News

DNS4EU costretto a bloccare siti pirata: decisione del tribunale francese

La lotta alla pirateria online in Europa compie un nuovo passo significativo. Il tribunale giudiziario di Parigi ha infatti stabilito che anche i fornitori di risoluzione DNS, tra cui DNS4EU, devono contribuire attivamente al blocco dei siti di streaming illegali.

Si tratta di una decisione che amplia ulteriormente il raggio d’azione delle misure antipirateria, coinvolgendo non solo provider Internet tradizionali, ma anche una vasta gamma di intermediari digitali.

Una stretta sempre più ampia contro la pirateria

Già dal 2024, la giustizia francese ha iniziato a estendere gli obblighi di blocco oltre gli operatori di rete. In una prima fase sono stati coinvolti servizi come Cloudflare, Google e Cisco, obbligati a intervenire tramite i propri resolver DNS.

Successivamente, nel mirino sono finiti anche i provider VPN e i motori di ricerca, considerati strumenti in grado di aggirare le restrizioni imposte agli utenti. L’obiettivo è chiaro: chiudere tutte le possibili vie di accesso ai contenuti pirata.

Questa strategia è stata ulteriormente rafforzata con l’introduzione di ordini “combinati”, che impongono simultaneamente il blocco a più categorie di intermediari, aumentando così l’efficacia complessiva delle misure.

Leggi anche:

DNS4EU entra nel mirino delle autorità

Tra i nuovi soggetti coinvolti figura DNS4EU, un progetto nato con il supporto dell’Unione Europea per offrire un’alternativa sicura e orientata alla privacy rispetto ai servizi extra-UE.

Il 17 aprile, il tribunale di Parigi ha emesso due ordinanze che impongono al servizio, gestito dalla società Whalebone, di bloccare decine di domini legati allo streaming illegale di eventi sportivi, tra cui Formula 1 e MotoGP.

Le misure, richieste dall’emittente Canal+, resteranno in vigore fino al termine delle rispettive stagioni sportive.

Blocco globale e polemiche

Uno degli aspetti più controversi riguarda l’applicazione delle restrizioni. Sebbene l’ordine sia stato emesso da un tribunale francese, Whalebone ha confermato che il blocco viene applicato a livello globale su tutta l’infrastruttura DNS4EU.

Questo significa che anche utenti al di fuori della Francia possono incontrare limitazioni nell’accesso ai siti coinvolti, un approccio che solleva dubbi sul possibile overblocking e sulle implicazioni per la libertà di accesso a Internet.

L’azienda ha comunque sottolineato di agire nel rispetto delle decisioni giudiziarie europee e di puntare sulla trasparenza, informando gli utenti sui domini bloccati e sulle motivazioni.

Un precedente importante per il futuro

Questa decisione rappresenta un precedente rilevante per l’intero ecosistema digitale europeo. Coinvolgere DNS, VPN e altri intermediari significa ridefinire il concetto di responsabilità nella gestione dei contenuti online.

Allo stesso tempo, resta aperto il dibattito sull’equilibrio tra contrasto alla pirateria e tutela dei diritti degli utenti, soprattutto quando le misure adottate superano i confini nazionali.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].

Condividi l'articolo

Scopri di piรน da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Piรน recenti
Vecchi Le piรน votate