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Dati di politici e militari britannici nel dark web dopo l’attacco agli aeroporti

Una violazione informatica che aveva già coinvolto milioni di utenti potrebbe avere conseguenze ben più delicate del previsto. Gli hacker responsabili dell’attacco ai sistemi collegati a tre aeroporti britannici avrebbero infatti pubblicato nel dark web informazioni personali appartenenti non soltanto a comuni viaggiatori, ma anche a politici, giudici, celebrità, militari e dipendenti del settore della difesa.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, tra il materiale finito online figurerebbero anche informazioni riservate relative agli spostamenti programmati di un membro dello staff del Ministero dell’Interno britannico. La vicenda amplia così la portata di un incidente informatico che, inizialmente, sembrava riguardare soprattutto i dati personali dei clienti.

Nel dark web anche informazioni sugli spostamenti

I dati pubblicati dagli hacker riguarderebbero i viaggi di persone che lavorano in alcune delle istituzioni più importanti del Regno Unito. Tra queste figurano dipendenti del Parlamento britannico, personale del Ministero dell’Interno, della Bank of England e membri delle forze armate.

Particolarmente sensibile appare la presunta diffusione di informazioni sugli spostamenti futuri di un membro dello staff del Ministero dell’Interno. Dati di questo tipo possono assumere un’importanza diversa rispetto a semplici recapiti personali, soprattutto quando riguardano persone che operano in istituzioni pubbliche o in settori legati alla sicurezza nazionale.

L’episodio sarebbe collegato all’attacco informatico che ha interessato gli aeroporti di Manchester, East Midlands e Londra Stansted, tutti gestiti da Manchester Airports Group (MAG).

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L’attacco avrebbe coinvolto circa 8,7 milioni di clienti

Alla fine di agosto, The Guardian aveva riferito che i tre aeroporti erano stati coinvolti in un attacco informatico attraverso il quale gli aggressori avrebbero ottenuto accesso ai dati di circa 8,7 milioni di clienti.

Manchester Airports Group aveva spiegato che le informazioni compromesse comprendevano indirizzi email, numeri di telefono, targhe dei veicoli e codici postali. La società aveva inoltre precisato che il sistema violato non conteneva dati bancari o informazioni di pagamento.

Secondo quanto comunicato da MAG, l’incidente non avrebbe compromesso né la sicurezza dei passeggeri né il normale funzionamento degli aeroporti. Le nuove informazioni sulla pubblicazione dei dati nel dark web, tuttavia, spostano l’attenzione sulle possibili conseguenze successive alla sottrazione delle informazioni.

La presenza tra le persone coinvolte di esponenti politici, personale militare, giudici e dipendenti di organismi pubblici rende infatti il caso particolarmente delicato. La diffusione di informazioni personali e relative agli spostamenti può aumentare i rischi legati a tentativi di phishing, impersonificazione e altre attività mirate.

Le violazioni di grandi database restano un rischio concreto

Il caso britannico si inserisce in un contesto più ampio di attacchi contro organizzazioni che custodiscono grandi quantità di informazioni personali. In precedenza, un’altra violazione aveva portato alla sottrazione dei dati di circa 1,2 milioni di residenti in Lettonia dai sistemi dell’autorità locale responsabile della motorizzazione.

L’attacco ai sistemi collegati agli aeroporti britannici mostra ancora una volta come una violazione informatica possa assumere dimensioni diverse nel tempo: alla sottrazione iniziale dei dati può infatti seguire la loro diffusione o il loro utilizzo da parte di soggetti terzi.

Nel caso di Manchester Airports Group, l’assenza di informazioni bancarie tra i dati compromessi limita una parte dei rischi immediati. La presunta pubblicazione nel dark web di informazioni appartenenti a persone con incarichi istituzionali, militari o legati alla difesa mantiene però alta l’attenzione sulle conseguenze della violazione.

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