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I bot superano gli utenti umani: per la prima volta dominano il traffico Internet

Per la prima volta nella storia del web, il traffico Internet generato dai bot ha superato quello prodotto dagli utenti in carne e ossa. A evidenziare questo cambiamento è stato Matthew Prince, amministratore delegato di Cloudflare, azienda specializzata in servizi per la sicurezza e le prestazioni dei siti web.

Attraverso un messaggio pubblicato su X, il manager ha commentato i dati raccolti da Cloudflare Radar affermando che il fenomeno si è verificato molto più rapidamente di quanto lui stesso si aspettasse. Sebbene abbia riconosciuto che la visualizzazione statistica possa apparire complessa e non sempre immediata da interpretare, ha sottolineato che la tendenza ormai sembra chiara.

Secondo le rilevazioni effettuate tra il 29 maggio e il 4 giugno 2026, i bot hanno generato il 57,5% delle richieste HTTP globali relative ai contenuti HTML. Gli utenti umani, invece, si sono fermati al 42,5%. Si tratta di un risultato simbolico ma estremamente significativo, perché segna il primo sorpasso ufficiale delle attività automatizzate su quelle effettuate direttamente dalle persone.

L’intelligenza artificiale spinge la crescita del traffico automatico

Prince ha precisato che questo aumento non dipende principalmente dai tradizionali crawler dei motori di ricerca o da altri sistemi automatici utilizzati da anni sul web. Il vero motore della crescita sarebbe rappresentato dai nuovi agenti basati sull’intelligenza artificiale.

Questi sistemi sono progettati per raccogliere enormi quantità di dati destinati all’addestramento dei modelli AI oppure per svolgere attività specifiche in autonomia per conto degli utenti. La diffusione sempre più ampia di queste tecnologie sta quindi modificando in modo profondo la composizione del traffico online.

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Torna il dibattito sulla teoria dell’“Internet morto”

La notizia ha inevitabilmente riacceso l’interesse verso la cosiddetta teoria dell’Internet morto, una visione spesso considerata una teoria del complotto secondo cui gran parte delle attività presenti in rete non sarebbe più prodotta da esseri umani.

Secondo questa interpretazione, Internet avrebbe iniziato a trasformarsi radicalmente tra il 2016 e il 2017, lasciando progressivamente spazio a contenuti generati da algoritmi e interazioni automatizzate. In questo scenario, i bot comunicherebbero sempre più spesso con altri bot, creando l’impressione di una comunità digitale viva e partecipata.

Sebbene tale teoria non sia supportata da prove definitive, i dati diffusi da Cloudflare mostrano come la presenza dei sistemi automatizzati sul web stia diventando sempre più rilevante. Non sorprende quindi che il tema sia arrivato anche nel dibattito politico, con alcuni esponenti della Duma di Stato russa che hanno recentemente affermato che uno scenario simile potrebbe, almeno in parte, concretizzarsi nel prossimo futuro.

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