Il Pentagono pubblica nuovi file sugli UAP: nei documenti anche warp drive, wormhole e studi sulle lesioni

Il Pentagono ha pubblicato il 18 settembre 2026 il sesto gruppo di documenti governativi dedicati ai fenomeni anomali non identificati (UAP), termine oggi utilizzato dalle autorità statunitensi per indicare ciò che in passato veniva comunemente definito UFO. Il materiale comprende documenti tecnici, filmati militari e registrazioni storiche che coprono un arco temporale dal 1952 al 2025.
La parte che sta attirando maggiore attenzione riguarda AAWSAP, un programma della Defense Intelligence Agency avviato nel 2008 e terminato nel 2012. Tra i documenti compaiono studi su tecnologie estremamente speculative, come warp drive, wormhole attraversabili, antigravità, propulsione a massa negativa e sistemi di invisibilità. La loro pubblicazione, tuttavia, non dimostra che queste tecnologie esistano o siano state sviluppate operativamente dagli Stati Uniti.
Nel nuovo archivio decine di documenti del programma AAWSAP
Secondo la ricostruzione pubblicata da CBS News, il nuovo rilascio comprende 71 file, dei quali 67 provenienti dal Dipartimento della Guerra statunitense e quattro dalle forze dell’ordine del Colorado. Nel complesso si contano 55 PDF, 15 video e una registrazione audio.
Il nucleo più consistente è costituito da 37 Defense Intelligence Reference Documents (DIRD) realizzati nell’ambito di AAWSAP. Molti di questi documenti erano già diventati pubblici negli anni precedenti attraverso richieste basate sul Freedom of Information Act, mentre le nuove versioni rendono disponibili alcuni dettagli precedentemente oscurati.
I titoli possono apparire sorprendenti. Nell’archivio figurano analisi dedicate a warp drive e manipolazione delle dimensioni extra, wormhole attraversabili, energia negativa, metamateriali, antigravità, estrazione di energia dal vuoto quantistico e propulsione basata sulla massa negativa.
È però fondamentale distinguere lo studio teorico dalla dimostrazione sperimentale. Il Pentagono precisa che questi DIRD devono essere interpretati principalmente come documenti di riferimento e sintesi, non come prova della validità dei concetti analizzati. La loro presenza negli archivi governativi dimostra quindi l’interesse del programma verso determinate possibilità teoriche, non l’esistenza di tecnologie funzionanti basate su quei principi.
Uno studio analizzava misteriose lesioni riportate da tre persone
Tra i materiali AAWSAP figura anche un documento del 2010 dedicato agli effetti biologici associati a sistemi aerospaziali anomali.
Il rapporto prendeva in esame il caso di tre persone, descritte come ingegneri specializzati in antenne, che avrebbero manifestato problemi di salute dopo un evento anomalo collegato all’ambito aerospaziale. I sintomi riportati comprendevano alterazioni cutanee, sensazione di calore e perdita di capelli; per uno dei soggetti il documento menzionava anche segni compatibili con esposizione a radiazioni e successivi problemi medici.
Il documento non identifica però con certezza la sorgente responsabile dell’esposizione. Anche in questo caso, quindi, il materiale non costituisce una dimostrazione che le lesioni siano state provocate da un veicolo extraterrestre o da una specifica tecnologia sconosciuta.
L’autore confrontò gli episodi con casi conosciuti di lesioni provocate da radiofrequenze, cercando di individuare analogie tra i sintomi osservati e quelli prodotti da sorgenti convenzionali.
Questa distinzione è particolarmente importante perché la pubblicazione di documenti UAP può facilmente essere interpretata come conferma di ipotesi che gli stessi documenti non dimostrano.

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Nuovi video mostrano oggetti ancora non identificati
Il sesto rilascio contiene anche 15 filmati. Diversi mostrano oggetti ripresi attraverso sistemi militari durante operazioni condotte in Medio Oriente.
Un rapporto relativo a un episodio del 2022 descrive oggetti osservati durante una missione che si sarebbero mossi a velocità comprese indicativamente tra 80 e 180 miglia orarie. Gli operatori ne stimarono le dimensioni tra uno e due metri e riferirono movimenti irregolari nell’area osservata.
Un altro episodio riguarda circa sei piccoli oggetti sferici osservati mentre si muovevano insieme e cambiavano frequentemente direzione. Il caso viene riportato come non spiegato nei materiali pubblicati.
Quattro video provengono invece dalle forze dell’ordine del Colorado e risalgono all’ottobre 2023. Uno degli agenti descrisse un fenomeno silenzioso caratterizzato da luci lampeggianti rosse, blu e verdi.
La definizione di UAP, anche in questi casi, significa semplicemente che il fenomeno non è stato identificato sulla base delle informazioni disponibili. Non equivale a identificarne l’origine come extraterrestre.
Nell’archivio anche una registrazione risalente al 1952
Il materiale pubblicato dal Pentagono non riguarda soltanto episodi recenti. Una delle testimonianze storiche più interessanti è una registrazione audio di circa un’ora con una presentazione dell’ufficiale dell’Air Force Edward J. Ruppelt, risalente al 1952.
Ruppelt avrebbe successivamente diretto Project Blue Book, il programma dell’Aeronautica statunitense dedicato all’analisi delle segnalazioni UFO tra il 1952 e il 1969.
Nella registrazione spiegava che una parte dei rapporti esaminati dall’Air Force non aveva ricevuto una spiegazione definitiva. Il materiale permette quindi di osservare direttamente come le autorità militari statunitensi affrontavano il fenomeno già più di 70 anni fa.


La pubblicazione dei file continuerà
L’operazione rientra nel programma governativo PURSUE, attraverso il quale l’amministrazione statunitense sta rendendo pubblici progressivamente documenti storici e declassificati relativi agli UAP. Il Pentagono ha confermato che ulteriori file verranno pubblicati progressivamente.
L’iniziativa segue la direttiva annunciata dal presidente Donald Trump il 19 febbraio 2026, con la quale alle agenzie federali è stato chiesto di individuare, esaminare e rendere pubblici i documenti governativi disponibili relativi a UFO, UAP e vita extraterrestre, nei limiti previsti dalla classificazione e dalla sicurezza nazionale.
Archivio ufficiale PURSUE sui file UAP
Il sesto rilascio offre quindi una quantità considerevole di materiale storico e tecnico, ma richiede cautela nell’interpretazione. Studiare warp drive o wormhole non significa averli costruiti, così come classificare un oggetto come UAP non significa averne stabilito un’origine extraterrestre. I documenti mostrano soprattutto quanto a lungo il governo statunitense abbia raccolto segnalazioni e studiato tecnologie aerospaziali non convenzionali, lasciando ancora aperta l’identificazione di alcuni episodi.
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