire con messaggi sospetti, evitare link sconosciuti, attivare i filtri antispam, bloccare e segnalare i mittenti e ridurre quando possibile l’esposizione dei propri dati personali.

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