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Sony rimborsa i giocatori di Highguard dopo la chiusura del gioco

Il rapido declino di Highguard, sparatutto free-to-play lanciato con grandi aspettative, si è concluso con la chiusura dei server e la scomparsa dello studio Wildlight Entertainment. Nonostante il fallimento del progetto, una parte della community aveva continuato a supportare il gioco, investendo in contenuti aggiuntivi e microtransazioni.

Proprio per questo motivo, sta facendo discutere la decisione di Sony, che secondo diverse testimonianze avrebbe avviato rimborsi automatici per alcuni utenti PlayStation. Una scelta inaspettata, soprattutto perché non sarebbe stata richiesta direttamente dai giocatori coinvolti.

Rimborsi spontanei per i giocatori PlayStation

Il caso è emerso grazie a un utente su Reddit, che in un post successivamente rimosso ha raccontato di aver ricevuto un rimborso completo per gli acquisti effettuati nel gioco. Secondo la testimonianza, Sony avrebbe proceduto in autonomia, senza alcuna richiesta formale.

Curiosamente, lo stesso giocatore ha dichiarato di non aver nemmeno desiderato il rimborso, sottolineando di aver apprezzato il titolo e di aver speso denaro con piacere per supportarlo. Tuttavia, la possibilità di ricevere indietro quanto investito rappresenta un segnale importante da parte dell’azienda nei confronti della propria utenza.

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Altri utenti hanno confermato episodi simili nei commenti, mentre è emerso che su altre piattaforme non risultano iniziative analoghe. Questo ha acceso il dibattito sulla gestione dei rimborsi nei giochi free-to-play, dove i ricavi derivano principalmente da microtransazioni, oggetti cosmetici e Battle Pass.

Un progetto nato con scetticismo e finito rapidamente

Highguard era stato presentato durante i Game Awards 2025, attirando fin da subito commenti scettici da parte della community. Molti osservatori avevano previsto una vita breve per il titolo, ipotizzando una chiusura nel giro di poche settimane o mesi dal lancio.

Le previsioni si sono rivelate corrette: il gioco non è riuscito a costruire una base solida di giocatori e ha visto un rapido calo di interesse. Nel messaggio di addio, Wildlight Entertainment ha evitato di affrontare direttamente il tema dei rimborsi, lasciando spazio a iniziative autonome da parte degli editori.

La vicenda evidenzia ancora una volta i rischi legati ai titoli live service, dove il successo dipende dalla continuità della community e dal flusso costante di contenuti. Allo stesso tempo, il comportamento di Sony potrebbe rappresentare un precedente interessante nella gestione dei consumatori in contesti simili.

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