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L’intelligenza artificiale aumenta i licenziamenti tra i lavoratori più qualificati: lo studio

L’intelligenza artificiale sta modificando il mercato del lavoro più rapidamente del previsto e, secondo un nuovo rapporto del California Policy Lab, i primi a subirne le conseguenze sono proprio i lavoratori con un elevato livello di istruzione. Contrariamente all’idea che l’IA sostituirà soprattutto le mansioni meno qualificate, i dati mostrano un aumento della disoccupazione tra laureati, professionisti e specialisti impiegati nei settori maggiormente esposti alle nuove tecnologie.

Dall’arrivo di ChatGPT alla fine del 2022, le richieste di sussidio di disoccupazione da parte dei laureati sono aumentate sensibilmente. Le domande mensili sono passate da circa 13.000 a oltre 22.000, per poi ridursi ma restare comunque stabilmente sopra i livelli precedenti, attestandosi oggi intorno alle 16.000 richieste al mese.

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La California è il primo laboratorio degli effetti dell’IA

La California, grazie alla forte presenza di aziende tecnologiche nella Bay Area, rappresenta il territorio dove l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione emerge con maggiore evidenza. Il rapporto sottolinea che sviluppatori, analisti, ingegneri e altre figure altamente specializzate sono tra le prime categorie a risentire dell’automazione.

Lo studio introduce anche il California AI Unemployment Tracker (CAIT), uno strumento che monitora quasi in tempo reale gli effetti dell’IA sul mercato del lavoro e che potrebbe aiutare i legislatori a progettare politiche di sostegno più efficaci.

L’IA è ormai una delle principali cause di licenziamento negli USA

Un ulteriore rapporto di Challenger, Gray & Christmas evidenzia come nel 2026 l’intelligenza artificiale sia diventata una delle principali motivazioni dei licenziamenti negli Stati Uniti. Solo a giugno oltre 14.000 posti di lavoro sono stati eliminati per effetto dell’adozione di sistemi basati sull’IA, mentre dall’inizio dell’anno oltre 100.000 annunci di tagli hanno citato direttamente l’automazione come causa principale. Il settore tecnologico continua a essere quello maggiormente coinvolto, confermando una trasformazione strutturale del mercato del lavoro.

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