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Belgio, nuovo ordine contro IPTV: Cloudflare e Google coinvolti ma senza blocco DNS

Il Belgio continua a rafforzare la propria strategia contro la pirateria online con un nuovo ordine di blocco che prende di mira cinque servizi IPTV illegali. Questa volta, oltre ai principali provider di accesso a Internet, lโ€™ingiunzione coinvolge anche Cloudflare e Google, ma con una differenza sostanziale rispetto al passato: non viene imposto alcun obbligo di blocco tramite DNS.

Lโ€™ordinanza, emessa dal Tribunale di Bruxelles su richiesta delle emittenti RTL Belgium e RTBF, impone di limitare lโ€™accesso a cinque piattaforme IPTV accusate di distribuire contenuti audiovisivi senza autorizzazione.

I servizi IPTV nel mirino

I servizi colpiti dal provvedimento sono LEMEILLEURIPTV, BESTIPTVABO, ATLASPRO12, OTT PREMIUM e MIJNIPTV. Secondo il Dipartimento belga per la lotta alle violazioni del diritto dโ€™autore online (BAPO), queste piattaforme sarebbero strutturalmente dedicate alla violazione massiva di contenuti audiovisivi.

Tra gli elementi citati figurano lโ€™utilizzo di criptovalute per i pagamenti e la presenza di guide per aggirare i blocchi imposti dalle autoritร . Gli ISP coinvolti โ€“ Proximus, Telenet, Orange Belgium, Mobile Vikings e DIGI Communications โ€“ dovranno attuare il blocco dei domini tramite misure DNS e aggiornare la lista qualora vengano individuati mirror o domini alternativi.

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Cloudflare e Google coinvolti, ma senza restrizioni DNS

A differenza di precedenti ordinanze, Cloudflare e Google non sono obbligate a intervenire sui propri risolutori DNS. Cloudflare dovrร  agire solo qualora operi come CDN o provider di hosting, impedendo lโ€™accesso ai servizi IPTV dal Belgio. Restano esclusi il suo resolver DNS pubblico e il servizio WARP.

Google, invece, dovrร  deindicizzare i domini dai risultati di ricerca, disattivare eventuali annunci collegati e intervenire sui servizi Google Cloud se utilizzati dalle piattaforme interessate. Anche in questo caso, il DNS pubblico di Google non รจ soggetto a restrizioni.

Il precedente ricorso di Cisco e lโ€™evoluzione del sistema

Questa scelta sembra legata al ricorso presentato da Cisco contro un precedente ordine del 2025 che imponeva il blocco DNS a OpenDNS. In quellโ€™occasione, Cisco aveva temporaneamente ritirato il servizio dal Belgio prima che un tribunale sospendesse lโ€™obbligo in attesa della decisione definitiva.

Il sistema belga, strutturato in due fasi โ€“ con unโ€™ingiunzione del tribunale e lโ€™attuazione pratica affidata al BAPO โ€“ si sta quindi adattando progressivamente alle sfide legali. Dopo il primo ordine aggressivo richiesto da DAZN nellโ€™aprile 2025, e le successive azioni contro librerie ombra e siti di streaming cinematografico, il nuovo provvedimento mostra un approccio piรน calibrato.

Lโ€™evoluzione del quadro normativo potrebbe avere conseguenze anche a livello europeo. Diversi Paesi stanno ampliando la portata degli ordini di blocco includendo resolver DNS e persino provider VPN, ma le contestazioni legali restano aperte. Non รจ escluso che, in futuro, la questione approdi alla Corte di Giustizia dellโ€™Unione Europea, chiamata a definire i limiti di questi interventi.

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