Darksword: il malware che colpisce gli iPhone nel conflitto ucraino

Un’indagine condotta da Google insieme alle società di sicurezza iVerify e Lookout ha portato alla luce una nuova e preoccupante campagna di cyber-spionaggio che prende di mira gli utenti iPhone in Ucraina. Al centro dell’operazione c’è Darksword, un sofisticato malware utilizzato da un gruppo di hacker collegato alla Russia.
L’attacco evidenzia un salto di qualità nelle tecniche di intrusione digitale, dimostrando come il conflitto moderno si estenda ben oltre il campo di battaglia tradizionale, coinvolgendo sempre più il cyberspazio.
Un’operazione coordinata e su larga scala
Secondo i ricercatori, dietro gli attacchi ci sarebbe il gruppo UNC6353, ritenuto vicino agli interessi dell’intelligence russa. La campagna non prendeva di mira singoli individui, ma sfruttava un approccio più ampio: venivano compromessi siti web ucraini e chiunque vi accedesse dal territorio nazionale rischiava l’infezione.
Questo metodo, definito “smash-and-grab”, consente di raccogliere rapidamente dati su un vasto numero di utenti, costruendo profili dettagliati su abitudini, comportamenti e attività digitali.
Darksword: un malware rapido e altamente evoluto
Ciò che rende Darksword particolarmente insidioso è la sua natura non persistente. A differenza di molti spyware tradizionali, il software agisce in pochi minuti: infetta il dispositivo, estrae le informazioni e poi si cancella automaticamente, riducendo le possibilità di essere rilevato.
Tra i dati presi di mira figurano password, messaggi, foto, cronologia di navigazione e contenuti provenienti da app come WhatsApp e Telegram. In alcuni casi, il malware è anche in grado di accedere a portafogli di criptovalute, anche se non ci sono prove concrete di un utilizzo sistematico per il furto di fondi.
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Le origini e l’evoluzione degli strumenti di attacco
Gli esperti hanno individuato collegamenti tra Darksword e un precedente kit di hacking chiamato Coruna, già impiegato in operazioni di spionaggio. Originariamente sviluppato per agenzie governative occidentali, Coruna è successivamente finito nelle mani di attori statali e criminali, favorendo la diffusione di strumenti avanzati.
Secondo alcuni analisti, è probabile che lo stesso fornitore abbia contribuito alla creazione di Darksword, confermando un mercato sempre più attivo nella vendita di cyber-armi sofisticate.
Una minaccia crescente per gli utenti Apple
Il caso Darksword mette in discussione la percezione diffusa secondo cui i dispositivi Apple siano meno vulnerabili agli attacchi su larga scala. La capacità di colpire numerosi utenti contemporaneamente rappresenta un cambiamento significativo nel panorama della sicurezza informatica.
In un contesto come quello ucraino, dove la guerra si combatte anche sul piano digitale, il rafforzamento della sicurezza e la consapevolezza degli utenti diventano elementi cruciali per difendersi da minacce sempre più sofisticate.
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