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L’App Store di Apple torna a vivere una nuova ondata di sperimentazione grazie all’intelligenza artificiale

L’App Store di Apple sta attraversando una fase che ricorda gli anni della sua rapida espansione. La diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale e delle piattaforme di AI coding, che permettono di sviluppare applicazioni anche senza solide competenze di programmazione, sta alimentando una vera e propria esplosione di nuove pubblicazioni.

Secondo le stime degli analisti di Sensor Tower, nel 2025 sono state pubblicate circa 600.000 nuove app sull’App Store, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Il ritmo continua ad accelerare anche nel 2026, tanto che nei primi sei mesi dell’anno sono già state superate le 560.000 nuove applicazioni.

L’IA apre le porte a una nuova generazione di sviluppatori

Tra i casi più rappresentativi citati dal New York Times c’è quello di Marco Perez, ingegnere di Chicago che ha iniziato a creare applicazioni sfruttando strumenti di sviluppo basati sull’intelligenza artificiale.

La sua prima app, InfoDrizzle, dedicata alle notizie, è stata realizzata in poche settimane e gli ha fruttato circa 500 dollari. Successivamente ha sviluppato Stampa, un’applicazione che trasforma le fotografie in francobolli digitali, completata in appena una settimana. Il progetto si è rivelato un successo, superando 20.000 download e generando circa 3.000 dollari di ricavi.

Storie come questa dimostrano come la barriera tecnica allo sviluppo di software si stia progressivamente abbassando, consentendo a un numero sempre maggiore di persone di trasformare un’idea in un’applicazione funzionante.

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Più applicazioni, ma i download crescono lentamente

L’aumento delle nuove pubblicazioni non si traduce però in una crescita proporzionale dell’interesse degli utenti.

Nel corso dell’ultimo anno i download complessivi sull’App Store sono aumentati soltanto del 3%, raggiungendo circa 35,4 miliardi, mentre nella prima metà del 2026 la crescita si è fermata intorno al 2%.

Anche il processo di approvazione rappresenta una sfida. Ogni nuova applicazione deve infatti superare la revisione di Apple, e alcuni sviluppatori segnalano tempi di attesa più lunghi a causa dell’elevato numero di software inviati per la pubblicazione.

L’azienda, dal canto suo, sostiene che la maggior parte delle app venga comunque esaminata in meno di 48 ore e ribadisce che tutti i software, indipendentemente dal modo in cui sono stati sviluppati, devono rispettare gli stessi standard in termini di qualità, sicurezza e tutela della privacy.

Il rischio di un’ondata di applicazioni di scarsa qualità

Secondo diversi esperti del settore, l’attuale situazione ricorda gli esordi dell’App Store, quando gli sviluppatori sperimentavano continuamente nuove idee e nuovi modelli di business.

L’ex responsabile dell’App Store, Phillip Shoemaker, ritiene tuttavia che la vera criticità non sia il numero crescente di applicazioni, bensì il rischio che aumentino anche i software di bassa qualità, incompleti o potenzialmente pericolosi. Un fenomeno che potrebbe rendere sempre più complesso il lavoro di moderazione, nonostante i rigorosi controlli effettuati da Apple.

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