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GTA 6 “distrugge l’anima”: in Russia scoppia la polemica sul gioco

GTA 6 non è ancora uscito, ma in Russia c’è già chi invita a non giocarci. A lanciare il controverso appello è Mikhail Ivanov, presidente del movimento pubblico “Russia Ortodossa”, secondo il quale il nuovo capitolo di Grand Theft Auto trasmetterebbe valori pericolosi, trasformando criminalità, violenza e trasgressione in comportamenti da imitare. Le sue parole arrivano proprio nei giorni in cui Rockstar Games ha pubblicato il trailer di lancio dell’attesissimo videogioco.

Ivanov non si limita a criticare GTA 6: invita direttamente i genitori a non acquistarlo per i figli e sostiene che spendere denaro per il titolo significhi sostenere un prodotto capace di “distruggere l’anima”. Dichiarazioni destinate a far discutere, soprattutto perché chiamano in causa una domanda vecchia quanto i videogiochi stessi: un’opera che racconta il crimine può davvero spingere chi gioca a comportarsi come i suoi protagonisti?

“GTA 6 distrugge i valori”: l’attacco di Mikhail Ivanov

Per il presidente di “Russia Ortodossa”, il problema nasce dall’identità stessa della saga di Rockstar. In Grand Theft Auto, osserva, il giocatore veste spesso i panni di personaggi che rubano automobili, partecipano a sparatorie, trafficano sostanze illegali e affrontano la polizia. Ivanov ritiene che questa libertà d’azione non sia una semplice scelta narrativa, ma veicoli una visione del mondo in cui denaro, potere e prevaricazione occupano una posizione centrale.

La sua critica è anche religiosa. A suo giudizio, i comportamenti rappresentati nel gioco entrano in conflitto con comandamenti cristiani come “Non uccidere”, “Non rubare” e “Non commettere adulterio”. Da qui l’idea che acquistare GTA 6 non rappresenti soltanto una spesa per l’intrattenimento, ma una decisione con conseguenze morali.

Ivanov sostiene inoltre che l’esposizione a simili contenuti possa portare gli adolescenti a considerare normali violenza e mancanza di rispetto per gli altri. Nelle sue dichiarazioni arriva a collegare questa presunta influenza ai comportamenti aggressivi e agli episodi di criminalità giovanile. Si tratta delle sue valutazioni personali, non di un rapporto causale dimostrato dalle sue dichiarazioni.

L’appello ai genitori: “Non comprate GTA 6 ai vostri figli”

Il bersaglio principale del messaggio sono le famiglie. Se tuo figlio ti chiedesse di comprare GTA 6, secondo Ivanov non dovresti accettare immediatamente soltanto perché è il videogioco del momento. Il rappresentante di “Russia Ortodossa” suggerisce invece di parlarne, spiegando che un prodotto popolare e divertente non è necessariamente adatto a ogni età.

La posizione, per quanto drastica, contiene due aspetti differenti. Da un lato c’è la richiesta di prestare attenzione ai contenuti destinati ai minorenni, una responsabilità che riguarda qualsiasi forma di intrattenimento. Dall’altro emerge una condanna morale più ampia della serie, rivolta potenzialmente anche al pubblico adulto e fondata su convinzioni religiose.

È importante chiarire che Ivanov non ha annunciato un divieto nazionale né una decisione delle autorità russe. Il suo intervento è un invito a non acquistare e non utilizzare il gioco. Non equivale a un provvedimento ufficiale che impedisca la vendita di GTA 6 o ne vieti il possesso.

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Videogiochi violenti e criminalità: cosa dice la ricerca

La discussione sui possibili effetti dei videogiochi violenti è reale, ma richiede più sfumature di un semplice sì o no. Nel 2020, l’American Psychological Association ha richiamato esplicitamente l’attenzione sul rischio di attribuire fenomeni complessi, come la violenza grave, all’utilizzo di videogiochi. Le prove disponibili non erano sufficienti a sostenere un legame causale fra giochi violenti e comportamenti criminali violenti.

Alcune ricerche hanno individuato associazioni limitate con manifestazioni di aggressività meno gravi, ma questi risultati non dimostrano che giocare a un titolo come GTA 6 porti a commettere reati. Altri studi hanno inoltre discusso la solidità metodologica di una parte delle ricerche precedenti. Rappresentare un comportamento in un’opera di finzione non significa automaticamente insegnare a riprodurlo nella realtà.

Questo non vuol dire che ogni videogioco sia adatto a qualsiasi età. GTA contiene temi adulti, linguaggio forte e violenza esplicita: se stai scegliendo un prodotto per un minorenne, è ragionevole controllarne la classificazione e conoscere i contenuti. Il punto è distinguere una scelta educativa consapevole dall’affermazione, molto più difficile da provare, che il gioco provochi direttamente criminalità.

GTA 6 arriva il 19 novembre: trailer finale e prezzi

Intanto Rockstar Games prosegue la campagna di lancio. Il 15 ottobre 2026 è stato pubblicato il trailer di lancio di Grand Theft Auto VI, che riporta ancora una volta l’attenzione su Jason e Lucia, protagonisti di una vicenda criminale ambientata nello Stato immaginario di Leonida, con il ritorno di Vice City. Un colpo finito male li trascina in una cospirazione che li costringe a contare l’uno sull’altra.

Il gioco è atteso il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Il prezzo annunciato sul mercato statunitense è di 79,99 dollari per l’edizione standard e 99,99 dollari per la Ultimate Edition, che include contenuti aggiuntivi. Nei negozi digitali italiani la versione base è indicata a 79,99 euro, mentre la Ultimate Edition costa 99,99 euro. Non è previsto un lancio contemporaneo su PC.

Per Rockstar, il trailer è un altro passo verso uno degli appuntamenti videoludici più attesi degli ultimi anni. Per Ivanov, invece, rappresenta l’occasione per ribadire un monito morale. Due letture radicalmente differenti dello stesso prodotto, che mettono ancora una volta al centro il rapporto fra libertà creativa, responsabilità dei genitori e pubblico adulto.

Un gioco può raccontare il crimine senza approvarlo?

È qui che la polemica diventa interessante. Un videogioco può farti interpretare un fuorilegge, così come un film può raccontare la storia di un assassino o un romanzo può seguire le vicende di un criminale. La presenza di questi personaggi non basta, da sola, a stabilire quale messaggio morale l’opera trasmetta. A contare sono anche il contesto, il tono narrativo, la satira e il modo in cui vengono rappresentate le conseguenze delle azioni.

Allo stesso tempo, non devi ignorare che GTA 6 è rivolto a un pubblico maturo e contiene materiale non adatto ai bambini. Puoi considerare legittima la preoccupazione per l’età dei giocatori senza condividere l’idea che un’opera di intrattenimento sia responsabile delle violenze nella società.

La decisione se acquistarlo o meno resta quindi una scelta personale, informata dai contenuti e dall’età di chi giocherà. Tu come interpreti le parole di Ivanov? Come un richiamo utile all’attenzione dei genitori oppure come una critica che confonde la finzione con la realtà?

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