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Spyware Morpheus: app Android falsa spiava WhatsApp e dati privati

Una nuova minaccia per la sicurezza digitale emerge dall’Europa: un sofisticato spyware chiamato Morpheus è stato utilizzato per colpire utenti Android attraverso applicazioni false. A rivelarlo è un’indagine dell’organizzazione italiana Osservatorio Nessuno, che ha scoperto un sistema di attacco tanto semplice quanto efficace.

Il malware si presentava come una normale app di aggiornamento del telefono, ma una volta installato concedeva agli aggressori accesso completo ai dati personali della vittima.

Un attacco basato sull’inganno

A differenza degli attacchi più avanzati, come quelli “zero-click”, Morpheus sfrutta una strategia più diretta: convincere l’utente a installare volontariamente l’app malevola.

Il meccanismo è studiato nei dettagli. In alcuni casi, la connessione dati della vittima viene bloccata, e subito dopo arriva un SMS che invita a scaricare un’app per ripristinare il servizio. Una volta installata, l’app sfrutta le funzioni di accessibilità di Android per leggere ciò che appare sullo schermo e controllare altre applicazioni.

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Accesso a WhatsApp e dati sensibili

Una delle funzionalità più pericolose di Morpheus è la capacità di prendere il controllo di WhatsApp. Il malware simula una schermata di aggiornamento e successivamente una falsa interfaccia dell’app, chiedendo all’utente di confermare la propria identità tramite impronta digitale o riconoscimento facciale.

In questo modo, gli attaccanti riescono ad aggiungere un nuovo dispositivo autorizzato all’account, ottenendo accesso a messaggi, contatti e conversazioni private. Tecniche simili sono già state osservate in campagne di sorveglianza in Italia e Ucraina.

Chi c’è dietro Morpheus

L’indagine attribuisce lo sviluppo del malware alla società italiana IPS (Intelligence Public Security), attiva da oltre 30 anni nel settore delle intercettazioni per le forze dell’ordine.

Gli esperti hanno individuato collegamenti tecnici diretti, tra cui indirizzi IP registrati a nome dell’azienda e riferimenti culturali italiani nel codice del software. Questo caso si inserisce in un contesto più ampio, in cui diverse aziende italiane sono state associate allo sviluppo di strumenti di sorveglianza digitale.

Un problema crescente per la privacy

Il caso Morpheus evidenzia un trend preoccupante: la diffusione di spyware anche relativamente semplici ma estremamente efficaci contro utenti mirati, come attivisti politici o dissidenti.

Secondo i ricercatori, la crescente domanda da parte di enti governativi sta alimentando un mercato in espansione, spesso privo di controlli adeguati. Questo solleva interrogativi urgenti sulla necessità di regolamentazioni più severe per proteggere i diritti digitali.

In un’epoca in cui lo smartphone è il centro della vita personale e professionale, minacce come Morpheus dimostrano quanto sia fondamentale prestare attenzione alle app installate e adottare comportamenti prudenti per difendere la propria privacy.

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