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La Francia accelera contro la pirateria: via libera al blocco automatico delle dirette sportive illegali

La Francia compie un nuovo passo nella lotta alla pirateria online e introduce un sistema destinato a rendere molto più rapida la chiusura delle piattaforme che trasmettono illegalmente eventi sportivi in diretta. Il Parlamento ha infatti approvato una riforma che attribuisce ad ARCOM, l’autorità francese competente per il settore audiovisivo e digitale, il potere di attivare blocchi automatici e in tempo reale durante le trasmissioni sportive.

L’obiettivo è ridurre drasticamente i tempi di intervento contro i siti che cambiano dominio o indirizzo IP per eludere i provvedimenti di oscuramento, una pratica molto diffusa soprattutto durante le partite di calcio e altri eventi seguiti da milioni di spettatori.

Addio alle verifiche preventive per ogni nuovo sito

Fino a oggi il sistema francese prevedeva una procedura piuttosto articolata. I titolari dei diritti televisivi dovevano ottenere un’ordinanza del tribunale che autorizzasse il blocco di specifici domini, mentre provider Internet, servizi DNS e VPN erano tenuti a impedirne l’accesso.

Quando emergevano nuovi siti pirata, era necessario un ulteriore controllo da parte degli ispettori di ARCOM, incaricati di verificare manualmente che ogni piattaforma stesse effettivamente trasmettendo contenuti protetti prima di ordinarne il blocco.

Questo meccanismo, seppur efficace, comportava ritardi che potevano durare anche diversi giorni, un limite particolarmente evidente nel caso degli eventi trasmessi in diretta.

Con la nuova legge, approvata il 21 luglio, questa fase preventiva viene eliminata. Una volta ottenuta l’autorizzazione iniziale del tribunale, ARCOM potrà inviare automaticamente ai fornitori di servizi i nuovi domini o indirizzi IP individuati durante la diretta, imponendo il blocco senza indugio.

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Supervisione umana per limitare gli errori

Nonostante il maggiore livello di automazione, la Francia ha deciso di mantenere un elemento di controllo umano. Gli operatori di ARCOM continueranno infatti a verificare successivamente i blocchi effettuati e i soggetti coinvolti potranno presentare ricorso anche mentre l’evento sportivo è ancora in corso.

Questa scelta punta a ridurre il rischio di overblocking, ovvero il blocco accidentale di servizi perfettamente legittimi, una problematica che ha suscitato numerose polemiche in altri Paesi.

Il modello italiano come punto di riferimento

Tra le fonti di ispirazione della riforma figura apertamente il sistema italiano Piracy Shield, citato dallo stesso regolatore francese in uno studio presentato all’Assemblée nationale nel 2025.

Anche il presidente di AGCOM, Massimiliano Capitanio, ha accolto positivamente la decisione francese, sottolineando come il nuovo modello richiami da vicino quello già adottato in Italia.

Tuttavia, il riferimento resta controverso. Piracy Shield è stato infatti criticato in più occasioni per episodi di overblocking, che in alcuni casi hanno coinvolto anche infrastrutture utilizzate da servizi perfettamente legittimi, alimentando il dibattito sulla necessità di bilanciare la tutela del diritto d’autore con la salvaguardia dell’accesso ai contenuti online.

La riforma aprirà anche ai titolari dei diritti stranieri

La nuova normativa introduce un’altra novità rilevante: anche gli organizzatori o i detentori dei diritti di competizioni sportive estere potranno rivolgersi ai tribunali francesi per ottenere provvedimenti di blocco.

Ciò potrebbe consentire a organizzazioni come LaLiga o la Premier League di chiedere l’intervento della giustizia francese per contrastare la diffusione illegale delle proprie competizioni sul territorio nazionale.

Il nuovo sistema non entrerà comunque in funzione immediatamente. Saranno infatti necessari ulteriori passaggi attuativi prima della piena operatività, prevista entro la fine dell’anno. Resta inoltre da chiarire se gli ordini di blocco già esistenti verranno automaticamente trasferiti al nuovo meccanismo oppure se la procedura riguarderà esclusivamente i provvedimenti emessi in futuro.

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