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ChatGPT arriva sui vecchi Nokia: l’IA funziona anche sui cellulari del 2007

Un Nokia 6300 del 2007, con tastiera fisica, schermo minuscolo e connessione 2G, può tornare a dialogare con le intelligenze artificiali più conosciute del momento. ChatGPT, Claude, Gemini e Grok sono ora accessibili anche da alcuni vecchi telefoni Nokia grazie ad AIKON, un’applicazione sviluppata da Emir Karşıyakalı. È un progetto curioso, ma anche una dimostrazione di come dispositivi considerati obsoleti possano continuare a essere utili quando il lavoro più impegnativo viene affidato a un server esterno.

La novità non consiste nell’aver fatto girare un modello di intelligenza artificiale all’interno di un cellulare di quasi vent’anni fa. Il Nokia invia le domande, mentre il server contatta i servizi IA e restituisce le risposte in un formato che il telefono riesce a visualizzare. È una differenza fondamentale: il progetto non trasforma un vecchio processore in un acceleratore per l’IA, ma permette di utilizzare servizi moderni attraverso un’interfaccia compatibile con hardware molto datato.

AIKON: il progetto che porta ChatGPT sui vecchi Nokia

Tutto è iniziato con Claude S40, un esperimento pensato per collegare il Nokia 6300 al chatbot di Anthropic. Lo sviluppatore ha successivamente ampliato la compatibilità a ChatGPT di OpenAI, Gemini di Google e Grok di xAI, scegliendo il nome AIKON: la parola Nokia scritta al contrario.

Il primo telefono utilizzato per il progetto è stato il Nokia 6300 originale del 2007, da non confondere con la più recente versione 4G. L’applicazione è pensata per dispositivi compatibili con Java e con le piattaforme Nokia Series 40 e Series 60; tra i modelli provati figura anche il Nokia E63.

La compatibilità, tuttavia, non va data per scontata su ogni telefono Nokia del passato. Un dispositivo deve poter eseguire l’applicazione, collegarsi a una rete dati e comunicare correttamente con il servizio intermedio. Possedere un vecchio cellulare con tastiera non garantisce automaticamente il funzionamento di AIKON.

Come funziona ChatGPT su un cellulare del 2007

Il Nokia 6300 ha uno schermo da appena 240 × 320 pixel e un browser progettato quando il web utilizzava protocolli di sicurezza molto diversi da quelli attuali. Il telefono supporta infatti TLS 1.0, una versione ormai superata del protocollo che protegge le comunicazioni online. Molti servizi moderni non accettano più connessioni di questo tipo.

AIKON aggira il problema attraverso un server intermedio sviluppato in Go. Il telefono comunica con il server usando un collegamento compatibile con le sue capacità; il server, a sua volta, si connette alle API dei fornitori di intelligenza artificiale attraverso protocolli moderni. Le risposte vengono poi adattate e suddivise in blocchi di circa 8 KB, così da poter essere gestite dal dispositivo.

È quindi il server a custodire le credenziali necessarie per contattare i modelli. Il vecchio Nokia non deve elaborare miliardi di parametri: si limita a inviare testo, ricevere risultati e mostrarli sul display. Questa architettura spiega perché un hardware così limitato riesca comunque a interagire con sistemi di IA contemporanei.

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Non solo testo: foto, messaggi vocali e risposte offline

Nonostante i limiti dell’hardware, AIKON offre diverse funzioni oltre alla normale conversazione scritta. Puoi inviare una fotografia per farla analizzare da un modello compatibile, utilizzare ricerche sul web e registrare messaggi vocali della durata massima di circa 30 secondi. La trascrizione vocale viene effettuata tramite un servizio OpenAI sul server.

L’interfaccia comprende una modalità di lettura pensata per il piccolo display e scorciatoie utilizzabili con la tastiera fisica. Se il telefono dispone di una scheda di memoria, puoi anche salvare le risposte e consultarle successivamente senza connessione.

Quest’ultima possibilità non significa che ChatGPT funzioni offline. Le risposte già scaricate possono essere lette senza rete, ma per fare nuove domande serve comunque una connessione al server e, attraverso quest’ultimo, ai servizi di intelligenza artificiale.

Il sistema può conservare la cronologia delle conversazioni sul server fino a 30 giorni. L’applicazione è stata progettata per supportare diverse lingue, tra cui inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, russo, turco e indonesiano. L’italiano non figura tra le lingue dell’interfaccia documentate, anche se i modelli IA possono rispondere in italiano.

AIKON è gratuito? Ecco cosa serve per provarlo

Il progetto è open source e disponibile su Guthub, ma questo non significa necessariamente che utilizzare i modelli IA sia gratuito. La configurazione originale richiede un server in Go e le chiavi API dei servizi scelti, con costi legati al consumo dei token. In seguito lo sviluppatore ha messo a disposizione anche un’infrastruttura ospitata direttamente da lui, così da semplificare l’installazione.

La versione ospitata prevede una prova gratuita e l’acquisto di crediti per continuare a utilizzare il servizio. Chi preferisce gestire tutto autonomamente può invece consultare il codice sorgente e le istruzioni del progetto, tenendo conto dei costi del server e delle API.

Per la configurazione autonoma non basta quindi copiare un’applicazione sul telefono. Occorre predisporre il collegamento al server, gestire i certificati e verificare che il dispositivo possa accedere alla rete dati. È soprattutto un esperimento per appassionati di tecnologia e vecchi cellulari, più che un’alternativa immediata alle applicazioni IA per smartphone moderni.

Il vero ostacolo è il 2G: funzionerà anche in Italia?

La maggiore difficoltà non è necessariamente il software. Il Nokia 6300 originale utilizza la rete 2G, progressivamente dismessa in diversi Paesi. Negli Stati Uniti, dove le reti 2G sono state chiuse, il dispositivo non può più contare sulla normale connettività mobile necessaria per utilizzare AIKON.

In Italia alcune reti 2G risultano ancora disponibili, ma copertura e possibilità di trasmettere dati dipendono dall’operatore, dalla SIM e dalla zona. La presenza di segnale per chiamate o SMS non garantisce, da sola, che l’applicazione riesca a comunicare con il server. Prima di recuperare un vecchio Nokia dal cassetto, conviene verificare sia la rete disponibile sia la compatibilità del modello.

L’esperimento di AIKON dimostra qualcosa di interessante: per interagire con un’intelligenza artificiale moderna non serve sempre uno smartphone potente. Se il calcolo avviene altrove, anche un telefono del 2007 può diventare una finestra su ChatGPT, Claude e gli altri chatbot. Rimangono i limiti di connettività, costi e usabilità, ma il risultato è una seconda vita tecnologica per dispositivi che sembravano destinati soltanto alla nostalgia.

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