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Gemini supera ChatGPT sugli smartphone in Italia: cosa rivelano i nuovi dati sull’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui gli italiani utilizzano lo smartphone. Non riguarda più soltanto chi lavora nel settore tecnologico o cerca strumenti per attività professionali. Oggi milioni di persone consultano assistenti digitali per ottenere informazioni, scrivere messaggi, organizzare impegni e risolvere problemi quotidiani. I nuovi dati sul mercato italiano mostrano un cambiamento interessante: Gemini ha superato ChatGPT nell’utilizzo da dispositivi mobili, mentre quest’ultimo mantiene il primato nella diffusione complessiva.

La crescita degli assistenti intelligenti accompagna una trasformazione più ampia delle abitudini digitali. Gli utenti passano continuamente dalla ricerca di informazioni alla comunicazione e all’intrattenimento. Anche portali dedicati ai giochi online come BonusKong fanno parte di questo contesto, nel quale smartphone e applicazioni consentono di accedere rapidamente a contenuti diversi. La diffusione dell’IA aggiunge nuove possibilità soprattutto nella ricerca, nell’organizzazione delle attività e nell’interazione con i servizi digitali.

I nuovi numeri del mercato italiano

Il 16 ottobre 2026, un aggiornamento sui consumi digitali in Italia ha evidenziato una crescita significativa dei principali assistenti basati sull’intelligenza artificiale.

Secondo i dati riportati dall’agenzia ANSA, ChatGPT raggiunge circa 9,625 milioni di utenti mensili, mentre Gemini arriva a 9,374 milioni. La distanza complessiva appare contenuta, ma il dato relativo agli smartphone racconta una situazione diversa: Gemini conquista il primo posto nell’accesso da mobile.

Questa distinzione merita attenzione. Il numero totale degli utenti considera differenti modalità di accesso, mentre l’analisi mobile osserva il comportamento di chi utilizza questi strumenti attraverso il telefono.

I risultati principali mostrano tre aspetti:

  • ChatGPT conserva il primato nell’audience mensile complessiva italiana.
  • Gemini registra una presenza maggiore nell’utilizzo da smartphone.
  • Entrambi i servizi hanno ampliato notevolmente il proprio pubblico negli ultimi due anni.

I numeri indicano una crescita dell’interesse verso l’intelligenza artificiale, ma non descrivono automaticamente la frequenza delle conversazioni, la soddisfazione degli utenti o la qualità delle risposte.

Una persona può utilizzare più assistenti nello stesso mese. Per questo motivo, i dati sulle audience non rappresentano necessariamente gruppi distinti di consumatori.

Perché lo smartphone assume un ruolo centrale

Per comprendere il risultato bisogna considerare come gli italiani utilizzano i dispositivi mobili.

Lo smartphone accompagna numerose attività quotidiane. Le persone controllano la posta elettronica, cercano indirizzi, leggono notizie e consultano documenti senza necessariamente accendere un computer.

In questo contesto, un assistente intelligente può intervenire durante operazioni molto brevi. L’utente formula una domanda, riceve una risposta e torna all’attività precedente.

L’integrazione con le funzioni del telefono influisce quindi sull’accessibilità del servizio.

Un’applicazione autonoma richiede un’azione specifica per l’apertura. Un assistente che compare nelle funzioni del sistema operativo, invece, può entrare nelle abitudini dell’utente attraverso strumenti che quest’ultimo utilizza già.

Questo elemento aiuta a interpretare la crescita di Gemini sui dispositivi mobili. Non dimostra, però, che ogni utente preferisca consapevolmente un determinato assistente.

La disponibilità delle funzioni, le impostazioni del telefono e le modalità di accesso possono influenzare il numero di persone che entrano in contatto con un servizio.

L’integrazione con Android cambia le modalità di utilizzo

Uno degli aspetti più importanti riguarda il rapporto tra gli assistenti intelligenti e i sistemi operativi.

Sui dispositivi Android compatibili, Gemini può interagire con alcune funzioni del telefono e con applicazioni che supportano questa integrazione. Gli utenti possono richiedere informazioni, formulare domande vocali e svolgere determinate operazioni senza passare continuamente da un’applicazione all’altra.

Le funzioni effettivamente disponibili dipendono dal dispositivo, dalla versione del software, dal Paese e dalle impostazioni personali.

L’accesso diretto rappresenta un fattore rilevante. Chi utilizza frequentemente il telefono può consultare un assistente anche per richieste semplici, senza programmare una sessione specifica.

Per esempio, una persona può chiedere chiarimenti su un appuntamento, ottenere un riepilogo oppure cercare informazioni mentre svolge altre attività.

La maggiore integrazione non elimina comunque la necessità di controllare i risultati. Gli assistenti possono interpretare male una richiesta o fornire informazioni inesatte, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

Il dato italiano suggerisce che la presenza dell’intelligenza artificiale nelle funzioni mobili contribuisce alla sua diffusione. Per misurare con precisione questo contributo servirebbero ulteriori informazioni sulle modalità di accesso.

Il divario tra smartphone e computer

I dati dell’Osservatorio permettono di osservare con maggiore precisione le differenze tra dispositivi.

Indicatore, luglio 2026ChatGPTGemini
Utenti mensili complessivi9,625 milioni9,374 milioni
Utenti da mobile7,125 milioni7,578 milioni
Utenti da computer3,189 milioni2,399 milioni
Tempo medio mensile per utente1 ora e 50 minuti1 ora e 20 minuti

Fonte: Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale Generativa in Italia, dati Audicom relativi a luglio 2026.

La tabella evidenzia due comportamenti distinti. Gemini raggiunge un pubblico mobile più ampio, mentre ChatGPT registra una maggiore presenza sui computer e un tempo medio di utilizzo superiore.

Queste differenze non consentono di stabilire quali attività svolgano gli utenti. Il tempo trascorso su una piattaforma, per esempio, non indica necessariamente quante richieste una persona invii o quanto siano complesse.

Inoltre, chi accede allo stesso assistente dal telefono e dal computer contribuisce alle rilevazioni di entrambi i dispositivi. Per questo non bisogna sommare le due audience per ricavare il totale.

Due anni di crescita con ritmi differenti

L’evoluzione dal 2024 al 2026 rappresenta uno degli elementi più significativi della ricerca.

Nel luglio 2024 ChatGPT contava circa 3,1 milioni di utenti mensili italiani. Gemini ne registrava 858.000. Dopo due anni, entrambi raggiungono un pubblico vicino ai dieci milioni.

Il percorso, però, presenta ritmi differenti.

Tra luglio 2024 e luglio 2025 ChatGPT ha aggiunto circa 5,9 milioni di utenti. Nei dodici mesi successivi l’incremento è sceso a 617.000.

Gemini ha seguito una dinamica diversa: prima ha guadagnato circa 2,9 milioni di persone, poi altri 5,6 milioni.

La distanza complessiva tra i due servizi, che a dicembre 2025 superava quattro milioni di utenti, si è ridotta a 251.000 nel luglio 2026.

Il rallentamento della crescita di una piattaforma non significa necessariamente che gli utenti la stiano abbandonando. Può dipendere anche dalla dimensione del pubblico già raggiunto, dall’ingresso di nuovi servizi e dalla disponibilità di strumenti alternativi.

Per comprendere eventuali spostamenti servirebbero dati capaci di seguire le scelte delle stesse persone nel tempo.

Quanto tempo trascorrono gli italiani con gli assistenti IA

La ricerca non si limita al numero degli utenti. Considera anche il tempo medio che ogni persona dedica ai diversi servizi durante il mese.

A luglio 2026 ChatGPT registra un’ora e cinquanta minuti per utilizzatore. Gemini raggiunge un’ora e venti minuti, mentre Claude arriva a un’ora e quindici minuti.

Il tempo medio di Gemini e Claude è triplicato rispetto all’anno precedente. ChatGPT, invece, registra una riduzione del 6%.

Questi risultati aggiungono informazioni importanti alla semplice classifica delle audience.

Un servizio può raggiungere molte persone che lo consultano brevemente. Un altro può attirare un pubblico più ristretto, ma registrare sessioni più lunghe.

Entrambi i comportamenti contribuiscono a descrivere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Anche la natura delle attività influisce sulla durata. Scrivere un documento richiede spesso più tempo rispetto a ottenere una risposta breve. Tuttavia, lo studio non permette di attribuire con certezza queste attività alle differenze osservate.

Le preferenze cambiano con l’età

Un altro elemento riguarda la distribuzione degli utenti nelle diverse fasce anagrafiche.

ChatGPT e Gemini registrano la maggiore penetrazione tra le persone di 25-34 anni. Il primo raggiunge il 28,14% di questa fascia, mentre il secondo arriva al 26,68%.

Tra i giovani di 18-24 anni emerge un comportamento interessante: gli utenti di Gemini trascorrono mediamente due ore e tre minuti al mese sul servizio. Per ChatGPT il valore scende a un’ora e trentotto minuti.

La situazione cambia tra i 35-44enni, dove ChatGPT registra due ore e tredici minuti mensili.

Questi numeri mostrano che età, dispositivo e durata delle sessioni non seguono necessariamente la stessa distribuzione.

Non permettono però di concludere che una generazione utilizzi l’IA esclusivamente per lo studio e un’altra soltanto per il lavoro. La ricerca misura la presenza e il tempo di utilizzo, non le motivazioni individuali.

Cresce anche l’interesse verso altri assistenti

Il confronto tra i due servizi principali rappresenta soltanto una parte dei risultati.

L’Osservatorio segnala anche l’espansione di altre applicazioni di intelligenza artificiale.

Claude passa da 283.000 utenti nel dicembre 2025 a 1,802 milioni nel luglio 2026. Copilot raggiunge 2,367 milioni, mentre Perplexity supera un milione di persone.

La crescita di questi strumenti indica che il pubblico italiano non concentra tutte le proprie attività su due sole piattaforme.

Alcuni utenti possono scegliere servizi differenti in base al dispositivo, al tipo di richiesta oppure alle funzioni disponibili.

Anche in questo caso, tuttavia, la ricerca non identifica le ragioni precise delle scelte individuali.

Come interpretare correttamente i risultati

Prima di trarre conclusioni generali, bisogna considerare il metodo della rilevazione.

L’Osservatorio utilizza dati Audicom e prende in esame la popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni. Il periodo principale di osservazione è luglio 2026, anche se la pubblicazione dei risultati risale al 16 ottobre.

La ricerca considera gli accessi da browser e applicazioni, attraverso computer e dispositivi mobili.

Non descrive quindi l’intera popolazione italiana né tutte le possibili interazioni con l’intelligenza artificiale.

Inoltre, alcuni assistenti operano all’interno di servizi digitali più ampi. Le rilevazioni relative alle loro applicazioni autonome potrebbero non comprendere ogni utilizzo attraverso strumenti integrati.

Un altro limite riguarda la distinzione tra accesso e qualità dell’esperienza. Il numero degli utenti non misura la precisione delle risposte, la sicurezza dei contenuti o l’efficacia nello svolgimento di un’attività.

Per valutare questi aspetti servono analisi specifiche.

Cosa indicano i dati per il futuro dell’intelligenza artificiale in Italia

Il risultato più interessante della ricerca riguarda il ruolo crescente dello smartphone.

Gemini ha superato ChatGPT sui dispositivi mobili già nel giugno 2026. A luglio il vantaggio raggiunge circa 453.000 utenti, mentre la distanza complessiva tra i due servizi rimane contenuta.

Questo andamento suggerisce che l’accesso attraverso i telefoni avrà un peso importante nell’evoluzione del settore.

La disponibilità degli assistenti all’interno dei sistemi operativi, la semplicità delle interazioni vocali e il collegamento con le applicazioni quotidiane possono influenzare ulteriormente le abitudini.

Restano comunque diverse domande aperte. Non sappiamo quanti utenti utilizzino entrambi i servizi regolarmente, quali attività generino più richieste o quanto incidano le nuove funzioni sulla continuità d’uso.

Le prossime rilevazioni potranno chiarire se il vantaggio mobile di Gemini continuerà a crescere e se cambieranno anche i risultati complessivi.

Per il momento, i dati descrivono un mercato italiano nel quale milioni di persone utilizzano già strumenti di intelligenza artificiale. Il telefono assume un ruolo centrale, ma il computer mantiene una presenza significativa.

Il sorpasso di Gemini sugli smartphone non rappresenta quindi un cambiamento generale delle preferenze degli italiani. Mostra piuttosto come il dispositivo e le modalità di accesso possano incidere sulla diffusione di un assistente digitale.

La distinzione è importante: consente di interpretare i numeri senza attribuire loro significati che la ricerca non dimostra.

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