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Gemini potrebbe introdurre la funzione per trasferire chat da altri chatbot

Negli ultimi giorni stanno emergendo nuovi indizi sulle prossime evoluzioni di Gemini, il chatbot sviluppato da Google. Alcuni utenti particolarmente attenti hanno individuato funzionalità sperimentali nella versione web che suggeriscono un cambiamento significativo nel modo di utilizzare l’assistente. Tra queste, spicca una possibile opzione per importare conversazioni da altri chatbot, affiancata da strumenti avanzati dedicati a immagini e video.

Si tratta, al momento, di funzioni non ufficiali, visibili solo in ambienti di test. Tuttavia, la loro presenza nell’interfaccia lascia intuire che Google stia lavorando per rendere Gemini sempre più centrale e interoperabile rispetto ad altre piattaforme di intelligenza artificiale.

Importazione delle chat da altre reti neurali

La novità più interessante riguarda la comparsa di un pulsante dedicato all’importazione delle chat, individuato nel menu per l’allegato dei file. Selezionandolo, l’utente accede a una schermata con istruzioni dettagliate per trasferire le conversazioni provenienti da altre reti neurali direttamente nella cronologia delle attività di Gemini.

Il meccanismo previsto sarebbe piuttosto semplice: prima occorre scaricare l’archivio delle chat dal chatbot di origine, poi caricare il file all’interno di Gemini. In questo modo, l’assistente potrebbe ricostruire lo storico dei dialoghi, offrendo una continuità d’uso finora assente tra le diverse piattaforme di AI.

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Nuove funzioni per video e immagini

Oltre al trasferimento delle conversazioni, la versione di prova mostra anche un’opzione chiamata Likeness, accessibile dalle impostazioni. Questo comando rimanda a una sezione denominata Video Verification, che potrebbe essere collegata a future capacità di analisi e verifica dei contenuti video, un tema sempre più rilevante nel contesto dell’AI generativa.

Un’ulteriore indiscrezione riguarda invece le immagini: Gemini potrebbe consentire il download delle immagini generate in risoluzione 4K. Un miglioramento che andrebbe incontro alle esigenze di creatori di contenuti e professionisti, interessati a output visivi di qualità più elevata.

Quando arriveranno queste novità

Al momento, non esiste una data ufficiale per il rilascio di queste funzioni nella versione stabile di Gemini. Come spesso accade, alcune caratteristiche individuate nei test potrebbero non vedere mai la luce o arrivare in forma diversa rispetto a quanto osservato.

Resta però evidente l’intento di Google di trasformare Gemini in un assistente sempre più completo, flessibile e integrato, capace non solo di generare contenuti, ma anche di unificare l’esperienza dell’utente tra più strumenti di intelligenza artificiale.

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