iPad mini OLED sorprende su Geekbench: batte persino iPad Pro

Piccolo nelle dimensioni, ma capace di mettere in difficoltà persino i tablet più costosi di Apple. Il nuovo iPad mini 2026 con display OLED è comparso nel database di Geekbench 7 e i primi risultati raccontano una storia interessante: il chip A20 Pro ottiene 3.879 punti in single-core e 9.870 in multi-core. Nel test che utilizza un solo core riesce addirittura a superare l’iPad Pro da 13 pollici con M5.
Non significa che il mini sia diventato più potente dell’iPad Pro in ogni situazione. Nei lavori che sfruttano molti core, come rendering ed esportazione video, il modello professionale mantiene un vantaggio consistente. Ma i numeri confermano quanto sia cresciuta la potenza di calcolo dei processori Apple per i dispositivi compatti. Il nuovo iPad mini, presentato il 26 ottobre, arriverà nei negozi il 6 novembre 2026, con prezzi europei a partire da 749 euro.
Geekbench 7: i risultati del nuovo iPad mini con A20 Pro
Il dispositivo apparso nel database del benchmark è identificato dalla sigla iPad19,2, corrispondente alla versione con connettività Wi-Fi e cellulare. La scheda riporta 12 GB di RAM e una CPU con cinque core, suddivisi in due ad alte prestazioni e tre dedicati all’efficienza energetica. I core più veloci raggiungono una frequenza di 4,93 GHz.
I punteggi del primo test sono 3.879 in single-core e 9.870 in multi-core. Si tratta di risultati preliminari ottenuti su un singolo esemplare: possono variare in base alle condizioni del test, alla temperatura e alla versione del software. Altre registrazioni apparse successivamente mostrano numeri differenti, quindi è importante non considerare un solo risultato come misura definitiva delle prestazioni.
La configurazione a cinque core appartiene alle varianti con 128 GB e 256 GB di archiviazione. Apple ha scelto invece una CPU a sei core per il modello da 512 GB. È una differenza poco evidente a prima vista, ma potenzialmente rilevante per chi intende acquistare il tablet per attività impegnative.
iPad mini contro iPad Pro e iPad Air: chi è davvero più veloce?
Il confronto più sorprendente riguarda il test single-core, quello che misura la velocità di un singolo core del processore. Con i suoi 3.879 punti, iPad mini supera i 3.580 punti dell’iPad Pro 13 con M5 e i 3.206 punti dell’iPad Air 13 con M4. Il vantaggio è rispettivamente di circa 8% e 21%.
Il quadro cambia nettamente nel multi-core. Qui l’iPad Pro M5 arriva a 15.126 punti e l’iPad Air M4 a 12.686, mentre il mini si ferma a 9.870. I modelli più grandi possono sfruttare più core e sono progettati per sostenere carichi di lavoro diversi.
Nella pratica, il risultato single-core suggerisce un’ottima reattività nell’apertura delle applicazioni e in numerose operazioni quotidiane. Ma non permette di affermare che il mini sia la scelta migliore per montaggio video, grafica avanzata o altri lavori professionali: per questi utilizzi contano anche le prestazioni multi-core, la GPU e la capacità di dissipare il calore.
Il salto rispetto al precedente iPad mini è notevole
Il confronto con la generazione precedente mette in evidenza un progresso ancora più marcato. Nei risultati citati da GSMArena, il vecchio modello raggiungeva 2.638 punti in single-core e 7.103 in multi-core. Il nuovo iPad mini sale quindi di circa 47% nel primo test e 39% nel secondo.
Sono differenze consistenti, anche se un benchmark sintetico non racconta tutto ciò che si avverte nell’uso reale. Se utilizzi il tablet per leggere, navigare, prendere appunti o guardare video, una parte di questa potenza potrebbe restare inutilizzata. Se invece lavori con applicazioni creative, giochi complessi o strumenti di intelligenza artificiale, il margine in più potrebbe diventare interessante.
La presenza di 12 GB di memoria rappresenta un altro passo avanti, soprattutto per il multitasking e le funzionalità che elaborano dati direttamente sul dispositivo. Per capire quanto il nuovo hardware riesca a mantenere le prestazioni durante sessioni lunghe bisognerà comunque aspettare le prove indipendenti dopo l’uscita.

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Il nuovo display OLED migliora l’immagine, ma resta a 60 Hz
La vera novità visibile appena accendi il tablet è lo schermo OLED da 8,5 pollici, con risoluzione di 2.316 × 1.512 pixel e luminosità di picco dichiarata fino a 1.200 nit. Rispetto alla tecnologia LCD del predecessore, i pixel OLED possono spegnersi individualmente, offrendo neri più profondi e contrasto elevato.
Apple ha ridotto le cornici e riprogettato il dispositivo per renderlo più sottile e leggero. Il nuovo iPad mini misura appena 5,4 millimetri di spessore, mantenendo la vocazione di tablet compatto da portare ovunque.
C’è però una rinuncia che farà discutere: il pannello si ferma a 60 Hz. La tecnologia ProMotion fino a 120 Hz resta riservata all’iPad Pro. L’OLED offre tempi di risposta rapidi e può ridurre la sfocatura percepita, ma non sostituisce un aggiornamento più frequente dell’immagine. Se sei abituato a uno schermo da 120 Hz, potresti notare la differenza nello scorrimento e durante l’uso della penna.
Le altre caratteristiche: fotocamere, autonomia e resistenza
Oltre al chip A20 Pro, il nuovo iPad mini porta una fotocamera posteriore da 12 megapixel e una frontale da 12 megapixel con Inquadratura automatica, posizionata per favorire le videochiamate quando tieni il tablet in orizzontale.
Tra le altre novità figurano il chip N1 per la connettività wireless, il modem C2 sulle versioni cellulari e una certificazione IP67 contro polvere e immersioni temporanee secondo le condizioni previste dallo standard. Apple dichiara fino a 10 ore di autonomia, un dato che andrà verificato nell’uso quotidiano.
Il tablet è disponibile nelle colorazioni Mezzanotte e Galassia, con opzioni di memoria da 128, 256 e 512 GB. Per alcune configurazioni è prevista anche una finitura del display con nanotexture, pensata per ridurre i riflessi.
Prezzo e disponibilità: vale la pena scegliere il nuovo iPad mini?
I preordini sono stati aperti il 28 ottobre 2026, mentre le consegne e la disponibilità nei negozi inizieranno il 6 novembre. Il prezzo europeo di partenza è di 749 euro per la versione Wi-Fi, mentre le configurazioni con più memoria o connettività cellulare costano di più.
Il nuovo iPad mini si rivolge soprattutto a chi vuole uno schermo di qualità e molta potenza in un formato compatto. Per leggere, disegnare, giocare e lavorare in mobilità potrebbe risultare particolarmente interessante, ma il prezzo è sensibilmente superiore a quello di un tablet economico e il limite dei 60 Hz resta una scelta discutibile per un prodotto di questa fascia.
Il risultato Geekbench, insomma, è impressionante ma va interpretato correttamente: iPad mini può battere iPad Pro nel single-core senza essere complessivamente più potente. La differenza tra i due emerge già nel multi-core e potrebbe diventare ancora più evidente sotto carico prolungato. Le recensioni complete chiariranno se la potenza dell’A20 Pro riesce a esprimersi senza compromessi anche nel telaio sottile del nuovo mini.
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