Lightfoot, lo scooter elettrico solare che può ricaricarsi senza presa

Uno scooter elettrico che recupera energia semplicemente restando parcheggiato al sole, riducendo la necessità di cercare una presa di corrente. È la proposta di Lightfoot, un insolito veicolo urbano a due ruote sviluppato dalla società statunitense Otherlab e ora proposto in vendita negli Stati Uniti. La sua caratteristica più evidente è la carrozzeria: due grandi pannelli fotovoltaici sono integrati nelle fiancate e possono ricaricare la batteria sia durante la sosta sia mentre si viaggia.
Nelle condizioni migliori, il produttore dichiara che il sistema può recuperare fino a 29 chilometri di autonomia in una giornata di sole. Un risultato interessante per chi percorre pochi chilometri al giorno, anche se non significa che lo scooter possa fare completamente a meno dell’elettricità domestica in qualsiasi situazione. Il progetto punta infatti sui tragitti urbani brevi e frequenti, non sulle prestazioni dei motocicli tradizionali.
Come funzionano i pannelli solari integrati nello scooter
Lightfoot monta due pannelli fotovoltaici da 120 watt ciascuno, per una potenza totale di 240 watt. La loro posizione sulle fiancate permette di sfruttare la luce solare mentre il mezzo è fermo all’aperto e, quando l’esposizione lo consente, anche durante gli spostamenti.
Secondo i dati dichiarati dall’azienda, un’ora di buon irraggiamento può aggiungere circa 5-6 chilometri di autonomia. Nell’arco di una giornata particolarmente favorevole si può arrivare a circa 29 chilometri. Per un pendolare che percorre pochi chilometri per andare al lavoro o fare la spesa, questa energia potrebbe compensare una parte importante dei consumi quotidiani.
La produzione effettiva dipende però da numerosi fattori: stagione, nuvole, ombra degli edifici, orientamento dei pannelli e durata dell’esposizione. Non si tratta quindi di un veicolo che garantisce viaggi illimitati senza ricarica, ma di uno scooter elettrico con un sistema solare di supporto.

Autonomia, velocità e motori: le caratteristiche tecniche
La batteria agli ioni di litio ha una capacità di circa 1,56 kWh e offre un’autonomia dichiarata fino a 60 chilometri con una carica completa. La velocità massima è appena inferiore ai 32 km/h, un valore pensato per gli spostamenti locali piuttosto che per le strade a scorrimento veloce.
La trazione è affidata a due motori elettrici da 750 watt nominali, uno per ruota, con una potenza di picco dichiarata di 1.000 watt ciascuno. La coppia complessiva raggiunge 160 Nm, utile soprattutto nelle partenze, in salita e quando si trasportano passeggeri o oggetti.
Lo scooter integra anche la frenata rigenerativa, che recupera parte dell’energia nelle decelerazioni. Se il sole non basta, Lightfoot può essere collegato a una normale presa: il caricatore di bordo consente una ricarica completa in circa quattro ore. Il sistema solare è dunque una possibilità aggiuntiva, non l’unica modalità di alimentazione.
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Due posti e un vano da 45 litri per la spesa
Nonostante l’aspetto particolare, Lightfoot è stato progettato pensando all’utilità quotidiana. La sella lunga permette di ospitare due persone, mentre all’interno della carrozzeria è ricavato un vano portaoggetti da circa 45 litri, protetto dalle intemperie e chiudibile a chiave.
Lo spazio è sufficiente per trasportare piccoli acquisti, borse o altri oggetti senza ricorrere necessariamente a uno zaino. La struttura comprende inoltre sospensioni, freni a disco idraulici, illuminazione, clacson e un sistema di blocco per scoraggiare l’utilizzo non autorizzato.
La combinazione tra capacità di carico, due posti e alimentazione solare rende il veicolo interessante per commissioni, piccoli spostamenti nei campus, strutture turistiche e tragitti urbani. Il peso, però, non è trascurabile: supera i 60 chilogrammi, perciò non è paragonabile a un monopattino leggero da trasportare a mano.

Quanto costa Lightfoot e dove si può acquistare
La prima serie commerciale, denominata Launch Edition, viene proposta negli Stati Uniti a 4.495 dollari, con consegna inclusa secondo le condizioni pubblicate dal produttore. Per entrare nella lista di prenotazione è previsto un deposito rimborsabile di 100 dollari.
Le prime unità sono offerte nelle colorazioni azzurro e arancione solare. L’azienda concentra inizialmente le vendite su alcuni mercati statunitensi, a partire dalla California, e valuta una futura espansione verso altre aree e Paesi.
Non è stata confermata una disponibilità commerciale in Italia. Inoltre, l’eventuale utilizzo sulle strade italiane dipenderebbe dall’omologazione e dalla categoria normativa applicabile: non bisogna presumere che le regole statunitensi per scooter e piste ciclabili valgano automaticamente anche nel nostro Paese.
Può davvero sostituire la ricarica alla presa?
Il vantaggio più concreto emerge nei tragitti brevi. Immaginiamo di percorrere ogni giorno pochi chilometri per raggiungere il lavoro, lasciando lo scooter parcheggiato per diverse ore in un luogo ben esposto: in condizioni favorevoli, i pannelli potrebbero recuperare buona parte dell’energia utilizzata durante il viaggio.
La situazione cambia con pioggia, cielo coperto, parcheggi al chiuso o percorrenze più lunghe. In questi casi, la ricarica da rete rimane necessaria. Anche il dato dei 29 chilometri recuperabili quotidianamente è un valore massimo dichiarato, non una prestazione garantita tutto l’anno.
Il prezzo è inoltre sensibilmente superiore a quello di molte soluzioni per la micromobilità urbana. Chi valuta l’acquisto dovrebbe quindi considerare non soltanto il risparmio energetico, ma anche autonomia reale, necessità di trasporto, condizioni climatiche e disponibilità dell’assistenza.
Lightfoot dimostra comunque che il fotovoltaico può avere un ruolo concreto anche su veicoli molto piccoli. Non elimina la presa elettrica, ma può renderla meno necessaria per chi utilizza lo scooter soprattutto su distanze ridotte e dispone di una buona esposizione al sole.
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