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Incubatrici hi-tech per i prematuri: così la tecnologia ricrea l’ambiente del grembo materno

Ogni anno nel mondo nascono prematuramente circa 15 milioni di bambini, pari a circa una nascita su dieci. Per molti di loro le prime settimane di vita rappresentano una fase estremamente delicata, perché polmoni e altri organi possono non aver ancora raggiunto la maturità necessaria per adattarsi completamente alla vita fuori dall’utero.

Le moderne unità di terapia intensiva neonatale cercano quindi di offrire ai neonati un ambiente protetto nel quale continuare il proprio sviluppo. Al centro di questo sistema ci sono incubatrici sempre più sofisticate, affiancate da ventilatori e strumenti di monitoraggio capaci di controllare numerosi parametri.

Secondo Gildardo Salgado, Managing Director Central & South America North di Dräger, queste tecnologie hanno l’obiettivo di accompagnare il neonato prematuro nelle diverse fasi della terapia intensiva fino a quando le sue condizioni consentono il ritorno a casa con i genitori o i tutori.

L’incubatrice moderna controlla molto più della temperatura

L’incubatrice neonatale non serve soltanto a mantenere il bambino al caldo. Il suo compito è creare condizioni ambientali controllate che favoriscano lo sviluppo del neonato durante una fase nella quale, in circostanze normali, sarebbe ancora all’interno dell’utero materno.

Le apparecchiature sviluppate da Dräger, azienda tedesca specializzata nelle tecnologie mediche, consentono di monitorare e gestire diversi fattori, tra cui temperatura, ossigenazione e condizioni ambientali.

Un aspetto particolarmente importante è quello del rumore. In una terapia intensiva neonatale sono presenti apparecchiature, allarmi e personale sanitario, elementi che possono aumentare il livello sonoro intorno al piccolo paziente.

Per questo motivo le incubatrici vengono progettate anche per mantenere l’esposizione acustica entro livelli adeguati, cercando di ridurre le sollecitazioni che potrebbero disturbare il neonato. L’obiettivo è offrirgli un ambiente quanto più stabile e protetto possibile mentre prosegue il proprio sviluppo.

L’incubatrice, tuttavia, rappresenta soltanto una parte dell’assistenza. Nei bambini nati prima del termine uno dei problemi più delicati riguarda infatti la maturità dei polmoni.

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Ventilazione e immagini dei polmoni direttamente al letto del neonato

Alcuni bambini prematuri necessitano di supporto respiratorio, la cui intensità viene stabilita dai medici in funzione delle condizioni e della maturità polmonare del singolo paziente.

Per rendere più preciso il monitoraggio della ventilazione, Dräger dispone anche di una tecnologia basata sulla tomografia a impedenza elettrica, che permette di ottenere informazioni sulla distribuzione della ventilazione nei polmoni direttamente al letto del paziente.

Il sistema utilizza una cintura posizionata intorno al torace. Durante la respirazione vengono rilevate le variazioni dell’impedenza elettrica e, attraverso questi dati, il dispositivo produce una rappresentazione in tempo reale utile al personale sanitario per osservare come l’aria viene distribuita nei polmoni.

Uno dei vantaggi è la possibilità di effettuare questo tipo di monitoraggio senza dover trasferire continuamente il paziente verso altri reparti per ottenere informazioni sulla ventilazione polmonare.

I medici possono così valutare la risposta alla terapia e utilizzare i dati disponibili per adattare i parametri della ventilazione alle esigenze del paziente. Nei neonati prematuri, dove dimensioni estremamente ridotte e fragilità rendono ogni intervento particolarmente delicato, poter monitorare l’effetto della terapia direttamente in terapia intensiva rappresenta un importante supporto clinico.

Dalla terapia intensiva al trasporto medicalizzato

La protezione del neonato deve continuare anche quando è necessario spostarlo. Per questa ragione esistono incubatrici progettate per il trasporto medicalizzato, utilizzate nei trasferimenti all’interno delle strutture sanitarie o tra ospedali differenti.

Questi sistemi permettono di mantenere un ambiente controllato durante il viaggio e di garantire la continuità dell’assistenza anche lontano dalla postazione fissa della terapia intensiva neonatale.

Secondo quanto riferito dal dirigente di Dräger, tecnologie di questo tipo sono utilizzate anche in America Latina, mentre l’azienda dispone complessivamente di oltre 20.000 apparecchiature di questa categoria installate nel mondo.

Incubatrici, sistemi di ventilazione e tecnologie di monitoraggio non costituiscono un vero sostituto dell’utero materno, ma cercano di ricreare alcune delle condizioni necessarie per proteggere i bambini che vengono al mondo troppo presto. È proprio questa combinazione tra medicina specialistica e tecnologia a rendere oggi l’assistenza neonatale sempre più sofisticata e personalizzata.

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