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Avvolgere lo smartphone nella carta stagnola blocca davvero il segnale? Ecco cosa succede

Avvolgere uno smartphone nella carta stagnola può effettivamente ridurre o persino interrompere le comunicazioni wireless del dispositivo. Tuttavia, non basta necessariamente una singola passata di alluminio per renderlo completamente isolato.

Il principio fisico alla base dell’esperimento è reale: un involucro conduttore sufficientemente chiuso può attenuare le onde elettromagnetiche utilizzate dal telefono per comunicare. Il risultato dipende però da fattori come la copertura dell’involucro, la presenza di aperture e le frequenze coinvolte.

Perché una sola capa di alluminio potrebbe non bastare

Uno smartphone utilizza contemporaneamente diversi sistemi wireless, tra cui rete cellulare, Wi-Fi, Bluetooth e GPS. Avvolgendolo in modo incompleto, alcune di queste comunicazioni possono continuare a funzionare.

In una prova effettuata da Xataka con uno smartphone Android, una sola copertura sottile di alluminio non sarebbe stata sufficiente a interrompere tutte le connessioni. Utilizzando Trova il mio dispositivo di Google, il telefono risultava ancora raggiungibile, mentre il Bluetooth era stato interrotto.

La situazione è cambiata aumentando la schermatura e, soprattutto, chiudendo meglio le aperture. Con una seconda copertura di alluminio ben aderente, nella prova sono state interrotte rete mobile, Wi-Fi e Bluetooth. Il servizio di localizzazione non poteva quindi ottenere nuovi dati attraverso quelle connessioni e mostrava l’ultima posizione disponibile.

Il punto importante è proprio questo: non è semplicemente il numero di strati a determinare il risultato. Continuità della schermatura, aperture e caratteristiche del segnale possono influenzare notevolmente l’efficacia.

Cosa c’entra la gabbia di Faraday

Il fenomeno viene comunemente associato al principio della gabbia di Faraday. Un involucro realizzato con materiale conduttore può schermare i campi elettromagnetici, attenuando le onde radio che dovrebbero raggiungere le antenne presenti al suo interno.

La carta stagnola è realizzata in alluminio, un materiale conduttore. Se lo smartphone viene racchiuso in maniera sufficientemente efficace, i segnali radio provenienti dall’esterno possono essere attenuati fino al punto da impedire al dispositivo di mantenere una connessione.

Questo non significa però che qualsiasi pezzo di carta stagnola trasformi automaticamente il telefono in un dispositivo completamente irraggiungibile. Una schermatura improvvisata non offre le stesse garanzie di una gabbia di Faraday progettata appositamente, e piccole aperture possono compromettere il risultato.

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Significa che lo smartphone non può più essere localizzato?

Qui è necessario distinguere tra posizione del dispositivo e trasmissione della posizione.

Il GPS funziona principalmente ricevendo segnali dai satelliti: il telefono non deve trasmettere un segnale ai satelliti per calcolare la propria posizione. Una schermatura efficace può impedire anche la ricezione dei segnali satellitari, ma soprattutto può interrompere le connessioni necessarie per comunicare all’esterno una nuova posizione.

Un servizio come Trova il mio dispositivo potrebbe quindi continuare a mostrare l’ultima posizione registrata prima della perdita della connettività. Inoltre, i moderni sistemi di localizzazione possono utilizzare più tecnologie e reti di dispositivi, per cui non è corretto considerare la carta stagnola un metodo infallibile per eliminare ogni forma di tracciamento.

Soprattutto, interrompere temporaneamente le comunicazioni non cancella i dati già registrati. L’ultima posizione comunicata prima dell’isolamento può rimanere disponibile sui servizi utilizzati dal telefono.

Modalità aereo e spegnimento non sono esattamente la stessa cosa

La modalità aereo rappresenta una soluzione molto più pratica quando l’obiettivo è disabilitare le normali comunicazioni radio, ma sui dispositivi moderni Wi-Fi e Bluetooth possono essere gestiti separatamente e, in determinate configurazioni, rimanere o tornare attivi. È quindi necessario verificare quali connessioni siano effettivamente disabilitate.

Anche spegnere lo smartphone interrompe il suo normale funzionamento e le comunicazioni tradizionali. Non va però considerato automaticamente equivalente a una schermatura elettromagnetica: alcuni smartphone moderni dispongono di sistemi di localizzazione che possono avere comportamenti particolari anche quando il dispositivo appare spento.

La carta stagnola, insomma, non è soltanto un mito: dietro l’esperimento esiste un principio fisico concreto. Ma passare da “attenua le onde radio” a “nessuno può più rintracciare il telefono” è una semplificazione. Per ottenere un isolamento radio realmente affidabile serve una schermatura adeguata, mentre eventuali informazioni sulla posizione già trasmesse non vengono cancellate semplicemente avvolgendo il dispositivo.

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