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Spotify, 5 trucchi nascosti per risparmiare tempo e migliorare i consigli

Spotify non è soltanto un enorme catalogo musicale. Dietro l’interfaccia dell’app si nascondono diverse funzioni che possono cambiare concretamente il modo in cui vengono ascoltate le playlist e, soprattutto, il modo in cui l’algoritmo interpreta i gusti dell’utente.

Chi utilizza il servizio ogni giorno, ad esempio, potrebbe non voler far pesare sulle raccomandazioni la musica per dormire, le canzoni ascoltate dai bambini o una playlist utilizzata soltanto durante una festa. Allo stesso tempo, alcune impostazioni permettono di ridurre le interruzioni tra i brani o rendere più varia una playlist ormai troppo prevedibile. Vediamo quindi 5 trucchi di Spotify che vale la pena conoscere.

Escludere playlist e brani dal profilo dei gusti di Spotify

Il primo strumento è particolarmente utile per chi utilizza Spotify in situazioni molto diverse. Una playlist con rumore bianco, musica rilassante per dormire o canzoni per bambini non rappresenta necessariamente i reali gusti musicali dell’utente.

Spotify permette quindi di escludere una playlist o una singola traccia dal profilo dei gusti. In questo modo gli ascolti passati e futuri di quel contenuto avranno un impatto minore sulle raccomandazioni e sui riepiloghi personalizzati.

Per utilizzare la funzione basta aprire il contenuto interessato, toccare il menu con i tre punti e scegliere “Escludi dal profilo dei tuoi gusti”. La modifica può richiedere fino a 48 ore per diventare effettiva, mentre alcune raccomandazioni, come Discover Weekly, potrebbero aggiornarsi soltanto la settimana successiva.

C’è inoltre una differenza importante rispetto alla semplice funzione per nascondere una canzone: nascondere un brano impedisce che venga riprodotto in una determinata playlist, mentre l’esclusione dal profilo dei gusti interviene sul peso che quell’ascolto ha nella personalizzazione.

Usare la sessione privata quando non si vogliono influenzare i consigli

Un altro strumento molto utile è la sessione privata di Spotify. Può servire quando si presta il proprio dispositivo a un’altra persona oppure quando si vogliono esplorare artisti e generi completamente diversi dalle proprie abitudini senza modificare temporaneamente le raccomandazioni.

Quando la sessione privata è attiva, i brani ascoltati non vengono condivisi nell’attività di ascolto e non vengono utilizzati per creare raccomandazioni personalizzate. La modalità viene inoltre applicata all’intero account, quindi interessa anche gli altri dispositivi collegati.

Su smartphone e tablet bisogna aprire la propria immagine del profilo, entrare in Impostazioni e privacy, raggiungere la sezione dedicata alla privacy e attivare la sessione privata. Sul computer l’opzione è accessibile direttamente dal menu dell’immagine del profilo.

Non bisogna però dimenticare di utilizzarla quando serve: Spotify la disattiva automaticamente dopo sei ore oppure quando l’applicazione viene riavviata.

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Filtri e ricerca aiutano a trovare più velocemente la musica salvata

Con centinaia o migliaia di canzoni memorizzate, trovare rapidamente un determinato contenuto può diventare complicato. Spotify mette a disposizione strumenti di ricerca, ordinamento e filtro all’interno della libreria e delle playlist, anche se le opzioni visualizzate possono cambiare in base al dispositivo, al contenuto e alla versione dell’app.

Nella libreria è possibile restringere rapidamente ciò che viene mostrato attraverso i filtri disponibili, mentre all’interno delle playlist si può utilizzare la ricerca per individuare un brano specifico. Spotify consente anche di modificare l’ordinamento, ad esempio mostrando i contenuti più recenti, quelli aggiunti di recente oppure disponendoli alfabeticamente.

Si tratta di una funzione semplice, ma particolarmente comoda per chi ha costruito negli anni una libreria molto grande e vuole evitare di scorrere interminabili elenchi di brani.

Crossfade per eliminare il silenzio tra una canzone e l’altra

Durante una festa, un allenamento o una lunga sessione di lavoro, anche pochi secondi di silenzio possono interrompere il ritmo della musica. Il Crossfade di Spotify serve proprio a rendere più fluido il passaggio da una traccia alla successiva.

La funzione sovrappone la parte finale della canzone in riproduzione con l’inizio di quella seguente, applicando una dissolvenza. Gli utenti Premium possono regolarne la durata dalle impostazioni di riproduzione.

Su smartphone e tablet il percorso parte dall’immagine del profilo: bisogna entrare in Impostazioni e privacy, selezionare Riproduzione e utilizzare il cursore del Crossfade. Sul computer l’impostazione si trova invece nella sezione Riproduzione delle impostazioni.

Spotify offre anche altre tecnologie dedicate alle transizioni, come Automix e la riproduzione senza interruzioni. Va però considerato che alcune impostazioni delle transizioni non possono essere modificate durante l’utilizzo di Spotify Connect.

Smart Shuffle rende meno prevedibili le vecchie playlist

Quando una playlist viene ascoltata per mesi, prima o poi può iniziare a sembrare sempre uguale. Prima di crearne un’altra da zero si può provare Smart Shuffle, la modalità che affianca ai brani già presenti alcune raccomandazioni personalizzate.

Per gli utenti Premium su dispositivi mobili, Smart Shuffle può essere utilizzato nelle proprie playlist e nella raccolta dei brani preferiti. Toccando l’icona della riproduzione casuale è possibile passare tra le diverse modalità disponibili e riconoscere quando Smart Shuffle è attivo.

I contenuti consigliati vengono inseriti nella sessione insieme alle canzoni già conosciute, permettendo così di scoprire musica compatibile con l’atmosfera della playlist senza dover cercare manualmente nuovi brani.

Spotify permette inoltre agli utenti Premium di scegliere tra differenti stili di riproduzione casuale, compresa una modalità pensata per ridurre la frequenza delle ripetizioni. Piccole impostazioni come queste, sommate alla gestione del profilo dei gusti e alla sessione privata, possono rendere l’algoritmo più aderente alle reali abitudini di ascolto e l’utilizzo quotidiano dell’app decisamente più pratico.

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