Windows 11 cresce ancora: quanto pesa il costo di Windows 10

La quota di Windows 11 continua a crescere, ma leggere questo risultato come una prova della soddisfazione degli utenti sarebbe affrettato. Il materiale della notizia riporta un nuovo aumento a settembre e propone una spiegazione economica: per le aziende, mantenere Windows 10 con gli aggiornamenti di sicurezza estesi diventa progressivamente più costoso.
Quota di Windows 11, i numeri riportati per settembre
Secondo Statcounter, a settembre 2026 Windows 11 ha raggiunto il 71,44%, contro il 27,83% di Windows 10. Un mese prima, le due versioni erano rispettivamente al 68,6% e al 30,14%. Il guadagno attribuito a Windows 11 è quindi di 2,84 punti percentuali, mentre Windows 10 perde 2,31 punti.
Queste percentuali vanno lette nel perimetro delle versioni di Windows: non equivalgono alla quota di Windows 11 sull’intero mercato dei sistemi operativi desktop, che comprende anche macOS e Linux. La rilevazione descrive l’utilizzo registrato sul web e non costituisce un censimento di tutti i computer installati.

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Perché gli aggiornamenti ESU possono spingere la migrazione
Il programma Extended Security Updates (ESU) permette di prolungare la disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza dopo la fine del supporto ordinario. Per le organizzazioni, il prezzo base indicato è di 61 dollari per dispositivo nel primo anno, con un raddoppio negli anni successivi: 122 dollari nel secondo e 244 nel terzo.
La somma arriva così a 427 dollari per PC in tre anni. Su un parco macchine numeroso, questo costo può diventare un incentivo a migrare verso Windows 11, quando hardware e applicazioni lo consentono. Si tratta però del programma aziendale: questi importi non vanno estesi automaticamente agli utenti domestici o a tutte le modalità di licenza.
Il legame tra costi ESU e aumento della diffusione rimane una possibile spiegazione. Le percentuali, da sole, non dimostrano perché gli utenti abbiano cambiato sistema, né permettono di escludere fattori come la sostituzione dei computer e le politiche informatiche delle aziende.
Windows 10 può restare nelle aziende fino al 2028
Il percorso ESU aziendale per Windows 10 arriva fino a ottobre 2028. Offre quindi una finestra aggiuntiva alle organizzazioni che hanno bisogno di più tempo per aggiornare i propri dispositivi, pur con costi crescenti.
Il precedente di Windows 7, richiamato dalla notizia, suggerisce che la fine del supporto possa accompagnarsi a una progressiva riduzione della diffusione. Non consente però di prevedere con precisione quanto velocemente Windows 10 perderà terreno. Il punto è che una quota in aumento descrive l’adozione di Windows 11, senza misurare direttamente comodità, prestazioni o gradimento del sistema.
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